Data la recente orribile tragedia della Germanwings, la gente  comprensibilmente si chiede: poteva essere evitata?

 

 

 

Ci sono diversi standard di sicurezza, fondamentali quando ci si appresta a volare. Sicuramente le condizioni dell’ aereo sono la base, ma non è da meno lo stato di salute mentale del pilota, dato che  è responsabile di centinaia di vite. Domande simili sono state fatte per altre professioni che richiedono il possesso di un’ arma, dato che altri fatti di cronaca, ci hanno tristemente ricordato che anche lì siamo carenti sul far controlli relativi allo stato psicofisico.

La salute mentale è, purtroppo, una scienza inesatta, e vi è una limitata evidenza disponibile che la mette in relazione con la prevenzione o con risultati di successo. Se non altro, la rarità di questi terribili eventi indica che gli attuali livelli dello screening potrebbero anche funzionare, e casi insoliti di suicidio da parte di piloti sono, per gli standard attuali, probabilmente impossibili da prevedere o prevenire. Ma potrebbe essere utile e rassicurante esaminare quali norme esistono e, possibilmente, come migliorarle. La forma fisica entra in gioco in molte professioni ad alto contenuto di stress e responsabilità come  come pilotare o controllare il traffico aereo, ma anche fare servizio militare o di sicurezza. Ci sono alcuni criteri di selezione prestabiliti prima e dopo lo schieramento nelle zone di guerra istituiti dal Dipartimento della Difesa (DoD) nel 2006, dopo le preoccupazioni dei media che i soldati mentalmente inadatti venivano dispiegati in quelle zone.

Tra i criteri principali vi sono: nessuna storia di condizioni psicotiche o bipolari, un periodo di stabilità (nessun cambiamento nel trattamento acuto o nei sintomi) della durata di almeno 3 mesi prima dell’ andar sui fronti di guerra e l’uso di solo alcuni tipi di farmaci psicotropi (evitando quelli che richiedono il monitoraggio di laboratorio, con prelievi di sangue prima di essere cessati, e così via).

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry nel mese di aprile 2011 da Christopher Warner MD et al. ha dimostrato che i test di screening hanno fatto ridurre il numero degli  incontri di salute mentale e prescrizioni di rientri dagli schieramenti dall’ Iraq, oltre  che i tassi complessivi di ideazione suicidaria. Norme simili e anche più rigide sono presenti in diverse altre agenzie federali come la FAA per i piloti e NOAA per gli ufficiali i marina, IRS per gli inquirenti, e altro ancora; le norme sono disponibili al pubblico on-line. Gli standard di screening di salute mentale per FAA sono in realtà molto elevati, e richiedono la presentazione di tutti i referti medici pertinenti e la dichiarazione di quali farmaci siano stati utilizzati negli ultimi 3 anni, la squalifica delle persone anche con forme più lievi di disturbo bipolare (come ciclotimia) e severe linee guida quando un pilota è in cura con farmaci antidepressivi, disturbi di personalità, disturbi psicotici e gravi condizioni di abuso di sostanze. Il dilemma con questi standard di screening è lo stesso dilemma con qualsiasi programma di screening medico: come evitare di prendere per buoni  risultati “falsi positivi ” e tralasciare i “falsi negativi “?

C’è sempre maggiore riconoscimento nella comunità per l’ accettazione e l’ accoglienza di persone con malattie mentali, e l’ “Americans with Disabilities Act” protegge anche la discriminazione contro le persone che soffrono di tali condizioni, se sono in grado e disposti a lavorare.

L’ importante è non creare troppo allarmismo. La stragrande maggioranza delle persone con depressione e ansia e anche molti con condizioni più gravi sono perfettamente funzionanti e capaci di portare avanti in maniera eccellente il proprio lavoro e sono presenti in ogni campo, anche di successo, come avvocati, medici, poliziotti, insegnanti, ecc. Se non altro, lo stigma rimane un problema enorme nelle discussioni e nel trattamento nelle conoscenze relative a qualsiasi condizione  mentale, e queste conoscenze possono causare la perdita del lavoro e questo ti espone al giudizio dei tuoi colleghi,  e questa è una preoccupazione valida . Infatti questo stigma può individuare quelle persone che hanno sintomi o condizioni preoccupanti, alla ricerca di aiuto o di rivelare i loro problemi ai loro datori di lavoro. Molti programmi di screening di salute mentale fanno molto affidamento sul self-report. HIPAA e altre leggi sulla privacy proteggono le persone da dover rivelare le loro condizioni o storia di trattamento senza il loro permesso.

