Il modello Mindfulness-Acceptance-Commitment (MAC) è un approccio mirato al miglioramento della prestazione conseguibile attraverso lo sviluppo delle capacità di gestire la situazione per mezzo di un’attenzione orientata al compito (Gardner e Moore, 2007).

 

La psicologia dello sport include al suo interno un massiccio utilizzo di programmi di mental training.

Tuttavia, nonostante l’intensa attività di ricerca condotta per verificarne l’efficacia, diversi autorihanno recentemente evidenziato alcuni limiti di tali programmi, mostrando come questi portino a unariduzione dell’ansia competitiva ma non mostrano risultati tali da mettere in luce differenze significative in termini di miglioramento della prestazione atletica (Daw e Burton, 1994). 

Altri interventi, come il self-talk, l’imagery e la regolazione dell’attivazione, tentano, invece, di controllare o modificare i pensieri, le immagini e le emozioni portando, probabilmente, ad un danno nella prestazione degli atleti. La modalità di intervento alternativa, di seguito proposta, è diretta allo sviluppo di un’attenzione consapevole, orientata al presente, tale da permettere che sensazioni, emozioni e pensieri anche spiacevoli vengano accettati dall’individuo in modo acritico in quanto parte dell’esperienza quotidiana. Alla luce di queste considerazioni, il modello Mindfulness-Acceptance-Commitment (MAC) proposto da Gardner e Moore (2004a, 2004b), mira a sviluppare nell’atleta un particolare tipo di attenzione consapevole mediante una pratica regolare delle tecniche di mindfulness.Tale modello deriva dall’adattamento e dall’integrazione della mindfulness-based cognitive therapy (Segal et al. 2002) e della acceptance and committent therapy (Hayes et al. 1999). Sono stati condotti diversi studi che hanno dimostrato l’efficacia del modello nel migliorare l’attenzione, la consapevolezza e alcuni aspetti circa la prestazione (Moore, 2009; Schwanhausser, 2009).

I principali obiettivi del modello MAC sono:

» sviluppare  la consapevolezza e l’accettazione degli stati “interni” cognitivi
ed emotivi;
» sviluppare  la disponibilità a sperimentare  le esperienze
interne, incluse quelle negative o stressanti;
» indurre un’attenzione orientata verso gli stimoli rilevanti per il compito
piuttosto che un’attenzione focalizzata su se stessi;
» agevolare una modalità di azione in sintonia con i valori personali.

Per favorire nell’ atleta il raggiungimento di questi obiettivi è indispensabile effettuare, preliminarmente al programma, un corretto assessment, in modo da valutare se l’obiettivo di “miglioramento della prestazione” possa essere realizzato in quanto tale o se in realtà vi possono essere delle problematiche “sub-cliniche” o cliniche che direttamente o indirettamente possano danneggiare la prestazione.
A tale scopo è stata elaborata dagli stessi autori una classificazione denominata Multilevel Classification System for Sport Psychology (Gardner e Moore, 2004b), adattata in lingua italiana da Gramaccioni e Robazza (2008), il cui scopo è quello di orientare lo psicologo dello sport ad inquadrare il problema o la richiesta dell’atleta in una delle
quattro categorie inerenti:
» lo sviluppo della prestazione, in assenza di problematiche di tipo
clinico o sub-clinico;
» le difficoltà prestative, per problemi di sviluppo, transizione, reazione
e adattamento a eventi significativi, barriere psicologiche, ecc.;
» il decadimento della prestazione, causato da disturbi psichici o
comportamentali;
» l’interruzione della prestazione o la conclusione della carriera, con
le conseguenti reazioni psicologiche.

Nel programma MAC sono identificate alcune fasi denominate:
» educativa;
» di identificazione dei valori personali e commitment;
» di accettazione;
» di integrazione e pratica.

Il programma, in particolare, è composto da sette moduli settimanali della durata di circa un’ora ciascuno. Per portare a termine correttamente tutti gli obiettivi prefissati, il protocollo può essere svolto in sette incontri, un modulo per incontro, o richiedere due o tre incontri per modulo. L’intero programma, quindi, può essere completato in un periodo che va dalle 7 alle 15 settimane.

  1. Il primo modulo, a carattere “educativo”, può essere espletato in una sessione, nel corso della quale viene presentata la logica del programma facendo riferimento, in particolare, alle esperienze del soggetto. In questa fase vengono evidenziati e discussi i tentativi dell’atleta di controllare i pensieri, le emozioni e le sensazioni.

  2. Nel secondo modulo viene approfondito il concetto di mindfulness e sottolineata la differenza con lo stato di mindless. In quest’ultimo stato l’attenzione è rivolta verso cognizioni, emozioni ed altri fattori distraenti dell’ambiente circostante che l’atleta si sforza di controllare piuttosto che accettare. Vengono introdotte tecniche di mindfulness,tra cui un esercizio di consapevolezza del respiro, per aiutare il soggetto a sviluppare un’attenzione ben orientata all’esperienza del momento e una consapevolezza non giudicante. Viene anche discusso il concetto di defusione cognitiva (simile a quello di “presa di distanza cognitiva”) intesa come la distinzione esistente fra le esperienze interne (pensieri, emozioni, sensazioni) ed il comportamento (azioni e reazioni guidate da regole interne).

  3. Il terzo modulo introduce il concetto di identificazione degli atteggiamenti personali e degli obiettivi in riferimento alle situazioni competitive come pure ad altri aspetti della vita quotidiana. Gli atteggiamenti personali, quali essere determinati, competitivi e concentrati in allenamento e gara, vanno distinti dagli obiettivi costituiti dal risultato desiderato a breve e a lungo termine.

  4. Il quarto modulo è finalizzato ad approfondire il concetto di accettazione già introdotto nelle sessioni precedenti. L’accettazione va intesa come l’abilità di rimanere focalizzati sul momento presente e agire in accordo con i valori personali, malgrado la presenza di emozioni spiacevoli. Viene messo in evidenza come sforzarsi di controllare o eliminare le emozioni negative tende a determinare reazioni di evitamento e/o uno spostamento dell’attenzione verso eventi passati o futuri, con conseguenze controproducenti.

  5. Nel quinto modulo l’intervento mira a facilitare l’impegno e l’attivazione di specifici comportamenti per ottenere obiettivi di prestazione; viene anche sottolineata l’importanza dell’esperienza del momento.

  6. Il sesto modulo è finalizzato al consolidamento e alla padronanza delle abilità, attraverso una combinazione funzionale di mindfulness,accettazione ed impegno. In questa fase viene anche proposto un esercizio di attenzione focalizzata sul compito che aiuta il soggetto a ridirigere l’attenzione dalle esperienze interne (pensieri ed emozioni) alla prestazione.

  7. Nel settimo ed ultimo modulo, di mantenimento e facilitazione, il soggetto va incoraggiato ad effettuare regolarmente la pratica degli esercizi di mindfulness per promuovere una sempre migliore consapevolezza ed accettazione degli stati interni spiacevoli ed un costante impegno verso il conseguimento degli obiettivi. L’atleta acquisisce così maggiori abilità nell!’dentificare pensieri, emozioni e giudizi rispetto alle personali esperienze negative.

​fonte:

http://www2.unich.it/