VAMPIRI EMOTIVI… chi sono?

Home » Blog » VAMPIRI EMOTIVI… chi sono?

VAMPIRI EMOTIVI… chi sono?

I vampiri emotivi, donne o uomini, sono chiamati così perché hanno la tendenza a prosciugare le energie emotive di tutte le persone con cui entrano in contatto.

Sono sfibranti. Necessitano di continue attenzioni. Sono sempre in preda a qualche crisi esistenziale o travolti da eventi di vita di portata capitale.
Sono esperti nel provocare reazioni emotive negli altri e poi nel succhiare energia da queste emozioni, non importa che siano positive o negative.

I vampiri emotivi soffrono di bassa autostima, ma non tutte le persone che hanno una bassa autostima sono vampiri emotivi. La bassa autostima si presenta sotto varie forme e si manifesta diversamente da individuo a individuo. I vampiri emotivi hanno uno specifico sottoinsieme di problemi nella percezione di sé stessi/e.

vampiri emozionali

Come riconoscere i Vampiri Emotivi

Tipicamente presentano tre tratti distintivi simultaneamente:

  1. un eccessivo bisogno di validazione/attenzione da parte degli altri;
  2. la convinzione che poco o nulla di ciò che accade sia colpa loro;
  3. la mancanza di consapevolezza nel riconoscere i loro schemi autolesionisti

Questa è una combinazione pericolosa per due motivi: i tre tratti si rinforzano reciprocamente diventando via, via più forti e spesso finiscono con il risucchiare e ferire le persone che stanno intorno.
Non confondiamoci, i vampiri emotivi non sono tutti patetici perdenti. Possono presentarsi come le persone più affascinanti e di successo che abbiate mai incontrato.
Donne, uomini, belli, brutti, ricchi, poveri, si presentano in varie forme e varie misure. Ma creano sempre relazioni tossiche, sia come partner sentimentali, sia come amiche o amici.

Caratteristiche dei Vampiri Emozionali

Vediamo nello specifico le tre caratteristiche.

  1. Bisogno eccessivo di validazione e attenzione da parte degli altri

Le conversazioni con i vampiri emotivi sono invariabilmente dominate da una persona: loro stessi. Tutto riguarda sempre loro, i loro problemi, come quella cosa o quell’altra sia stata per loro una gran rottura, come quello o quell’altro vogliano fargliela pagare, quanto loro siano fantastici, quanto siano poverini, quanto tutti vogliano essere come loro, quanto tutti li odino e ce l’abbiano con loro, ecc.

Il torrenziale versamento di questo monologo auto centrato è da una parte delirante su quanto pensino di essere meravigliosi (“Tutti in ufficio vogliono lavorare con me, ma ho detto al mio direttore che non sopporto di stare con Dave”) e dall’altra parte delirante su quanto siano poveretti e senza speranza (“Nessuno durante la gita con il coro ha voluto condividere la stanza con me. È perché sono tutti pieni di sé e più belli di me”).

Spesso questi deliri di grandezza e vittimizzazione si susseguono uno dopo l’altro nello stesso discorso. Comunque sia, è sufficiente un’ora sola di conversazione con un vampiro emotivo per avere l’istinto di sbattere la testa ripetutamente contro qualche superficie dura. Per favore, qualcuno li faccia smettere, fateli tacere!

I vampiri emotivi hanno anche la tendenza a fare sceneggiate in pubblico allo scopo di attirare l’attenzione. Sceneggiate che possono essere come sempre di auto esaltazione o auto svilimento. Come diceva qualcuno “Anche la cattiva pubblicità è comunque pubblicità”. Quando si ha fame di attenzione come i vampiri emotivi, vale qualsiasi tipo di reazione da parte dell’uditorio (che sia indignazione, pietà, rabbia o disprezzo).

Questa necessità eccessiva di validazione e attenzione è ciò che allontana gli altri dai vampiri emotivi. Il costante bisogno di affermazione esaurisce la pazienza e le energie delle persone. Gli sbalzi emotivi, i teatrali successi o fallimenti sono tutti stancanti e molti (con un minimo di rispetto per sé stesse) non hanno nessuna voglia di tollerarli. Di conseguenza dopo averli incontrati, si terranno alla larga da questi soggetti riconfermando così ai vampiri che le persone sono meschine, che nessuno li vuole, sono delle povere vittime e ovviamente… non è colpa loro!

