Icona Blog
Il blog di iWatson

Tricotillomania

strappare i capelli

La tricotillomania è un disturbo psicologico classificato tra i disturbi da comportamento ripetitivo focalizzato (BFRB, Body-Focused Repetitive Behaviors), caratterizzato da strappamento ricorrente e compulsivo di capelli o peli dal proprio corpo, con conseguente perdita visibile e disagio clinicamente significativo.

Contenuti di questo post:

    Spesso sottovalutata, può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, sull’autostima e sulle relazioni sociali della persona.

    Cos’è la Tricotillomania?

    La tricotillomania è un disturbo caratterizzato dal bisogno irresistibile di strapparsi capelli o peli, che può manifestarsi in diverse zone del corpo. Le aree più frequentemente coinvolte sono:

    • Cuoio capelluto
    • Sopracciglia
    • Ciglia

    Tuttavia, anche altre aree come la zona pubica, le braccia, le gambe o il viso possono essere interessate.
    In alcuni casi, le persone utilizzano strumenti come pinzette, aghi o le unghie, provocando danni cutanei anche permanenti.

    Perché ci si strappa i capelli?

    Lo strappamento può avvenire in risposta a tensioni emotive, stress, ansia, ma anche durante momenti di noia o rilassamento. Nella maggior parte dei casi, l’atto è:

    • preceduto da un senso di tensione o urgenza
    • seguito da piacere, gratificazione o sollievo

    Può essere un comportamento consapevole o automatico, spesso eseguito in solitudine, ad esempio mentre si guarda la TV, si legge, si guida o si è in bagno.

    Tricotillomania alle sopracciglia e ciglia

    Strapparsi sopracciglia e ciglia è una forma comune di tricotillomania. In questi casi, l’impatto estetico può essere ancora più difficile da gestire, spingendo la persona a ricorrere a trucco permanente, ciglia finte o accessori per nascondere le aree colpite.

    Esiste la tricotillomania infantile?

    Sì, la tricotillomania può esordire già in età infantile, anche sotto i 6 anni. Nei bambini più piccoli, può avere un andamento transitorio e autolimitante. Tuttavia, se il comportamento persiste oltre alcuni mesi o causa sofferenza, è fondamentale un intervento precoce.

    Nel caso di bambini e adolescenti, la terapia cognitivo-comportamentale viene adattata all’età e può coinvolgere anche i genitori.

    Le Cause della Tricotillomania: un Disturbo Multifattoriale

    La tricotillomania non ha una causa unica e lineare. Si sviluppa come esito dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali, che contribuiscono in modo differente da persona a persona. Comprendere questi meccanismi è fondamentale sia per la diagnosi che per l’intervento terapeutico mirato.

    Vediamoli in dettaglio:

    Fattori neurobiologici e genetici

    Numerosi studi suggeriscono che alterazioni neurochimiche (in particolare nei sistemi serotoninergico, dopaminergico e glutammatergico) possano predisporre allo sviluppo della tricotillomania. Questo spiegherebbe perché:

    • Il comportamento può avere un effetto autorinforzante simile a quello osservato nei disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo o nelle dipendenze.
    • In alcuni casi, vi è familiarità: soggetti con parenti affetti da disturbi ossessivo-compulsivi, tic o comportamenti ripetitivi hanno un rischio maggiore di sviluppare tricotillomania.

    Le neuroscienze hanno anche mostrato anomalie in alcune aree cerebrali legate all’autoregolazione del comportamento (come la corteccia prefrontale) e al circuito della gratificazione, rendendo più difficile inibire l’impulso.

    Condizionamento e rinforzo comportamentale

    Dal punto di vista comportamentale, la tricotillomania può essere appresa e mantenuta attraverso meccanismi di rinforzo negativo e positivo:

    • Rinforzo negativo: l’atto di strapparsi i capelli allevia emozioni spiacevoli come ansia, noia, tensione interna, frustrazione. Questo sollievo immediato rende il comportamento più probabile in futuro.
    • Rinforzo positivo: in alcuni casi, lo strappamento produce una sensazione di gratificazione fisica o psicologica, simile a una forma di automedicazione o scarico di tensione.

    Col tempo, il comportamento diventa automatizzato: non serve più uno stimolo conscio per innescarlo. Si verifica, ad esempio, mentre si è distratti, rilassati o impegnati in attività passive (TV, telefono, lettura).

    Fattori cognitivi ed emotivi

    Molti soggetti con tricotillomania presentano difficoltà nella regolazione emotiva. Non sanno gestire efficacemente:

    • emozioni negative intense (ansia, tristezza, rabbia, vergogna)
    • stati interni come noia, insoddisfazione, vuoto

    Spesso questi individui mostrano stili di pensiero disfunzionali, come:

    • perfezionismo (es. “questa ciocca non è come le altre, devo toglierla”)
    • intolleranza dell’imperfezione
    • pensieri intrusivi e autocritici (“non valgo niente”, “non riesco a controllarmi”)

    In risposta a questi pensieri, lo strappamento diventa una forma paradossale di autocontrollo o di regolazione emotiva. Si cerca cioè di ridurre l’ansia o la tensione interna attraverso un comportamento che, nel lungo termine, aumenta il disagio.

