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Tic Nervosi negli Adulti: Come Guarire

tic nervosi

Strizzare ripetutamente gli occhi, arricciare il naso, piegare la testa di lato, sollevare le spalle, emettere con la bocca suoni o rumori che a volte creano molto imbarazzo.

Contenuti di questo post:

    A cura della Dott Enrico Rolla, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale presso l’Istituto Watson. Autore del libro Ossessioni e compulsioni: La terapia cognitivo comportamentale in azione

    Aggiornato Maggio 2026

    A cosa sono dovuti i tic nervosi

    I tic nervosi sono movimenti o vocalizzazioni improvvisi, rapidi e ripetitivi, che possono essere difficili da controllare.
    Le cause sono multifattoriali. Innanzitutto, c’è una componente neurobiologica: disfunzioni nei circuiti cerebrali che coinvolgono i gangli della base, particolarmente implicati nel controllo motorio.
    Anche fattori genetici possono contribuire: spesso si riscontra una familiarità. Lo stress e l’ansia possono aggravare o scatenare i tic, anche se non ne sono la causa primaria. Alcune ricerche indicano un ruolo di alterazioni nei neurotrasmettitori, come la dopamina.
    Nei bambini, i tic possono comparire in seguito a infezioni (es. la sindrome PANDAS). Infine, modelli appresi e rinforzi involontari (attenzione, sollievo temporaneo) possono mantenere o aumentare i tic nel tempo.

    Esempi di Tic Nervosi

    I tic nervosi, noti anche come disordini da tic, sono movimenti o suoni involontari, rapidi e ripetitivi che sono causati da contrazioni muscolari involontarie. Questi tic possono essere motori o vocali e sono spesso associati a condizioni chiamate disturbi da tic, come la sindrome di Tourette.

    I tic si manifestano come:

    • Tic nervosi fonici o vocali, come grugniti, colpi di tosse, latrati, sibili, schiarimento della gola, ripetizione di un suono o una parola.
    • Tic nervosi motori (movimenti corporei), costituiti da movimenti brevi o sequenze di gesti stereotipati del volto, degli arti, delle spalle o di altri membri;
    • I tic nervosi motori e vocali possono essere classificati anche come semplici o complessi.

    Tic semplici e Tic complessi

    • I tic semplici; fanno la loro comparsa durante l’infanzia e poi si evolvono in atteggiamenti nervosi.  Quelli più comuni comprendono ammiccamenti, smorfie del viso e colpi di tosse. Questi tendono a manifestarsi rapidamente, quindi potrebbero anche non essere notati.
      Ad esempio sono Tic motori semplici: fischiare, tossire ripetutamente, schiarirsi la gola, muovere il collo, fare smorfie o torcere il collo.
    • I tic complessi, invece, si manifestano come una vera e propria gestualità degli arti o della testa, ripetizione di suoni, parole o di frasi fuori dal contesto, talvolta volgari . Le varianti motorie possono coinvolgere più di un gruppo muscolare o essere costituiti da una serie di tic semplici. I tic vocali complessi possono interrompere il normale flusso del discorso o manifestarsi all’inizio di una frase in modo simile alla balbuzie.

    Tic Nervosi Occhi

    Questi comportamenti appaiono del tutto fuori contesto e sono piuttosto comuni nell’età infantile. Nella maggioranza dei casi i tic sono condizioni temporanee e tendono a scomparire da soli.

    A volte invece si estendono nel tempo diventando un problema più grave e disturbante.
    I tic possono manifestarsi in un solo muscolo o un solo suono (tic semplici) oppure coinvolgere più gruppi muscolari o più suoni o frasi (tic complessi).
    La sensazione provata da chi ne soffre è una notevole difficoltà nel controllare questi movimenti o suoni ed elevata tensione che si estingue a seguito dell’emissione del tic.

