NON CONTAR LE PECORE: IL TRATTAMENTO DELL’INSONNIA

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NON CONTAR LE PECORE: IL TRATTAMENTO DELL’INSONNIA

Ribadita l’ efficacia della terapia cognitiva-comportamentale per la cura dell’insonnia

La Terapia Cognitivo Comportamentale si rivela un trattamento non farmacologico efficace, anche quando i suoi sintomi derivano da una condizione medica o psichiatrica concomitante. In un recente articolo pubblicato online dalla rivista scientifica JAMA Internal Medicine, è stata effettuata una meta-analisi sugli effetti della terapia cognitivo-comportamentale nel trattamento dell’insonnia.

Mentre in passato le ricerche hanno dimostrato che questa terapia si rivelava efficace nel migliorare la qualità del sonno, escludendo però i pazienti affetti da una co-esistente condizione clinica medica o psichiatrica, Jason C. Ong, della University Medical Center di Chicago e i suoi collaboratori hanno esaminato la letteratura medica per valutarne l’efficacia nel trattamento dell’insonnia nei pazienti affetti da un concomitante disturbo psichiatrico (depressione, dipendenza da alcol e disturbo post-traumatico da stress) e/o da una condizione medica (cancro, dolore cronico e fibromialgia).

Dai risultati, basati su un totale di 37 ricerche e 2.189 pazienti, emerge che la Terapia Cognitivo-Comportamentale riduce i sintomi dell’insonnia e i disturbi del sonno in situazione di comorbidità. Tuttavia i risultati migliori si ottengono per i disturbi psichiatrici rispetto ai sintomi fisici. Questo perché, fanno notare gli autori, i disturbi del sonno sono maggiormente legati ai sintomi psicologici cognitivi ed emotivi piuttosto che quelli fisici e, concludono, è raccomandabile “utilizzare la terapia cognitiva-comportamentale come trattamento elettivo per i disturbi dell’insonnia concomitanti”.

By |2017-06-27T12:34:02+00:0018 agosto, 2015|Psicologia|