BIMBOQuando si parla di dolori addominali nei bambini le possibili terapie sono diverse, ma non tutte sono efficaci allo stesso modo. Uno studio recente ha prodotto prove scientifiche sull’ impiego dell’ ipnoterapia e più in generale delle tecniche cognitivo-comportamentali.

Lo studio, pubblicato su Pediatrics da un team dell’Academic Medical Center di Amsterdam e coordinato da Juliette Rutten, ha analizzato le caratteristiche dei vari approcci terapeutici, segnalando in particolare l’efficacia di ipnoterapia, terapia cognitivo-comportamentale e probiotici. Mancano invece conferme sulla presunta efficacia degli integratori a base di fibre alimentari.

In tutto sono stati analizzati 24 studi per un totale di 1.390 bambini. La dott.ssa Rutten spiega: “a causa di questi limiti i risultati della metanalisi vanno considerati con cautela”. Stando ai dati raccolti, nessun trattamento ha provocato gravi effetti collaterali, mentre quelli più efficaci si sono rivelati l’ipnoterapia e, in generale, la terapia cognitivo-comportamentale. “In particolare, l’ipnoterapia consiste in suggerimenti sul controllo e normalizzazione della funzione intestinale e sulla riduzione dello stress”. La terapia cognitivo-comportamentale si concentra invece su pensieri, emozioni e comportamenti da adottare per ridurre al minimo i rischi e migliorare i sintomi. “I probiotici, infine, prevengono l’eccessiva crescita di batteri potenzialmente patogeni, mantenendo l’integrità della mucosa intestinale e normalizzandone la risposta infiammatoria”, spiega Rutten.

Uno studio americano ha dimostrato invece come un assorbimento intestinale non adeguato del fruttosio possa essere causa di ricorrenti dolori addominali nei più piccoli. La ricerca in questione è stata presentata all’ultimo congresso dell’American College of Gastroenterology. I ricercatori del Mary Bridge Children’s Hospital and Health Center, nello stato di Washington, hanno esaminato 245 bambini e adolescenti, di età compresa fra i 2 e i 18 anni, che lamentavano inspiegabili mal di pancia cronici, associati a stipsi, gonfiore addominale e diarrea. Gli studiosi hanno ipotizzato che la causa potesse essere il fruttosio, così ne hanno fatto ingerire ai giovani pazienti quantità prestabilite e ne hanno valutato gli effetti. Mediante un particolare esame che misura la quantità di idrogeno prodotta nel canale digerente (il test del respiro) hanno scoperto che il 54% dei giovanissimi aveva problemi di malassorbimento di questo zucchero. I medici hanno quindi pensato di intervenire nell’alimentazione dei ragazzi prescrivendo una dieta a basso contenuto di fruttosio. Come da loro pronosticato dopo tre mesi di regime alimentare a basso apporto di fruttosio i disturbi intestinali sono scomparsi nel 68% dei casi. Il problema che affligge tanti bambini e adolescenti è dovuto al mal funzionamento della molecola che trasporta il fruttosio alle cellule delle pareti intestinali. Se lo zucchero non viene assorbito del tutto, infatti, rimane nel canale intestinale andando incontro a fermentazione, si produce così l’idrogeno rilevato dal test del respiro, oltre ad acidi grassi e altre sostanze che causano i sintomi lamentati, ovvero gonfiore addominale, diarrea e meteorismo. C’è da sottolineare comunque che il consumo di fruttosio è molto più basso in Europa che negli Usa, dove lo studio è stato condotto ed è spesso utilizzato al posto del saccarosio per dolcificare le bibite. “Poiché il saccarosio, il comune zucchero da cucina, – ha aggiunto la dottoressa Capaldo – è costituito in ugual misura da fruttosio e da glucosio, in genere non rappresenta un problema.

Quindi se un bambino manifesta ricorrenti mal di pancia e sintomi annessi è consigliabile eliminare dalla sua dieta tutti quei prodotti confezionati in cui sia chiaramente specificato in etichetta l’utilizzo del solo fruttosio come edulcorante: succhi di frutta, caramelle, dolci, marmellate, ecc. Se il problema persiste, allora le tecniche cognitivo –comportamentali e l’ ipnoterapia in particolare, potrebbero essere molto ultili a restituire una qualità di vita soddisfacente anche per i piccoli.

 

Fonte: italiasalute.it