    Malgrado ciò molte persone riescono a trattenersi per periodi di tempo variabili e notano un miglioramento nella sintomatologia grazie al rilassamento, alla pratica sportiva o quando sono concentrati in attività piacevoli.

    Al contrario la comparsa dei tic può peggiorare in momenti di ansia, stress, affaticamento o eccitazione.

    Tic Schiarirsi la Gola

    Un “tic faringeo” è un tipo di disturbo neuromotorio caratterizzato da movimenti involontari nella gola o nella faringe.
    Questi movimenti possono includere contrazioni muscolari o contrazioni rapide, spesso percepite come un “tic” o un “spasmo” nella zona della gola. Questi tics possono variare in intensità da lievi a più gravi e possono essere fastidiosi o disturbanti per chi ne soffre.

    • Causa: La causa esatta dei tics faringei non è sempre chiara, ma spesso sono associati a fattori come lo stress, l’ansia, l’affaticamento o la tensione muscolare. In alcuni casi, possono essere legati a condizioni mediche sottostanti.
    • Sintomi: I sintomi comuni includono movimenti involontari o spasmi nella gola o nella faringe, come deglutizioni frequenti, colpi di tosse o suoni inaspettati.
    • Diagnosi: La diagnosi di un tic faringeo viene solitamente fatta da un medico o da uno specialista in disturbi del movimento. Possono essere necessari esami approfonditi per escludere altre possibili cause di sintomi simili.
    • Trattamento: Il trattamento dei tics faringei dipende dalla loro gravità e dalla causa sottostante. Spesso, il trattamento mira a gestire lo stress e l’ansia, poiché queste condizioni possono peggiorare i sintomi. La terapia cognitivo-comportamentale e le tecniche di gestione dello stress possono essere utili. In alcuni casi, il medico potrebbe prescrivere farmaci.

    Cause Psicologiche TIC

    Per molto tempo, i tic erano sono stati ricondotti a cause di natura emozionale.

    Oggi invece, le ricerche si concentrano maggiormente sull’analisi di fattori biologici, chimici e ambientali, sebbene non sia ancora possibile indicare delle cause univoche per questi disturbi.
    Pare siano presenti anomalie funzionali e strutturali nel cervello di chi soffre di tic. Resta sconosciuta una precisa causa neurochimica, ma si crede che il disturbo sia collegato a squilibri in alcuni neurotrasmettitori, messaggeri del nostro sistema nervoso, come dopamina e serotonina.
    Gli studiosi hanno anche rilevato cambiamenti nelle aree del cervello che governano i movimenti.
    La vulnerabilità al disturbo sembra sia di origine genetica nel 75% dei casi o trasmessa in ambito familiare, sebbene non sia stato identificato nessun gene specifico in grado di causare tic. Le ricerche inoltre non hanno rilevato al momento nessuna esperienza o schema educativo che possa condurre allo sviluppo del disturbo.
    Molti ricercatori sono dell’opinione che le cause possano essere ricondotte ad una interazione tra fattori genetici e ambientali e al momento viene posta una certa attenzione anche ai fattori prenatali.

    Sintomi Tic

    I criteri diagnostici per i disturbi da tic specificano che i sintomi devono comparire prima dei 18 anni e non devono essere associati all’uso di sostanze stimolanti (come droghe) o a condizioni mediche in generale (come la corea di Huntington). La forma del disturbo varia da lieve a molto grave sulla base dell’interferenza e del grado di invalidità che provoca nella vita della persona. Si va da tic lievi e passeggeri fino alla Sindrome di Tourette all’estremo opposto.
    Come già accennato i tic aumentano quando la persona si trova in qualsiasi condizione di stress mentale, anche di natura positiva (per esempio la felicità per le vacanze imminenti). In alcuni casi i tic risultano più evidenti quando ci si trova in una condizione di rilassamento, mentre si guarda la tv o quando si è in una situazione molto strutturata come lo studio di un medico, cosa che tende a complicare la diagnosi.
    Nel tempo i sintomi hanno un andamento altalenante, con miglioramenti e peggioramenti a seconda del momento.
    Per esempio nell’ adolescenza è possibile che i tic peggiorino, gli esperti tuttavia ritengono che i sintomi diventino più problematici, non più gravi forse perchè i giovani sperimentano un maggiore imbarazzo rispetto all’età infantile.