  1. Convinzione che i loro problemi non dipendono da loro

Il comportamento eccessivamente bisognoso dei vampiri emotivi scatena negli altri reazioni negative e li allontana da loro. Ma invece di considerare che le persone rispondono negativamente perché ciò che hanno detto o fatto era offensivo o esclusivamente auto centrato, maleducato o lamentoso, insopportabile o irritante, i vampiri emotivi preferiscono credere che tutte queste persone intorno a loro sono stronze, razziste, intolleranti, piene di sé, sgarbate, fredde, ecc., ecc.
La combinazione di questi comportamenti è altamente insidiosa. Il bisogno eccessivo di validazione porta a comportamenti antisociali, che provocano reazioni negative da parte degli altri che a loro volta inducono i vampiri emotivi a biasimarli e sentirsi ancora più vittimizzati e quindi a mettere in atto nuovi comportamenti antisociali e così via…

L’abilità di un vampiro emotivo di giustificare il proprio comportamento antisociale è davvero affascinante. Va ben oltre la semplice attribuzione agli altri di qualità negative (e.g., “Il mio capo mi ha licenziato perché è un imbecille” invece di “Il mio capo mi ha licenziato perché me ne vado in giro a sparlare dei colleghi allo loro spalle”).
Si arriva a giudizi universali del tipo “Tutti gli uomini sono dei porci che hanno in testa solo il sesso”, “Tutte le donne si credono chissà chi e pretendono”, “Nessuno è in grado di apprezzarmi, di capire quanto sono intelligente, attraente, furbo/a, arguto/a perché la gente pensa solo a sé stessa”.

Al tempo stesso, è chiaro a tutti che i vampiri emotivi hanno così tanti problemi proprio a causa di questi atteggiamenti.

C’è un solo tipo di persona che si lascerà avvicinare questi soggetti: chi a sua volta ha una bassa autostima. Sono anch’essi/e troppo disfunzionali per accorgersi degli effetti negativi che i comportamenti dei vampiri hanno su di loro, o sono anch’essi vampiri emotivi che bramano drammi e attenzione.

Ancora una volta vediamo come, nelle relazioni affettive, i simili si attraggono e che il vecchio detto è sempre valido “chi si somiglia, si piglia”.

  1. Mancanza di auto consapevolezza.

Si potrebbe pensare che un vampiro emotivo arrivi ad un certo punto ad accorgersi del suo stile di vita, a capire che certi comportamenti, passivo aggressivi, provocano negli altri determinate reazioni. Queste reazioni non sono piacevoli e quindi forse bisognerebbe rivedere i propri comportamenti e le proprie credenze. L’unica costante in tutte queste relazioni sono loro e se tutte le loro relazioni vanno a finire male, forse dovrebbero cominciare da ciò che tutte hanno in comune: loro

Sembrerà ovvio, ma accade raramente che i vampiri emotivi facciano questo collegamento.
Non sono capaci di essere onesti con sé stessi e accettare le responsabilità nella loro vita. Psicologicamente hanno bisogno di un capro espiatorio, cha sia il loro aspetto fisico, i pregiudizi nei loro confronti, una cospirazione contro di loro in ufficio, come mamma e papà li abbiamo sempre trattati ingiustamente o una sequela infinita di altre credenze auto svalutanti.

Sono sempre stati così concentrati sul mondo esterno, da non avere mai sviluppato la capacità di sedersi e analizzare i propri pensieri ed emozioni e chiedersi se fossero utili.

I vampiri emotivi quasi sempre odiano stare soli. Amano anche creare conflitti, se già non ce ne sono. Il motivo è che hanno bisogno di distogliere l’attenzione da loro stessi. Non si ritengono una compagnia piacevole, e ciò è tutto dire!
Questa mancanza di consapevolezza mantiene in vita la loro ruota dello “scaricabarile”. Questo a sua volta alimenta il bisogno di conferme e attenzione che produce un’ulteriore mancanza di auto consapevolezza. Una spirale infernale.

Sono stati identificati almeno 5 tipi di vampiri emotivi. Scopriremo nel prossimo articolo come sono e come proteggerci.

Articolo ispirato dal libro “Emotional Vampires” di Albert J. Bernstein – McGraw-Hill Education (2012)

I 5 tipi di vampiri emotivi

  1. Il Narcisista

Il loro motto è “Prima io”. Tutto riguarda loro. Hanno un senso grandioso della loro importanza e del loro valore, monopolizzano l’attenzione e spasimano per avere ammirazione. Sono pericolosi perché privi di empatia e con limitate capacità di amore incondizionato. Se non fate le cose come vogliono loro, diventano punitivi, freddi e indifferenti.

Come proteggervi. Mantenete le vostre aspettative realistiche. Sono persone emotivamente limitate. Cercate di non innamorarvi di uno di loro e non aspettatevi che siano altruisti o che amino senza secondi fini. Non fate mai dipendere da loro il senso del vostro valore e non confidate mai i vostri sentimenti più intimi. Verranno usati contro di voi.
Per comunicare efficacemente, la dura verità è che dovrete illustrare come qualcosa può tornare loro utile o dare loro un vantaggio. Sarebbe meglio non avere a che fare con persone di questo tipo; se tuttavia fosse inevitabile, questo approccio di solito funziona.

 

  1. La Vittima

Questi vampiri si “attaccano” con il loro atteggiamento “… povero/a me”. Il mondo ce l’ha con loro. Questa è la ragione della loro infelicità. Quando offrite una soluzione ai loro problemi, la frase tipica sarà “Sì, però…” “Sì, ma…”
Prima o poi, esausti, finirete per filtrare le chiamate o evitarli di proposito. Come amici/che magari vorreste aiutarli, ma le storie dei loro guai vi travolgeranno.

