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Rupofobia: Come curare la fobia dello sporco

La “rupofobia” è la paura patologica ed irrazionale nei confronti dello sporco e, più in generale, di tutto ciò che non è igienico o rappresenta una potenziale fonte di contaminazione.

La persona che ne soffre, è letteralmente ossessionata dallo sporco e compie ripetutamente l’atto di pulire sé stesso e gli ambienti che lo circondano.

Contenuti di questo post:

    Cos’è e da dove viene la rupofobia?

    In primis è bene, precisare che il termine “fobia” è utilizzato in modo improprio.

    Possiamo infatti definire la “rupofobia” e sue eventuali variazioni come un tipo di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC).

    NB: Per comodità, nel corso dell’articolo continueremo a usare la parola “rupofobia” per riferirci all’ossessione dello sporco ma, ricordiamo che si tratta di DOC!

    La “rupofobia” è la paura patologica ed irrazionale nei confronti dello sporco e, più in generale, di tutto ciò che non è igienico o rappresenta una potenziale fonte di contaminazione.

    La persona che ne soffre, è letteralmente ossessionata dallo sporco e compie ripetutamente l’atto di pulire sé stesso e gli ambienti che lo circondano.

    Facciamo riferimento a ossessioni specificamente correlate allo sporco e alla contaminazione generalmente seguite da comportamenti rituali (compulsioni), riguardanti la pulizia, la decontaminazione o l’evitare, appunto, di entrare in contatto con la sporcizia.

    La persona che soffre di “rupofobia”, può riconoscere e persino ammettere che il suo comportamento è irrazionale, ma i suoi rituali sono funzionali ad alleviare l’ansia generata dalla paura dello sporco.

    Come si manifesta?

    Con compulsioni di lavaggio, pulizia e di evitamento dei potenziali contaminanti, che possono essere davvero invalidanti.

    La pulizia è eccessiva e dispendiosa in termini di tempo, fare la doccia o il bagno per rimuovere la sporcizia e i germi implicano rituali ripetitivi, la pulizia dei denti è estrema, così come la toelettatura o la routine del gabinetto e vi è una costante attenzione alla valutazione della minaccia di infezione.

    Tutti questi comportamenti hanno un peso considerevole sulla qualità della vita dei pazienti.

    Inoltre, i rituali di lavaggio e pulizia, se attuati in modo persistente, possono causare pelle rossa, secca, screpolata o irritata, disagio, rughe e persino lesioni cutanee che sono quindi soggette a sanguinamento e infezioni.

    Chi soffre di questo disturbo può anche ricorrere a comportamenti protettivi e preventivi tipo:

    • usare disinfettanti per le mani e creme antibatteriche
    • evitare la stretta di mano
    • evitare di entrare in contatto con sostanze chimiche
    • usare la manica della maglia indossata per aprire una porta
    • indossare guanti
    • evitare eventi sociali e persone che potrebbero essere malate
    • fare shopping online per non dover toccare denaro
    • evitare ospedali, medici o bagni pubblici

    Quali sono le cause?

    Una serie di fattori genetici e psicologici, così come le esperienze di vita, possono influenzare il suo esordio. Una storia familiare di disturbo ossessivo compulsivo, disturbi d’ansia o un’educazione eccessivamente concentrata sui germi e il lavaggio/pulizia aumentano le possibilità di sviluppare la “rupofobia”.

    Anche il bisogno di perfezione, l’intolleranza per l’incertezza e un eccessivo senso di responsabilità personale possono aumentare la propensione di una persona al DOC.

     Come curare la “rupofobia”?

    La terapia indicata per il trattamento della “rupofobia” (ricordiamoci che stiamo parlando di DOC!) è la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), l’unica evidence-based e inserita, grazie alla sua efficacia dimostrata, nelle linee guida internazionali per il trattamento di questo disturbo.

    Nello specifico, la tecnica CBT raccomandata per il DOC è l’esposizione e prevenzione della risposta (ERP).

    L’ERP incoraggia i pazienti a esporsi alle proprie ossessioni (in questo caso la paura dello sporco), ad evitare e ritardare di usare le compulsioni per alleviare l’ansia risultante.

    I pensieri o le situazioni temute vengono avvicinate in modo graduale, per un periodo che va da alcune settimane a diversi mesi.

    È importante notare che l’obiettivo dell’ERP non è l’eliminazione dei pensieri ossessivi (in quanto nessuno può impedirci di pensare), ma imparare a tollerare e accettare tutti i pensieri con dei livelli di disagio gestibili.

    È importante affrontare questo tipo di percorso sotto la supervisione e la guida di un/una terapeuta esperto che aiuti la persona a esporsi gradualmente a situazioni e pensieri fonte di ansia, imparando passo dopo passo a gestire il DOC.

    Terapia Online

    L’Istituto Watson offre la possibilità di usufruire del servizio di Terapia Online, mettendo a vostra disposizione psicoterapeute altamente qualificate.

    Per approfondimenti scientifici:

    OCD Center of Los Angeles – Treatment for OCD and Related Conditions

    Obsessive-Compulsive Disorder

    https://www.nimh.nih.gov/health/topics/obsessive-compulsive-disorder-ocd/index.shtml

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