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LA VULNERABILITA’ RICHIEDE CORAGGIO

Sei in bilico su una corda tesa, cerchi di non guardare giù, con le braccia distese e danzanti come le ali di un’aquila. I piedi sudano. Il cuore corre. La mente bloccata e concentrata. Essere vulnerabile non è per i deboli di cuore. Chi di voi nel corso della vita non ha mai pensato che

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    Sei in bilico su una corda tesa, cerchi di non guardare giù, con le braccia distese e danzanti come le ali di un’aquila. I piedi sudano. Il cuore corre. La mente bloccata e concentrata. Essere vulnerabile non è per i deboli di cuore. Chi di voi nel corso della vita non ha mai pensato che mostrare qualunque segno di debolezza potesse essere in qualche modo sbagliato?

     

    Essere vulnerabile era in cima alla tua “lista delle cose da non fare”?

    Chi più chi meno siamo appartenuti, magari orgogliosamente a quella folla che, forzatamente sorrideva semplicemente per ogni cosa.

    Da piccoli ci hanno trasmesso il messaggio di essere carino, perché questo significava che potevamo essere amabili. Ciò nelle sfumature della mente di un bambino, assume un significato diverso, cioè: “se non sarai carino, non potrai essere amato”.

    Ma tutti hanno bisogno dell’amore, vero? Così noi, crescendo ci costruiamo un sistema di credenze, basato sulle conclusioni e sui significati tratti dalle nostre esperienze. E viviamo le nostre vite rispettando accuratamente queste linee guida.
    Nonostante queste norme e regolamenti personalizzati siano per noi un buon riferimento per lungo tempo, ad un certo punto, diventano obsoleti perché “la vita è come un fiume che sempre scorre, e che non ti consente mai di ripercorrere il medesimo passo due volte”.

    E’ importante arrivare a comprendere come aprirsi se stessi è una delle cose più coraggiose che si possa fare.

    E il coraggio richiede forza, non debolezza. La vulnerabilità non ci fa vivere accasciati in un angolo a causa della paura, ma possiamo invece immaginare che questo possa succedere se rivelassimo noi stessi per ciò che siamo realmente. Infatti, appena prima di varcare il palco dell’autenticità, potremmo essere insensatamente spaventati, ma nel momento in cui ci muoviamo verso le “luci”, qualcosa inizia a cambiare. Ci rilassiamo, come se lasciassimo andare “quell’ oscuro segreto che per lungo tempo ci ha appesantito”. E nell’immediato, la pressione che ci portavamo dietro si dissolve.

    Quando entriamo in contatto con quello spazio dentro di noi, stiamo attingendo dall’ implicita di bontà con cui siamo nati. Stiamo rivelando la nostra vera essenza e ciò che noi siamo. E questo è semplicemente irresistibile. La vulnerabilità è contagiosa. Quando noi ci sintonizziamo con la vastità della verità che ci portiamo dietro, gli altri iniziano a fare lo stesso.

    Avete notato come, improvvisamente, attraete molte persone diverse quando vi mostrate realmente per chi siete, rispetto a quando fingete??? Cominciamo così a rompere il modello, di lunga data, del “mantenere il tutto unito” e a lasciarci andare.

    Creiamo un nuovo spazio e invitiamo gli altri ad unirsi alle nostre battaglie e alla nostra sofferenza. Non saremo lasciati indietro. Anzi! Abbracciando la nostra stessa umanità, invitiamo gli altri a fare lo stesso. Questo avviene quando la bellezza della vita, in tutta la sua ricchezza, si rivela. Essere vulnerabile è la chiave per vivere la vita che sei destinato a vivere. Compi questo atto di fede.

    Questa è la tua vita. Chi altri se non te la può vivere?

    FONTE: www.psychologytoday.com

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