Come proteggervi. Il più delle volte queste persone non cercano un rimedio, vogliono lamentarsi e basta. Stabilite limiti ben definiti. Ascoltate brevemente l’amico/a o il/la parente e poi dite “Ti voglio bene, ma se parliamo solo del problema e non della soluzione non c’è molto altro da dire”. Con un/una collega, mostrate comprensione dicendo “Sono convinta che le cose si risolveranno. Adesso ho una scadenza, spero che tu capisca, devo andare a finire il mio lavoro”
Dopo queste frasi allontanatevi. La vostra presenza potrebbe essere interpretata come il permesso di continuare a lamentarsi.

 

  1. Il Controllore

Queste persone cercano di controllarvi ossessivamente e di dirvi come dovreste essere e cosa dovreste provare. Hanno un’opinione su tutto. La loro modalità di controllo consiste nell’invalidare le vostre emozioni quando non rientrano nel loro manuale delle regole. Cominciano spesso le loro frasi con “Sai di cosa avresti bisogno?” e poi naturalmente ve lo dicono. Alla fine, vi sentirete dominati, svalutati e inferiorizzati.

Come proteggervi. Il segreto del successo è mai cercare di controllare un controllore. Siate assertivi, ma non dite loro cosa fare o non fare. Potete dire “Grazie per il tuo consiglio, ma preferisco analizzare la cosa per conto mio”.
Mostrate fermezza e fiducia in voi stessi, non fate le vittime.

 

  1. Il Parlatore incessante

A queste persone non interessa come vi sentite. Sono interessate solo a sé stesse. Aspetterete invano un momento di pausa nel loro sproloquiare per infilare una vostra parola; quel momento non arriverà mai.
Oppure vi parleranno così vicini da togliervi letteralmente il respiro. Voi arretrate e loro avanzano ancora.

Come proteggervi. Questi individui non rispondono ai segnali non verbali. Per quanto possa sembrare difficile, dovrete parlare apertamente e interromperli. Ascoltate per pochi minuti e poi dite educatamente “Mi dispiace interromperti, ma adesso ho un appuntamento / devo fare una telefonata / devo andare in bagno” o qualsiasi altra motivazione vi venga in mente per allontanarvi.
Se il chiacchierone o la chiacchierona è della famiglia, potete dire “Adesso avrei anch’io qualcosa da raccontare” oppure “Vorrei partecipare anch’io alla conversazione”. Se lo dite con calma e un sorriso, suonerà ancora meglio.

 

  1. Il re o la regina delle sceneggiate

Queste persone hanno uno speciale talento nel trasformare il più banale incidente in una tragedia. Un banale raffreddore diventa un rischio di polmonite fulminante, sono in ritardo perché c’è stato un incidente mortale di cui parleranno i telegiornali, ogni giorno c’è un disastro che li colpisce e loro lo riverseranno su di voi con carica emotiva devastante. Vi sentirete esausti a forza di ascoltare i loro drammi esistenziali.

Come proteggervi. Il re o la regina delle sceneggiate non può succhiare energia dalla calma. Quindi restate calmi e fate respiri lenti e profondi. Questo vi aiuterà a non venire catturati dalla tragedia.
Anche in questo caso. Fissate limiti e siate decisi. “Capisco, mi dispiace per il tuo disguido, adesso mettiti al lavoro, abbiamo una scadenza importante” e altre frasi simili che riportino l’attenzione sulla realtà e annullino l’effetto palcoscenico he queste persone ricercano.

 

In conclusione, per migliorare le vostre relazioni e prendervi maggiore cura del vostro benessere psicofisico, può essere utile fare una lista delle persone che vi trasmettono energia e di quelle che ve la tolgono.
Ovviamente, passate più tempo con le prime e cercate di evitare le seconde.

Se proprio dovete frequentarle, provate a mettere in pratica i consigli di questo articolo.
Non sono risolutivi, ma meglio del lasciarsi “prosciugare”!

Articolo Scritto da

psicologa stefania durando Dott. Stefania Durando

 

Docente/supervisore dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e membro della European Association for Behavioural and Cognitives Therapies ho il piacere e l’onore di formare altri colleghi medici e psicologi all’utilizzo dei trattamenti considerati più efficaci a livello mondiale

 

 

Lettura Consigliata sull’Assertività

 

INSERISCI NOME ED EMAIL PER RICEVERE GRATIS IL PRIMO CAPITOLO DEL LIBRO
Acconsento al trattamento dei dati personali secondo il nuovo regolamento generale della protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR) e delle successive modifiche e secondo la Privacy Policy presente nel sito.

Accetto

 

Hai domande o dubbi?

Puoi Contattarci dal sito o chiamarci allo 011 56 11102

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Contatto telefonico (richiesto)

    Il tuo messaggio

    Acconsento al trattamento dei dati personali secondo il nuovo regolamento generale della protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR) e le successive modifiche e secondo la Privacy Policy presente nel sito.

     

    Di |2020-11-06T16:00:41+01:0029 Ottobre, 2020|Psicologia|
    Torna in cima