Oggi la violenza contro le donne è considerata una grande violazione dei diritti umani e tante sono le donne i cui diritti sono negati e che subiscono violenza sin dalla nascita.

 

Per molte di esse è proprio la casa familiare il teatro di sofferenze, umiliazioni, negazioni. La famiglia che nella nostra cultura viene spesso identificata come “luogo” di protezione, amore, accoglienza, sicurezza, paradossalmente, diventa luogo di morte e i comportamenti violenti vengono agiti dal marito/partner, la persona cui la donna dà fiducia e amore per un tempo interminabile: non a caso sono infinite le donne che subiscono maltrattamenti anche per venti, trenta anni.
Per violenza domestica s’intende qualsiasi forma di violenza, psicologica, fisica o sessuale, esercitata all’interno della famiglia.
La definizione domestic violence: “La violenza che si consuma all’interno della sfera privata, generalmente tra individui che sono legati da un vincolo di intimità, di sangue o di legge” compare per la prima volta nel rapporto alla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite del 1996.
Nei paesi in via di sviluppo, più che in occidente, la violenza domestica va oltre l’abuso sessuale, le percosse o la violenza verbale ed economica. In relazione al contesto culturale, sono frequenti e in numero variabile le mutilazioni, amputazioni e acidificazioni, gli infanticidi e aborti forzati, assassini e suicidi indotti di figlie, mogli, sorelle.

Uno studio recentemente effettuato da un team composto da ricercatori dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze King’s College di Londra, dell’Istituto Universitario di Salute Mentale a Montréal (IUSM) e dell’Università di Montréal dimostra che, in aggiunta ai danni fisici, le donne che subiscono violenza domestica sono a maggior rischio per lo sviluppo di problemi mentali, quali ad esempio depressione e sintomi psicotici.

I risultati di questo studio mostrano che:
– Più di un terzo delle donne riporta di aver subito violenza domestica dal proprio compagno (ad esempio, essere spinte o colpite con un oggetto);
– Queste donne aveva una più ampia storia di abuso durante l’infanzia, abuso di sostanze stupefacenti, povertà, gravidanze precoci e sintomatologia relativa al disturbo antisociale di personalità;

Soffrivano inoltre di depressione due volte di più rispetto alle altre partecipanti allo studio, anche controllando le altre variabili;
– La violenza domestica non ha avuto impatto solamente sull’umore, ma anche sugli aspetti di salute mentale. Tra queste donne, il rischio di sviluppare sintomi psicotici al limite della schizofrenia è tre volte più alto rispetto al resto della popolazione.
“Abbiamo dimostrato che la violenza domestica causa danni non solo fisici, ma anche psicologici, dal momento che incrementa il rischio di andare incontro a depressione e a sintomi psicotici”, aggiunge la ricercatrice presso l’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze King’s College di Londra.

“I professionisti della salute devono essere consapevoli del fatto che le donne che soffrono di certi disagi mentali potrebbero essere vittime di violenza, e viceversa. Sarebbe inoltre necessario ed auspicabile imparare a mettere in atto pratiche di prevenzione di violenza domestica”.

fonte:

www.fondazioneozanam.org

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