L’insonnia è il più comune tra i Disturbi del Sonno. E’ quella condizione che ci rende faticoso addormentarsi, restare addormentati, avere un riposo davvero ristoratore e a cui si associano sensazioni di stanchezza o inefficienza diurna.

Molto spesso si sente dire che l’insonnia è donna.

Gli individui di sesso femminile sono infatti più facilmente e frequentemente colpiti da questo problema, circa il doppio rispetto agli uomini.

Diversi i fattori associati, in primis la ciclicità ormono-dipendente che caratterizza la vita della donna nelle sue diverse fasi: menarca, pubertà, gravidanza e menopausa.

Quindi, se in generale possiamo affermare che le donne sono più colpite dal problema, in particolare lo sono le donne incinte.

Insonnia in gravidanza primo trimestre

L’insonnia in gravidanza è un fenomeno diffuso, tanto che si stima che ne siano interessate più del 90% delle donne.

E’ ormai noto inoltre come l’Insonnia, in particolare se già presente nel periodo pre-gravido, aumenti progressivamente nel corso dei tre trimestri della gestazione, divenendo spesso un disagio clinico significativo.

Nel primo trimestre rispetto al periodo pre-gravido, il sonno è avvertito come meno profondo e di conseguenza l’efficienza di sonno risulta  minore.

Ma cosa succede al sonno in gravidanza?

Cambia la qualità del sonno.
Per capire in quali termini è importante ricordare che il nostro sonno si divide in due fasi: REM e NON REM

All’interno di quest’ ultima  ci sono quattro fasi distinte, ognuna caratterizzata da una attività cerebrale diversa

  • La fase 1 è quella che ci fa passare dalla veglia al sonno.  In questa fase le attività cerebrali e muscolari rallentano.
    In alcuni casi  è possibile provare la sensazione di cadere, accompagnata da improvvisi scatti muscolari.
    Questa introduzione al sonno è relativamente breve, al  massimo 7 minuti, è un sonno leggero e, in parte, si è ancora un po’ vigili e si può essere svegliati facilmente
  • La fase 2 è quella del sonno vero e proprio, ma ancora in forma leggera.
  • Nelle fasi 3 e 4  del sonno NON REM, la respirazione e  il battito cardiaco rallentano, gli occhi sono immobili, la pressione sanguigna scende e i muscoli si rilassano. Se qualcuno provasse a svegliarci, avrebbe difficoltà a farlo e noi ci sentiremmo intontiti e disorientati.

Le fasi Non REM sono importanti per sentirsi riposati al risveglio. Durante queste fasi, l’attività cerebrale è più bassa, per poi aumentare nella  fase REM.

Durante la gravidanza, c’è un aumento della durata del sonno NREM della  Fase 1 e una riduzione del sonno della  Fase 3 e del sonno REM.

Di conseguenza, la durata totale del sonno è più breve, i risvegli sono più  frequenti e  e i periodi di veglia  più lunghi.

Insonnia Sintomi gravidanza

Quali fattori entrano in gioco?:Innanzitutto la componente ormonale: un ruolo chiave in gravidanza è giocato da estrogeni e progestinici.

Tali fattori concorrono in modo significativo ad incidere sull’architettura del sonno in gravidanza, ad esempio con un aumento percepito della sonnolenza diurna e un sonno frammentato durante la notte.

La secrezione di ossitocina (l’ormone responsabile delle contrazioni uterine) aumenta durante la notte, creando uno stato di ipereccitazione. Anche l’ aumento del livello di cortisolo potrebbe causare lo stato di iper-allerta.

Ad ostacolare un sonno ristoratore , a partire da l terzo trimestre sono anche:

  • la crescita del bambino  che impone all’organismo riassestamenti,
  • dolori muscolo scheletrici,
  • affanno alla respirazione,
  • senso di schiacciamento,
  • limitazione nei movimenti e sensazioni particolari dovute ai movimenti del feto stesso.

Altri elementi di disturbo al sonno in gravidanza sono rappresentati dal reflusso gastroesofageo, dall’aumentato bisogno di minzione notturna e tensione mammaria.

La qualità del sonno potrebbe essere ulteriormente compromessa da altri disturbi comuni in gravidanza: l’apnea notturna e  la Sindrome delle gambe senza riposo

  • L’ apnea notturna  è un’improvvisa interruzione della respirazione o un periodo di respirazione molto superficiale durante il sonno. può durare da pochi secondi a pochi minuti.
    Ciò potrebbe accadere più volte durante il sonno e si verifica a causa del restringimento del passaggio dell’aria.
    I fattori durante la gravidanza che contribuiscono all’apnea notturna sono: l’ aumento di peso e l’ elevazione del muscolo respiratorio, il diaframma, dovuta alla crescita del feto.
  • La sindrome delle gambe senza riposo invece è una condizione nervosa che porta la persona  ad avere un bisogno irresistibile di muovere le gambe specialmente la sera e la notte.

Oltre ai fattori ormonali e biologici, sicuramente un contributo significativo è dato dai fattori psicologici; stress, ansia e depressione causano la metà delle difficoltà  del sonno.

Appare dunque evidente come il problema dell’inquadramento, della prevenzione e del trattamento dell’insonnia in gravidanza debba essere tenuto in attenta considerazione.

Cura Insonnia

Numerose ricerche suggeriscono che il trattamento TCC-I (la terapia cognitivo comportamentale per l’insonnia) sia preferito dalle donne non solo per l’efficacia e il mantenimento dei risultati, ma soprattutto perché privo di effetti collaterali.

E  dunque considerato il trattamento  meno rischioso e più affidabile.

Il Dot. Rolla  (Diretteore del Watson) è Autore del Libro: Insonnia, Il metodo semplice per riaddormentarsi i 7 minuti, Ed. Gribaudo, Milano, 2019

Questo libro attinge dalla grande esperienza dell’autore e si basa sulla Terapia cognitivo comportamentale, offre la chiave per tornare a dormire finalmente sonni sereni. Esercizi – Test – Casi di studio – Consigli e informazioni utili.

 

 

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Autrice Articolo : Psicoterapeuta Rosanna Tremamondo

psicologa torino mindfulness

La Dott.ssa Rosanna Tremamondo svolge da diversi anni attività di psicologa-psicoterapeuta presso L’ISTITUTO WATSON occupandomi di valutazione e trattamento di una vasta gamma di disturbi.
La Dott.ssa si è specializzata nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo.

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