I vostri figli sono terrificati all’ idea di andare dal dentista? La Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) può accorrere in vostro aiuto.

Come dimostrano le ricerche, questo tipo di terapia può aiutare coloro che soffrono della fobia del dentista a ridurre la loro ansia senza alcun farmaco sedativo, in accordo agli studi del Kinng’s College di Londra.

Coloro che soffrono di fobia del dentista (odontofobia), tendono ad evitare di andarci a tutti i costi, piuttosto cercano di sopportare il male, rimandando nel tempo la cura. Come molti genitori possono confermare, non è raro anche per un bambino sperimentare una quantità significativa di ansia quando va dal dentista. Purtroppo, questa reazione emotiva può influenzare la cura dentale pediatrica con effetti che persistono anche nelll’età adulta. Sempre maggiori ricerche suggeriscono che la terapia cognitivo-comportamentale può fornire una soluzione non-farmaceutica per risolvere queste difficoltà.
In Inghiltererra, dove lo studio è stato condotto, si stima che circa 1 su 10 persone soffra di fobia del dentista. “Coloro che hanno tale tipo di fobia richiedono di essere sedati anche quando il trattamento dentale è di breve durata. Questo non li aiuta a risolvere il problema nel lungo periodo”, dice il professor Tim Newton dal Dental Institrute al King’s College di Londra.

Nello studio, ricercatori inglesi suggeriscono lo sviluppo di una tecnica di autoaiuto tratta dalla terapia comportamentale (CBT) per la gestione della paura del dentista e ritengono che l’intervento pilota fornisca la prova della fattibilità e dell’accettabilità di questo approccio con i bambini di età compresa tra i 9 ed i 16 anni.

La CBT è un trattamento evidence-based per le fobie specifiche: sia gli interventi cognitivi che quelli comportamentali sono stati dimostrati efficaci nel ridurre questo tipo di ansia e nell’ incrementare la frequenza alle visite.
Sicuramente nelle sedute coi bambini è necessario avere maggiori accorgimenti e rendere il trattamento il più possibile alla loro portata. Questo è realizzabile sfruttando la loro capacità immaginativa, le tecniche di gioco e non da ultimo la mindfulness, per concentrare l’ attenzione sul qui e ora.
Nell’ esperimento, la possibilità di somministrare la CBT è stata esplorata con interviste e focus group con bambini, genitori / operatori sanitari e professionisti del settore. Un totale di 85 bambini sono stati invitati a partecipare allo studio di fattibilità e prova delle tecniche della CBT.

Il tasso di reclutamento (percentuale di bambini invitati a prendere parte allo studio che hanno accettato di partecipare) e il tasso di completamento (percentuale di bambini che hanno accettato di partecipare e hanno completato lo studio) è stata rispettivamente del 66 per cento e 86 per cento. Un totale di 48 pazienti hanno completato lo studio.

Al termine di esso, gli autori hanno accertato che c’è stata una significativa riduzione dell’ansia del dentista e un aumento della salute connessi qualità della vita grazie all’uso delle tecniche cognitivo comportamentali di auto aiuto.

I risultati di questo studio contribuiranno alla progettazione di una prova definitiva per esaminare il trattamento e l’ efficace delle tecniche, anche in termini di costi, per la riduzione di ansia dentale dei bambini.

 

Principali tecniche cognitivo comportamentali per la gestione dell’ ansia del dentista
Numerose sono le tecniche consigliate per ridurre l’ansia nel soggetto in età pediatrica fra cui: la presenza/assenza del genitore, il tell-show-do, la comunicazione non-verbale e il controllo della voce, il rinforzo positivo, la distrazione e il “modelling”.

  • La presenza del genitore è importante soprattutto nei bambini sotto i 3 anni o se il piccolo paziente non ha raggiunto una discreta autonomia. L’allontanamento, se gestito con il genitore in modo sereno, è finalizzato soprattutto a ottenere l’attenzione del bambino e un buon livello di comunicazione; inoltre, può permettere di contenere la sua ansia quando questa è modulata dal genitore.
  • Il tell-show-do (TSD) è una tecnica che consiste nel proporre un oggetto odontoiatrico nuovo, prima raccontando cos’è, poi mostrando come si usa e funziona e, infine, permettendo al bambino di usarlo, simulando una situazione il più reale possibile. È consigliabile ricorrere a una nomenclatura di fantasia per tutti quegli oggetti che possono evocare paure (per esempio, siringa aria/acqua). Introdotto da Addelson nel 1959, è una tecnica molto utilizzata.
  • La comunicazione non verbale è ciò che si trasmette con la postura, l’espressione facciale e il modo di muoversi: quanto più questi atteggiamenti saranno coerenti, tanto più saranno efficaci per ottenere una buona collaborazione. Il controllo della voce permette di chiarire i significati, sottolineare le cose più o meno importanti, catturare l’attenzione.
  • Il “rinforzo positivo” va utilizzato sempre per rafforzare un comportamento positivo e permette al bambino di acquisire maggiore fiducia e superare paure sia recenti che passate. Si è dimostrato essere una tecnica efficace nel prevenire lo sviluppo di questa fobia.
  • La “distrazione” consiste nel fare piccole interruzioni durante le quali il bambino parlerà di ciò che preferisce o semplicemente si riposerà, ed è utile soprattutto durante le procedure più stressanti.
  • Il “modelling” è una tecnica che consiste nel prendere a modello un genitore o un’altra persona adulta per ciò che si farà al bambino. Anche se meno utilizzato del TSD, può dare risultati soddisfacenti1.

Il paziente, sentendosi parte attiva nel processo terapeutico, costituirà un legame tale da poter affrontare insieme qualunque problema possa presentarsi in futuro. Fondamentale in questo processo è l’utilizzo da parte dell’equipe odontoiatrica di un linguaggio idoneo all’età del bambino: chiaro, semplice, confidenziale con l’uso di rinforzi positivi verbali che permettono un aumento dell’empatia, che di conseguenza porta alla formulazione di un “patto” tra operatore e giovane paziente (riguardo alla durata dell’intervento, alle modalità di esecuzione ecc.).
Lo studio è apparso sul JDR Clinical & Translation Research.

I risultati dello studio sopra indicato contribuiranno alla progettazione di una prova definitiva per esaminare il trattamento e l’ efficacia delle tecniche, anche in termini di costi, per la riduzione delle paura del dentista nei bambini.
Fonte: Psychcentral.com