    Come farsi passare i tic nervosi

    Le ricerche dimostrano che la terapia cognitivo comportamentale (TCC) è il trattamento più efficace per la risoluzione del problema.
    Il programma di terapia è strutturato generalmente secondo queste fasi:

    • Automonitoraggio: per ottenere informazioni relative ai tic prendendo nota delle circostanze in cui insorgono, con frequenza, durata, emozioni e stato d’animo provato.
    • Rinforzo: basato sulla teoria del condizionamento operante si costruisce con le persone un programma di premi e incentivi per favorire comportamenti alternativi e/o controllo dei tic.
    • Pratica massiva e Habit Reversal Training: il paziente volontariamente esegue i movimenti tipici dei tic nella maniera più realistica possibile o comportamenti opposti incompatibili, per determinati periodi di tempo intervallati da periodi di riposo, preferibilmente di fronte allo specchio. La persona sviluppa inibizione reattiva dei tic a causa della stanchezza muscolare dovuta all’esecuzione dei movimenti. (l’intervento considerato più efficace secondo le ricerche internazionali: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21445725)
    • Rilassamento: sempre utilizzato nei trattamenti comportamentali, prevede tecniche diverse, (immaginazione guidata, training autogeno, mindfulness, attenzione focalizzata, ipnosi, ecc.). Viene preferito il rilassamento muscolare progressivo spesso monitorato dall’apparecchio di biofeedback.

    La persona allenata a seguito del training diventa in grado utilizzare una delle tecniche elencate nei momenti di ansia, tensione o all’ insorgere dei tic.
    L’obiettivo generale del trattamento è:

    • aumentare la consapevolezza dei tic
    • identificare le sensazioni che li precedono
    • riconoscere le situazioni in cui si presentano i comportamenti
    • imparare a contrarre i muscoli antitetici ai tic
    • mantenere la contrazione di questi muscoli per alcuni minuti
    • ripetere l’esercizio quando insorge il tic o la tensione pre-tic

    Il programma di terapia comprende incontri con la famiglia e le persone conviventi che ricevono istruzioni accurate sulle reazioni più efficaci da mettere in atto di fronte al tic e su come rinforzare e sostenere la persona cara, bambino e adulto, nel praticare gli esercizi di intervento comportamentale che hanno appreso durante le sedute.
    Molto utili risultano poi training specifici su Autostima, Abilità sociali e Assertività, per potenziare le capacità relazionali della persona e abbassare il disagio.
    La terapia cognitivo comportamentale promuove comunque sempre l’autonomia e il potenziamento delle abilità, incoraggiando la persona affette da tic e i familiari ad avere un ruolo attivo durante tutte le fasi del trattamento.

    L’esperienza clinica del Dr. Rolla

    Nelle prime sedute, chi soffre di tic nervosi legati al Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) arriva nel mio studio stremato e pieno di vergogna, convinto di avere un problema neurologico o di aver perso il controllo del proprio corpo. Descrivono un senso di prigionia interiore con frasi come “non riesco a fermarmi” o “se non faccio questo movimento sento che impazzirò”. La quotidianità è scandita da gesti ripetitivi e dalla tremenda frustrazione di dover trattenere questi impulsi in pubblico, accumulando una tensione intollerabile.

