Vincere l’insonnia

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Vincere l’insonnia2019-04-08T14:36:40+00:00

L’Istituto Watson, fondato e diretto dal dottor Enrico Rolla, è un centro privato di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e si è costituito come società di formazione e consulenza nel 1979.
Il centro è specializzato nel trattamento Cognitivo Comportamentale di disturbi d’ansia, depressione, e problematiche legate allo stress.
L’Istituto si avvale della collaborazione di uno staff di psicologhe e psicoterapeute esperte nel trattamento d ivari disturbi psicologici e nella formazione aziendale.
L’Istituto, oltre a essere un centro di psicoterapia è anche una Scuola di Specializzazione Post-Universitaria riconosciuta dal MIUR.

L’Istituto Watson fa parte dell’AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento), prima e unica associazione italiana di Terapia Cognitivo Comportamentale ad aver recentemente ricevuto l’accreditamento a livello europeo da parte della EABCT (European Association for Behavioural and Cognitive Therapies).
L’EABCT è un’organizzazione che riunisce 53 associazioni appartenenti a 39 paesi diversi. Ogni associazione è fedele ai principi e alle pratiche verificate scientificamente proprie dell’approccio cognitivo comportamentale nell’ambito della salute, dei contesti educativo e sociale e dei settori ad essi correlati. Inoltre, condivide l’obiettivo comune di sviluppare e garantire i più elevati standard qualitativi della formazione attraverso la definizione di criteri rigorosi e per mezzo dell’aggiornamento professionale continuo e del rispetto dei principi evidence based.
L’Istituto Watson è anche l’unico centro italiano a essere stato riconosciuto come Training School in Ipnoterapia e Psicoterapia dal REB HP (Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy).

ENRICO ROLLA
DIRETTORE E FONDATORE DELL’ISTITUTO WATSON

“Se non ci occupiamo della persona nella sua completezza e complessità, non ci sarà un reale beneficio o sarà temporaneo. Se invece la persona si rinnova nei pensieri, nelle azioni e conseguentemente nei sentimenti, allora avrà ottenuto un grande obiettivo: vivere appieno la propria esistenza superando le eventuali difficoltà che, inevitabilmente, e tutti dobbiamo affrontare.”
Dr. Enrico ROLLA

Svolge la sua attività di didatta e terapeuta a Torino dove fonda e dirige l’Istituto Watson dal 1979.
Tra le sue opere di maggior successo: Piacersi non Piacere
Il problema non è mio è tuo
Ricomincia da te
Così non mi piaccio
Mollo l’osso. Come liberarsi dai guinzagli interiori
I 52 pensieri per volersi bene
Attacchi di Panico. Come uscirne.

La potenza della Terapia Cognitivo Comportamentale
Rilassamento e autocontrollo (E-book)
Vincere la paura degli esami e delle interrogazioni (E-book)

Nel 2008, progetta e realizza un servizio di Terapia Cognitivo Comportamentale Online e il videocorso “Vincere il Panico” disponibili sul sito
www.enricorollaeducation.com
Produce inoltre la web-serie The fear Doctor sul trattamento di casi reali di fobia,disponibile sul canale Youtube dell’IstitutoWatson

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’insonnia come un “disturbo dell’inizio e del mantenimento del sonno”, oppure come “un sonno non ristoratore presente per almeno 3 notti alla settimana”, associati a una sensazione di fatica, stanchezza o inefficienza diurna (WHO, 1992).
Le persone hanno fabbisogni diversi, per questo l’insonnia viene definita in base alla qualità del sonno e a come ci si sente dopo aver dormito e non sulla base del numero di ore passate a letto o della velocità con cui ci si addormenta. Se anche dopo aver passato otto ore a letto vi sentite assonnati e affaticati, è probabile che soffriate di insonnia.

I SINTOMI CON CUI SI MANIFESTA L’INSONNIA POSSONO INCLUDERE:
  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Risvegli notturni
  • Svegliarsi troppo presto
  • Sonno non ristoratore
  • Stanchezza o sonnolenza diurna
  • Irritabilità, depressione o ansia
  • Difficoltà di memoria e dell’attenzione
  • Continue preoccupazioni verso quantità e qualità del proprio sonno
GLI EFFETTI DELL’INSONNIA POSSONO ESSERE:
  • Aumento del rischio di sviluppare malattie psichiatriche
  • Depressione
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Mal di stomaco, digestione lenta
  • Minore rendimento sul lavoro
  • Difficoltà di concentrazione
  • Tendenza a un comportamento asociale
  • Rischio di incidenti sul lavoro o alla guida
  • Incremento costi sanitari
  • Riduzione produttività

Per intervenire efficacemente sul problema dell’insonnia, dovete diventare detective del sonno. Fattori emotivi come stress, ansia e depressione causano la metà dei casi di insonnia. Ma le abitudini quotidiane, quelle legate al riposo e allo stato di salute, possono avere un ruolo attivo. Cercate di identificare tutte le possibili cause della vostra insonnia. Solo dopo averle identificate potrete affrontare il problema in modo adeguato.