Molti esami non forniscono informazioni sul loro percorso clinico, ad esempio sui ricoveri precedenti o simili. Gli esami dello stato mentale, anche da parte di un medico esperto, consistono probabilmente solo nel raccogliere i sintomi psicopatologici gravi ed evidenti, ma non su quello che è il funzionamento esterno di una persona. Nella maggior parte dei rapporti clinici, non ci sono segni ovvi ed evidenti come da quanto riferito dai colleghi di Andreas Lubitz sulla depressione e psicosi, tanto da aver nascosto il suo trattamento al suo datore di lavoro.

Egli avrebbe avuto una storia di un episodio depressivo più grave 6 anni fa; ma molti protocolli di screening si concentrano solo sulla storia più recente e prendono in considerazione sono gli elementi di stabilità e la percentuale di recupero. (Se fosse un ricovero in ospedale psichiatrico, però, che di solito indica un livello più grave della malattia mentale, queste informazioni potrebbero collocare il paziente all’ interno di categoria ad alto rischio che dovrebbe essere considerata con maggiore attenzione. Questa norma particolare non è evidente nella corrente normativa FAA, che  ancora una volta, si limiterebbe ai self-report e a rispettare le leggi sulla privacy). Secondo alcuni, lo screening della salute generale e mentale è di utilità limitata nel prevenire eventuali catastrofi simili a questa. Noi come società continuiamo ad essere sconcertati da coloro che sembrano perfettamente “normali” alle altre persone intorno a noi, ma si rivelano essere serial killer, abusatori, tossicodipendenti, e altro ancora. Continuiamo a sentirci scioccati dai demoni nascosti in ognuno di noi. Ma è la natura umana ad essere il più resiliente possibile e a mantenere una facciata al mondo, anche quando nel privato si è sofferenti o cattivi .

Vogliamo anche continuare a proteggere e accogliere la stragrande maggioranza che va per non rinunciare alle opportunità di avere successo, e fa il meglio che può, anche combattendo le malattie mentali; queste persone sono molto più comuni rispetto allo psicopatico occasionale o al killer disperato. Test di screening troppo ravvicinati potrebbero effettivamente avere l’effetto opposto e dissuadere qualcuno che ha bisogno di aiuto a non chiederlo per timore di conseguenze esterne. Sicuramente questo non è un elemento aggiuntivo che va in direzione della scelta di non fare test e accertamenti sullo stato di salute mentale.

E veniamo alla domanda che molti fanno: può la sola depressione spiegare la scelta fatta da Lubitz? Perché ha coinvolto anche i passeggeri?

Di solito la persona che soffre di depressione la fa finita in solitudine, o, al più, associa al sacrificio i familiari stretti, nel tentativo di sottrarli alla sofferenza di farli vivere in un mondo che lui vede in maniera negativa. Ma il pilota tedesco ha fatto di peggio, ha scelto di morire portandosi dietro degli sconosciuti. Se ha chiuso la porta che ha impedito al pilota-collega di entrare, significa che era consapevole e deciso a portare avanti il suo gesto.

Non basta la depressione a spiegare una strage, così come nel caso dei terroristi, non basta la fede. Ci vuole una patologia più grave per decidere che proprio l’ aereo, la sua vita, sarebbe diventato la sua morte. Il resto, 150 esseri umani, gli sarà sembrato un effetto collaterale.

A posteriori è ormai tristemente inutile cercare di capire da un punto di vista nosografico, di quale patologia esattamente soffrisse. Auspichiamo che d’ora in poi le cose cambino e che si trovino i modi per individuare le persone che soffrono di un disturbo psicologico e curarle, ma non mentre stanno pilotando l’ aereo.

 

Fonte: Psiychology Today