Spesso sottovalutata, può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, sull’autostima e sulle relazioni sociali della persona.
Cos’è la Tricotillomania?
La tricotillomania è un disturbo caratterizzato dal bisogno irresistibile di strapparsi capelli o peli, che può manifestarsi in diverse zone del corpo. Le aree più frequentemente coinvolte sono:
- Cuoio capelluto
- Sopracciglia
- Ciglia
Tuttavia, anche altre aree come la zona pubica, le braccia, le gambe o il viso possono essere interessate.
In alcuni casi, le persone utilizzano strumenti come pinzette, aghi o le unghie, provocando danni cutanei anche permanenti.
Perché ci si strappa i capelli?
Lo strappamento può avvenire in risposta a tensioni emotive, stress, ansia, ma anche durante momenti di noia o rilassamento. Nella maggior parte dei casi, l’atto è:
- preceduto da un senso di tensione o urgenza
- seguito da piacere, gratificazione o sollievo
Può essere un comportamento consapevole o automatico, spesso eseguito in solitudine, ad esempio mentre si guarda la TV, si legge, si guida o si è in bagno.
Tricotillomania alle sopracciglia e ciglia
Strapparsi sopracciglia e ciglia è una forma comune di tricotillomania. In questi casi, l’impatto estetico può essere ancora più difficile da gestire, spingendo la persona a ricorrere a trucco permanente, ciglia finte o accessori per nascondere le aree colpite.
Esiste la tricotillomania infantile?
Sì, la tricotillomania può esordire già in età infantile, anche sotto i 6 anni. Nei bambini più piccoli, può avere un andamento transitorio e autolimitante. Tuttavia, se il comportamento persiste oltre alcuni mesi o causa sofferenza, è fondamentale un intervento precoce.
Nel caso di bambini e adolescenti, la terapia cognitivo-comportamentale viene adattata all’età e può coinvolgere anche i genitori.
Le Cause della Tricotillomania: un Disturbo Multifattoriale
La tricotillomania non ha una causa unica e lineare. Si sviluppa come esito dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali, che contribuiscono in modo differente da persona a persona. Comprendere questi meccanismi è fondamentale sia per la diagnosi che per l’intervento terapeutico mirato.
Vediamoli in dettaglio:
Fattori neurobiologici e genetici
Numerosi studi suggeriscono che alterazioni neurochimiche (in particolare nei sistemi serotoninergico, dopaminergico e glutammatergico) possano predisporre allo sviluppo della tricotillomania. Questo spiegherebbe perché:
- Il comportamento può avere un effetto autorinforzante simile a quello osservato nei disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo o nelle dipendenze.
- In alcuni casi, vi è familiarità: soggetti con parenti affetti da disturbi ossessivo-compulsivi, tic o comportamenti ripetitivi hanno un rischio maggiore di sviluppare tricotillomania.
Le neuroscienze hanno anche mostrato anomalie in alcune aree cerebrali legate all’autoregolazione del comportamento (come la corteccia prefrontale) e al circuito della gratificazione, rendendo più difficile inibire l’impulso.
Condizionamento e rinforzo comportamentale
Dal punto di vista comportamentale, la tricotillomania può essere appresa e mantenuta attraverso meccanismi di rinforzo negativo e positivo:
- Rinforzo negativo: l’atto di strapparsi i capelli allevia emozioni spiacevoli come ansia, noia, tensione interna, frustrazione. Questo sollievo immediato rende il comportamento più probabile in futuro.
- Rinforzo positivo: in alcuni casi, lo strappamento produce una sensazione di gratificazione fisica o psicologica, simile a una forma di automedicazione o scarico di tensione.
Col tempo, il comportamento diventa automatizzato: non serve più uno stimolo conscio per innescarlo. Si verifica, ad esempio, mentre si è distratti, rilassati o impegnati in attività passive (TV, telefono, lettura).
Fattori cognitivi ed emotivi
Molti soggetti con tricotillomania presentano difficoltà nella regolazione emotiva. Non sanno gestire efficacemente:
- emozioni negative intense (ansia, tristezza, rabbia, vergogna)
- stati interni come noia, insoddisfazione, vuoto
Spesso questi individui mostrano stili di pensiero disfunzionali, come:
- perfezionismo (es. “questa ciocca non è come le altre, devo toglierla”)
- intolleranza dell’imperfezione
- pensieri intrusivi e autocritici (“non valgo niente”, “non riesco a controllarmi”)
In risposta a questi pensieri, lo strappamento diventa una forma paradossale di autocontrollo o di regolazione emotiva. Si cerca cioè di ridurre l’ansia o la tensione interna attraverso un comportamento che, nel lungo termine, aumenta il disagio.