DOMANDE DA PORSI
  • Siete fortemente stressati?
  • Siete depressi? Vi sentite emotivamente piatti e senza speranze?
  • Lottate continuamente con sentimenti di ansia e preoccupazione?
  • Avete vissuto di recente un evento traumatico?
  • State assumendo farmaci che possono influire sul sonno?
  • Avete problemi di salute che interferiscono con il sonno?
  • L’ambiente in cui dormite è sufficientemente calmo e confortevole?
  • Cercate di andare a letto e svegliarvi sempre alla stessa ora?

I disturbi del sonno sono sempre più diffusi, tanto che oltre 9 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica e oltre il 45% della popolazione soffre di insonnia acuta o transitoria. Secondo un sondaggio dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (condotto su un campione di 900 persone), sette italiani su dieci manifestano disturbi del sonno, quattro su dieci hanno difficoltà ad addormentarsi, tre su dieci hanno diversi risvegli durante la notte e due su dieci si svegliano sempre molto prima della sveglia.

Ma oltre alla difficoltà a prender sonno, ai risvegli continui o precoci al mattino, altri disturbi possono influire sulla qualità del riposo notturno. Ad esempio, circa il 24% della popolazione maschile soffre di russamento, nella sua forma più severa tra il 2 e il 4%; la sindrome delle gambe senza riposo riguarda il 10% della popolazione e il 5-6% soffre di disturbi secondari legati al sonno. Inoltre, si stima, in particolare, che tra il 15 e il 30% dei bambini ha sperimentato almeno una volta un episodio di sonnambulismo, mentre il 6% presenta episodi ricorrenti.

A CAUSA DELLA CRISI ECONOMICA LO STRESS DICHIARATO DAGLI ITALIANI È RADDOPPIATO (+118% NEGLI ULTIMI 6 ANNI), CON CONSEGUENZE NEGATIVE ANCHE SUL RIPOSO NOTTURNO

Inoltre, i dati di un’indagine AstraRicerche, presentata in occasione del World Sleep Day 2015, hanno rilevato che la crisi finanziaria genera incubi. Gli italiani passano le notti in bianco a causa delle difficoltà economiche. Sono 12 milioni gli over 18 che vivono con una carenza cronica di sonno: dormono male, si svegliano spesso e non riescono a rilassarsi nel letto.
I dati che emergono dalla ricerca rivelano che gli italiani sotto le coperte sono tutt’altro che tranquilli: il 50% si sveglia spesso nel cuore della notte, mentre il 45% non riposa abbastanza perché va a letto tardi e si sveglia presto la mattina. Preoccupazioni e stress lavorativo travolgono oltre il 40% di chi non chiude occhio o passa notti agitate, mentre il 16% sente la pressione delle scadenze.
Negli ultimi anni il numero degli insonni è in crescita. “A causa della crisi economica lo stress dichiarato dagli italiani è raddoppiato (+118% negli ultimi 6 anni), con conseguenze negative anche sul riposo notturno”, spiega il presidente di AstraRicerche, Enrico Finzi. La sindrome dei letti da incubo colpisce maggiormente le donne tra i 35 e i 54 anni.

Vi sono diverse tipologie di insonnia, ma quella più frequente è la difficoltà ad addormentarsi e avere ripetuti risvegli durante la notte. Prima di iniziare il programma, al paziente viene richiesto di rispondere a queste domande per verificare quanto grave è lo stato del problema:

VI SUCCEDE ALMENO TRE VOLTE A SETTIMANA?
IMPIEGATE PIÙ DI 30 MINUTI AD ADDORMENTARVI?
VI SVEGLIATE DURANTE LA NOTTE E RESTATE SVEGLI PER PIÙ DI 30 MINUTI?
PERSISTE DA OLTRE SEI MESI?
HA CONSEGUENZE NEGATIVE SULLE VOSTRE GIORNATE, SIETE IRRITABILI E DI PESSIMO UMORE?

Il trattamento d’elezione per l’insonnia cronica è la Terapia Cognitivo Comportamentale (T.C.C.) (AASM - American Academy of Sleep Medicine, 2008)

La ACP (American College of Physicians) ovvero l’organizzazione che negli Stati Uniti rappresenta la comunità dei clinici di medicina interna, l’APA (American Psychological Association), l’American Academy of Sleep Medicine, hanno ufficialmente riconosciuto che: «la psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale è il miglior trattamen-to disponibile oggi per l’insonnia, cioè deve essere il trattamento di prima scelta». Questa dichiarazione è il frutto di diverse ricerche e meta-analisi che hanno evidenziato la bontà e l’efficacia di questo trattamento rispetto all’utilizzo della psicofarma-cologia. La TCC- I rappresenta quindi il trattamen-to di prima scelta per affrontare l’insonnia.