    Il meccanismo più difficile da scardinare è l’illusione del sollievo. A differenza di un normale spasmo involontario, il tic compulsivo è sempre preceduto da una tensione fisica o da un senso di “non finitezza”. I pazienti credono che assecondare il movimento sia l’unica cura: “Se faccio questo gesto finché non lo sento ‘giusto’, il disagio sparirà”. Faticano a capire che quel momentaneo abbassamento dell’ansia è una trappola: ogni volta che cedono all’impulso, nutrono il disturbo, garantendo che si ripresenterà ancora più forte.

    La sfida terapeutica è ricostruire l’autonomia del paziente e la sua tolleranza al disagio, un tema centrale del mio approccio clinico e di libri come “Piacersi, non piacere”. Nel trattamento cognitivo-comportamentale, la priorità è spezzare questa dipendenza dal rituale motorio attraverso l’Esposizione con Prevenzione della Risposta. Insegniamo alla persona a tollerare la fastidiosa tensione iniziale senza assecondare il tic, dimostrando che l’impulso, se non alimentato, decresce fisiologicamente da solo. È un percorso coraggioso per smettere di cercare un finto sollievo e riappropriarsi della propria libertà.

    Libro “Ossessioni e Compulsioni”

    Nel libro troverai utili consigli sulle tecniche da utilizzare per sconfiggere i TIC nervosi

    Scarica gratuitamente la prima parte del libro

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      FAQ

      Quali sono i tic nervosi?

      I tic possono essere motori o vocali, sia semplici che complessi. I tic motori semplici sono di breve durata e possono comprendere battito degli occhi o scrollare le spalle. I tic vocali semplici, invece, comprendono schiarirsi la gola, tirare su con il naso e grugnire.
      I tic motori complessi sono di più lunga durata e comprendono una combinazione di più tic semplici, come ad esempio girare la testa e scrollare le spalle simultaneamente. I tic vocali complessi, invece, comprendono la di suoni o parole, ma anche dell’ultima parola o frase udita o il pronunciare oscenità o insulti. (DSM 5)

      Quando scompaiono i tic

      Generalmente si assiste ad una attenuazione della gravità dei tic durante l’adolescenza ed una attenuazione dei sintomi in età adulta.

      Cosa fare se tuo figlio ha dei tic

      Consultate un medico e ricercate lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale più vicino a voi e assicurativi che conosca le principali strategie usate per l’intervento su questo tipo di disturbo, sono:
      -Esposizione e prevenzione della risposta (Exposure and Response Prevention – ERP )
      -La pratica negativa massiva (MNP)
      – L ‘addestramento alla consapevolezza (AT) · Habit Reversal Training – HRT
      -Come capire se è un ticIntervento comportamentale completo per i Tic (Comprehensive Behavioral Intervention for Tics – CBIT )

      Come capire se è un tic

      Per capire se si tratta di Tic è necessario tenere in considerazione i seguenti criteri. I tic sono dei movimenti o delle vocalizzazioni, improvvisi, rapidi e ricorrenti, motori non ritmici. Devono essere presenti da più di un anno e fare la comparsa prima dei 18 anni di età.
      La loro presenza non può essere attribuita ad una sostanza o a una condizione medica.

      Approfondimenti bibliografici

      • Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-5. (2014). Raffaello Cortina Editore.
      • Ossessioni e compulsioni: La terapia cognitivo comportamentale in azione Enrico Rolla ISBN 979-8828302154
      • Verdellen, C., Van De Griendt, J., Cardona & Rizzo (a cura di), Pellico & Silvestri (tradotto da) (2016). I tic nei bambini. Programma di intervento cognitivo comportamentale. Trento: Edizioni Centro Studi Erikson.
      • Ossessioni. Perché ne siamo vittime e come uscirne Ezio Sanavio – 2014 ISBN 978-8815250735


      Nota informativa: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. I contenuti non sostituiscono una consulenza psicologica o psicoterapeutica professionale. Se stai vivendo difficoltà personali o relazionali, ti invitiamo a rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato. Contattaci per una consulenza con il team dell’Istituto Watson.

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