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STRESS, PSORIASI E PSICODERMATOLOGIA

PSORIASI

Stress e psoriasi La Psoriasi è una infiammazione cronica della pelle a carattere ciclico, con una prevalenza del 2-3% a livello mondiale  (Koo, 1999). La Psoriasi può essere un disturbo invalidante che interferisce nelle attività quotidiane, predispone alla stigmatizzazione sociale e genera elevati livelli di stress. Lo stress è uno dei fattori aggravanti il disturbo

Contenuti di questo post:

    Stress e psoriasi

    La Psoriasi è una infiammazione cronica della pelle a carattere ciclico, con una prevalenza del 2-3% a livello mondiale  (Koo, 1999).

    La Psoriasi può essere un disturbo invalidante che interferisce nelle attività quotidiane, predispone alla stigmatizzazione sociale e genera elevati livelli di stress. Lo stress è uno dei fattori aggravanti il disturbo (Farber and Nall, 1993).

    L’interazione tra stress e altri fattori psicologici con la psoriasi sono da tempo al centro dell’interesse di dermatologi e professionisti della salute mentale.

    La ricerca scientifica ha mostrato che una serie di trattamenti psicologici possono alleviare i sintomi fisici legati ad alcuni dei principali disturbi dermatologici.

    Secondo gli esperti dell’Università di Sheffield, tecniche di rilassamento, meditazione e tecniche cognitivo comportamentali sono tra gli strumenti più utili alle persone che soffrono di psoriasi, eczema, acne, vitiligine.

    Psoriasi e Disturbi Mentali

    In uno studio pubblicato dal British Journal of Dermatology, un team di psicologi hanno analizzato e combinato i risultati di una serie di studi e hanno rilevato che la branca emergente della “psicodermatologia” ha apportato numerosi benefici.

    “E’ risaputo ormai che gli interventi psicologici possono aiutare i pazienti a gestire l’impatto emotivo del proprio  problema dermatologico,” afferma Deborah Mason della British Association of Dermatologists. “Ma per la prima volta, è stato verificato che sono in grado di migliorare anche i sintomi fisici”.

    Dopo aver dato uno sguardo ai risultati riscontrati nei 900 partecipanti a 22 studi, i ricercatori hanno notato che le terapie psicologiche volte a cambiare abitudini comportamentali negative hanno ottenuto i risultati migliori, aiutando i pazienti a modificare i comportamenti dannosi come il grattarsi.

    È stato rilevato che la terapia cognitivo comportamentale che lavora sul cambiamento degli stili di pensiero disfunzionale, ha benefici anche sui sintomi fisici.  Minore efficacia è stata riscontrata nei gruppi di pazienti più anziani. La metanalisi ha anche rilevato che la terapia di gruppo è efficace quanto quella individuale.

    Bevis Man, portavoce della  British Skin Foundation, afferma: “queste notizie sono molto gradite dato che ci permettono di dare rilievo al ruolo degli interventi psicologici e ai loro benefici nella gestione delle condizioni dermatologiche

    “ E’  ampiamente riconosciuto il ruolo dello stress, degli eventi traumatici e dei periodi difficili nell’ insorgenza e nello sviluppo di psoriasi ed eczema. Ha dunque senso tentare di gestire tali fattori oltre che i sintomi legati ai specifici disturbi.”

    Il Dottor Anthony Bewley, psicodermatologo, afferma: “ I pazienti affetti da problemi dermatologici vivono spesso un intenso disagio in quanto vengono colpiti a livello dell’autostima e della fiducia in se stessi.”

    Molto spesso l’impatto dei problemi dermatologici è sottostimato.. molti pazienti credono che le loro problematiche abbiano un impatto psicologico peggiore rispetto a condizioni come il diabete o i problemi cardiaci”

    Il Consiglio Internazionale della Psoriasi è un’organizzazione non-profit che si dedica alle innovazioni in campo di ricerca, educazione e trattamento dell’ampio spettro dei disturbi legati alla psoriasi. Di recente il Consiglio ha promosso un’iniziativa volta all’individuazione dei disturbi psicologici che più spesso si associano alla psoriasi.

    Nel novembre 2013 è stato tenuto un workshop a Boston che ha riunito un gruppo di esperti in psicologia e dermatologia con l’obiettivo di raccogliere le conclusioni più recenti delle ricerche nel campo delle comorbidità psicologiche, in particolare dello stress e del ruolo dell’asse ipotalamo pituitario surrene nella psoriasi. Inoltre la commissione ha cercato di definire le strategie di trattamento psicologiche  maggiormente utilizzate nei pazienti affetti da psoriasi  e fornire così le linee guida per la pratica clinica.

    Andrea Evers ha argomentato l’interazione tra le reazioni da stress e la psoriasi. Se da una parte il ruolo dello stress nella escalation dei disturbi della pelle e della psoriasi è riconosciuto ampiamente dai pazienti, sono stati effettuati solo pochi studi sperimentali sulla connessione tra psoriasi ed esposizione allo stress. (Fortune et al., 2005).

    È  possibile dunque cambiare la risposta psicofisiologica allo stress nella psoriasi attraverso le tecniche di gestione dello stress? Recenti ricerche hanno mostrato che gli interventi volti alla gestione dello stress possono portare a cambiamenti nella produzione di cortisolo in individui estremamente stressati. Il training di gestione dello stress ha mostrato di avere effetti positivi sull’andamento della psoriasi  e sulla qualità di vita dei pazienti (Kabat-Zinn et al., 1998; Fortune et al., 2002).

    Nonostante questo, una indagine condotta in Olanda ha mostrato che in media, i dermatologi hanno inviato solo 8 pazienti all’anno da un professionista della salute mentale e che il 50% dei dermatologi non ha effettuato nessun invio (Evers et al., 2013).

    Interventi psicologici nella psoriasi

    Christine Bundy ha effettuato una revisione degli interventi psicologici disponibili per le persone  affette da psoriasi. Se da una parte sono stati utilizzati diversi trattamenti in questa popolazione di pazienti, ci sono solo pochi studi di qualità sull’efficacia di tali interventi. La terapia cognitivo comportamentale condotta a livello individuale, online o in gruppo è sicuramente il trattamento più studiato. È  risultato in particolare evidente che una terapia cognitivo comportamentale focalizzata sulle emozioni ha un effetto positivo sulla psoriasi, sullo stress e sulla qualità di vita individuale (Zachariae et al., 1996; Fortune et al., 2002, 2004; Bundy et al., 2013).

    Importante rilievo viene dato a condizioni che sempre più spesso si correlano alla psoriasi come l’obesità, la dipendenza da fumo e alcol, come anche alle strategie di modifica del comportamento essenziali in questi casi.

    In sostanza, un programma  cognitivo comportamentale costruito per rispondere ai bisogni del paziente con psoriasi è molto efficace nell’aiutarlo a gestire il disagio.   .

    La terapia online, tra le altre soluzioni può essere un’opzione flessibile e adatta alle esigenze dei pazienti che desiderino intraprendere un percorso di gestione dello stress. Un approccio multidisciplinare che comprenda l’assistenza dermatologica, un valutazione adeguata delle condizioni associate alla psoriasi e l’accesso precoce all’intervento psicologico può risultare cruciale e dovrebbe essere incoraggiato per raggiungere una buona capacità di gestione del problema.

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