    Fattori ambientali e situazionali

    Alcuni eventi della vita, soprattutto in età evolutiva, possono fungere da fattori scatenanti o di mantenimento del disturbo:

    • Situazioni di stress familiare (conflitti, divorzio, lutti)
    • Critiche sull’aspetto fisico o pressione sociale (soprattutto in adolescenza)
    • Traumi psicologici, anche non gravi, ma percepiti come tali
    • Stili educativi rigidi, ipercontrollanti o trascuranti

    In questi contesti, la persona può imparare a utilizzare il comportamento di strappamento come valvola di sfogo privata, o come modalità di coping quando le risorse emotive ed espressive sono limitate.

    Componenti abitudinarie e compulsive

    Con il tempo, il comportamento di strappamento assume le caratteristiche di un’abitudine radicata, simile a un rituale:

    • È ripetuto, spesso in risposta agli stessi stimoli (es. momenti di solitudine, ansia serale, ambienti chiusi)
    • È difficile da interrompere, anche quando la persona è consapevole della sua dannosità
    • È seguito da emozioni contrastanti: sollievo, ma anche vergogna, frustrazione e senso di colpa

    In alcuni casi, la tricotillomania può sovrapporsi o essere confusa con i disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), ma nella TCC si presta attenzione a distinguere i pattern di pensiero e comportamento che li caratterizzano.

    Aspetti evolutivi e sviluppo del disturbo

    Nell’infanzia, il comportamento può iniziare come un semplice atto esplorativo o auto-calmante (simile al succhiarsi il pollice), che viene rinforzato inconsapevolmente nel tempo. In adolescenza, invece, il comportamento può assumere una funzione più complessa legata all’autogestione dello stress e alla costruzione dell’identità.

    Il passaggio da comportamento occasionale a disturbo clinico avviene quando:

    • La frequenza aumenta
    • La persona perde il controllo
    • Il disagio psicologico cresce
    • Emergono conseguenze estetiche o sociali rilevanti

    Come smettere di strapparsi i capelli?

    Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (TCC)

    È il trattamento di prima scelta. Si articola in diversi interventi:

    • Self-monitoring (monitoraggio del comportamento): per riconoscere i pattern automatici
    • Controllo degli stimoli: modificare l’ambiente per ridurre l’impulso (es. guanti, cappelli, pinzette fuori portata)
    • Inversione dell’abitudine (Habit Reversal Training): imparare comportamenti alternativi incompatibili con lo strappamento
    • Tecniche di rilassamento (respirazione diaframmatica, rilassamento muscolare progressivo)
    • Esposizione con prevenzione della risposta (ERP): affrontare gli stimoli scatenanti resistendo al comportamento

    Psicoeducazione

    Comprendere il funzionamento del disturbo riduce il senso di colpa e aumenta la motivazione al cambiamento.

    Strategie cognitive

    Ristrutturazione dei pensieri disfunzionali legati a:

    • Controllo del comportamento (“non riesco a smettere”)
    • Immagine di sé (“sono sbagliato/a”)
    • Ansia da prestazione o stress

    Tricotillomania: quando servono i farmaci?

    n alcuni casi, farmaci SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) o altri psicofarmaci possono essere prescritti da uno psichiatra, soprattutto se il disturbo è associato ad ansia, depressione o sintomi ossessivo-compulsivi. Tuttavia, i farmaci non sono risolutivi da soli e vanno sempre accompagnati dalla psicoterapia.

    Psicoterapia

    È importante non sottovalutare il disturbo. Se il comportamento è persistente, causa disagio o interferisce con la vita quotidiana, è consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale esperto in disturbi da comportamento ripetitivo.

    Un’accurata valutazione clinica permette di:

    • Formulare una diagnosi corretta
    • Escludere cause organiche (es. problemi dermatologici)
    • Pianificare un trattamento personalizzato

    Approfondimenti e risorse

    Il Dot. Rolla è autore del libro ““Ossessioni e Compulsioni” . La terapia Cognitivo Comportamentale in Azione” in cui spiega passo per passo l’applicazione della TCC nei disturbi ossessivo-compulsivi e nei comportamenti ripetitivi come la tricotillomania

    Inserisci la tua Email per scaricare gratuitamente la prima parte del libro

      Acconsento al trattamento dei dati personali secondo il nuovo regolamento generale della protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR) e delle successive modifiche e secondo la Privacy Policy presente nel sito.

      • Condividi
      • Facebook Logo
      • Twitter Logo
      • Linkedin Logo
      Articoli correlati
      Seguici sui social

      Gli Articoli hanno uno scopo divulgativo e non sostituisce una consulenza professionale

      © Copyright 2026 Istituto Watson Corso Vinzaglio 12/BIS Torino P.IVA: 02407780010 – Tutti i diritti su materiali e contenuti pubblicati sono protetti
      Privacy Policy – Cookie Policy – Termini e Condizioni di Vendita – Dichiarazione di Accessibilità