Fattori ambientali e situazionali
Alcuni eventi della vita, soprattutto in età evolutiva, possono fungere da fattori scatenanti o di mantenimento del disturbo:
- Situazioni di stress familiare (conflitti, divorzio, lutti)
- Critiche sull’aspetto fisico o pressione sociale (soprattutto in adolescenza)
- Traumi psicologici, anche non gravi, ma percepiti come tali
- Stili educativi rigidi, ipercontrollanti o trascuranti
In questi contesti, la persona può imparare a utilizzare il comportamento di strappamento come valvola di sfogo privata, o come modalità di coping quando le risorse emotive ed espressive sono limitate.
Componenti abitudinarie e compulsive
Con il tempo, il comportamento di strappamento assume le caratteristiche di un’abitudine radicata, simile a un rituale:
- È ripetuto, spesso in risposta agli stessi stimoli (es. momenti di solitudine, ansia serale, ambienti chiusi)
- È difficile da interrompere, anche quando la persona è consapevole della sua dannosità
- È seguito da emozioni contrastanti: sollievo, ma anche vergogna, frustrazione e senso di colpa
In alcuni casi, la tricotillomania può sovrapporsi o essere confusa con i disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), ma nella TCC si presta attenzione a distinguere i pattern di pensiero e comportamento che li caratterizzano.
Aspetti evolutivi e sviluppo del disturbo
Nell’infanzia, il comportamento può iniziare come un semplice atto esplorativo o auto-calmante (simile al succhiarsi il pollice), che viene rinforzato inconsapevolmente nel tempo. In adolescenza, invece, il comportamento può assumere una funzione più complessa legata all’autogestione dello stress e alla costruzione dell’identità.
Il passaggio da comportamento occasionale a disturbo clinico avviene quando:
- La frequenza aumenta
- La persona perde il controllo
- Il disagio psicologico cresce
- Emergono conseguenze estetiche o sociali rilevanti
Come smettere di strapparsi i capelli?
Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (TCC)
È il trattamento di prima scelta. Si articola in diversi interventi:
- Self-monitoring (monitoraggio del comportamento): per riconoscere i pattern automatici
- Controllo degli stimoli: modificare l’ambiente per ridurre l’impulso (es. guanti, cappelli, pinzette fuori portata)
- Inversione dell’abitudine (Habit Reversal Training): imparare comportamenti alternativi incompatibili con lo strappamento
- Tecniche di rilassamento (respirazione diaframmatica, rilassamento muscolare progressivo)
- Esposizione con prevenzione della risposta (ERP): affrontare gli stimoli scatenanti resistendo al comportamento
Psicoeducazione
Comprendere il funzionamento del disturbo riduce il senso di colpa e aumenta la motivazione al cambiamento.
Strategie cognitive
Ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati a:
- Controllo del comportamento (“non riesco a smettere”)
- Immagine di sé (“sono sbagliato/a”)
- Ansia da prestazione o stress
Tricotillomania: quando servono i farmaci?
n alcuni casi, farmaci SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) o altri psicofarmaci possono essere prescritti da uno psichiatra, soprattutto se il disturbo è associato ad ansia, depressione o sintomi ossessivo-compulsivi. Tuttavia, i farmaci non sono risolutivi da soli e vanno sempre accompagnati dalla psicoterapia.
Psicoterapia
È importante non sottovalutare il disturbo. Se il comportamento è persistente, causa disagio o interferisce con la vita quotidiana, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale esperto in disturbi da comportamento ripetitivo.
Un’accurata valutazione clinica permette di:
- Formulare una diagnosi corretta
- Escludere cause organiche (es. problemi dermatologici)
- Pianificare un trattamento personalizzato
Approfondimenti e risorse
Il Dot. Rolla è autore del libro ““Ossessioni e Compulsioni” . La terapia Cognitivo Comportamentale in Azione” in cui spiega passo per passo l’applicazione della TCC nei disturbi ossessivo-compulsivi e nei comportamenti ripetitivi come la tricotillomania

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