Ma cos’è la Terapia Cognitivo Comportamen-tale per l’Insonnia ( TCC-I)?
È un programma terapeutico che si propone di trasferire ai pazienti abilità per gestire le emozio-ni, i pensieri e i comportamenti. In un intervento di TCC-I ci si avvale di tecniche e strategie validate empiricamente.

Sin dal 1930 sono stati condotti più di 200 stu-di clinici sia su singoli interventi per l’insonnia sia su interventi multicomponenziali che potrebbero essere assimilati alla TCC-I, 3 meta-analisi + 1 me-ta-analisi comparativa che valuta l’efficacia della TCC-I rispetto a farmaci agonisti delle benzodia-zepine. I dati di questi studi suggeriscono che:
1. La farmacoterapia e la TCC-I producono effetti clinici comparabili al post trattamento;
2. La TCC-I ha minori effetti collaterali della far-macoterapia;
3. Dati preliminari suggeriscono che la TCC-I, alla fine del trattamento, ha effetti positivi sulla macro e la micro architettura del sonno (es. incremento del sonno ad onde lente e dell’at-tività delle onde delta NREM, mentre riduce l’attività delle onde alfa e beta NREM);
4. La TCC-I produce effetti clinici che persistono oltre la fine del trattamento, verificato fino a un follow-up di 24 mesi;
5. I costi della TCC-I, in pazienti che rispondono al trattamento, sono contenuti. Il trattamento si realizza efficacemente in 6 mesi.

Il trattamento Cognitivo Comportamentale dell’Insonnia prevede una serie di interventi e strumenti validati empiricamente. Ecco uno specchietto riassuntivo delle strategie più efficaci

TERAPIA OBBIETTIVO
Terapia di controllo dello stimolo Addestrare il/la paziente a riassociare il letto e la camera da letto con l’insorgenza rapida del sonno
Restrizione del sonno Aumentare la sollecitazione del sonno e consolidarlo introducendo una leggera forma di privazione del sonno
Allenamento di rilassamento e ipnosi Disattivare il sistema di eccitazione e facilitare l’insorgere del sonno
Intenzione paradossa Ridurre il periodo di sonno e l’ansia da prestazione che inibisce l’insorgere del sonno
Terapia cognitiva Modificare credenze disfunzionali e ridurre il disagio emotivo che i pazienti associano al sonno
Educazione all’igiene del sonno Aumentare la consapevolezza dell’importanza che assumono i fattori ambientali e le pratiche di salute per migliorare la qualità del sonno

Strutturato in gruppi per un massimo di 10 persone Articolazione dell’intervento:

L’IPNOSI PUÒ ESSERE UTILE PER UNA SVARIATA GAMMA DI PROBLEMATICHE. LE RICERCHE FORNISCONO SOSTEGNO MAGGIORE ALL’UTLIZZO DELLA TECNICA PER:

1. Gestione dell’ansia
2. Gestione del dolore
3. Problemi del sonno
4. Trattamento di disagi psicosomaticio correlati allo stress

Sono state pubblicate migliaia di ricerche cliniche e sperimentali sull’Ipnosi. È stata riconosciuta come una tecnica efficace dalla British Medical Association (BMA), e dalla American Medical Association (AMA) e dalla American Psychological Association.
Negli anni ’90 è stata condotta un’importante metanalisi da I. Kirsch, G.H. Montgomery e G. Sapirstein. L’indagine ha preso in considerazione 18 studi controllati che comprendevano problematiche quali obesità, dolore,

insonnia, ansia, fobie, ulcera e public speaking; lo studio, che ha coinvolto 577 individui, ha evidenziato come il 70% dei soggetti sottoposti alla Terapia Cognitivo Comportamentale avessero ottenuto maggiori benefici quando questa era applicata in combinazione con l’Ipnosi.
Per ciò che riguarda l’ipnosi si è osservato che è efficace quando è associata alle specifiche tecniche della TCC, ad esempio, l’igiene del sonno e il controllo degli stimoli.

I VANTAGGI DEL TRATTAMENTO TCC-I DELL’INSONNIA?

  • Si evita l’uso di psicofarmaci
  • Si riscoprono le risorse naturali presenti in ognuno di noi
  • Si acquisiscono strumenti utili ad affrontare lo stress quotidiano
  • Si adotta un approccio “evidence-based” basato sulla ricerca scientifica
  • Si riducono i costi personali e aziendali derivati dai problemi del sonno
  • Si migliorano le condizioni generali di salute