Il cervello funziona diversamente nei bambini che soffrono di DOC Disturbo Ossessivo Compulsivo.

La comunicazione tra alcuni dei centri cerebrali più importanti risulta essere alterata nei bambini che soffrono di Disturbo Ossessivo Compulsivo, secondo le nuove ricerche degli scienziati della Wayne State University School of Medicine.

Lo studio condotto da David Rosenberg, M.D., e Vaibhav Diwadkar, Ph.D., presso il Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze chiarisce il ruolo dei circuiti cerebrali nello sviluppo del Disturbo Ossessivo Compulsivo nei bambini. La valutazione è stata fatta su un gruppo di bambini con diagnosi di DOC e un gruppo di controllo.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è un disturbo psichiatrico caratterizzato da ricorrenti pensieri ansiogeni (ossessioni) che vengono “neutralizzati” per mezzo di comportamenti ritualistici (compulsioni). Nei casi più gravi il disturbo può comportare limitazioni notevoli nel funzionamento globale dell’individuo.

 Attraverso la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI), una procedura in grado di misurare l’attività cerebrale per mezzo dei cambiamenti nel flusso del sangue, i ricercatori hanno analizzato le reazioni del cervello nel corso di compiti che coinvolgevano la memoria di lavoro.   

 I compiti avevano diversi  gradi di difficoltà in modo da stimolare l’attività cerebrale di circuiti coinvolti in processi complessi come il controllo cognitivo. Quindi, per mezzo di analisi sofisticate i ricercatori hanno rilevato le differenze nel funzionamento dei circuiti cerebrali nei due gruppi.

 “Fondamentalmente, abbiamo mostrato che la corteccia dorsale anteriore cingolata, un’area del cervello responsabile del controllo cognitivo,  esercita effetti  abnormi sull’attività dei circuiti neuronali coinvolti nel Disturbo Ossessivo Compulsivo” afferma  Diwadkar, un professore associato.

 “Questo risultato offre una possibile base scientifica ai comportamenti associati al Disturbo Ossessivo Compulsivo. I correlati neurobiologici di tali comportamenti  erano stati solo ipotizzati ma non esplicitamente dimostrati attraverso studi di neuroimaging”

 “I nostri studi sono perfettamente allineati con la rinnovata enfasi che il National Institute of Mental Health pone sulla scoperta dei meccanismi cerebrali  dei disturbi neuropsichiatrici.  Poter scoprire i meccanismi sottostanti un disturbo  consente di apportare notevoli miglioramenti al trattamento”    

I risultati sono coerenti con le osservazioni raccolte in ambito clinico, aggiunge Rosenberg, professore e direttore del dipartimento.

 “I bambini con Disturbo Ossessivo Compulsivo sono tempestati da preoccupazioni e non riescono a “sbloccarsi” facilmente da alcuni compiti o comportamenti. Dato che ogni comportamento complesso implica il coinvolgimento di circuiti cerebrali, rimanere “intrappolati” in questo modo implica un danneggiamento nel  funzionamento di tali reti” afferma Rosenberg.

 “Nei nostri studi precedenti ci siamo concentrati sullo studio della struttura e della chimica del cingolato anteriore. Abbiamo sospettato a lungo che le interazioni tra le reti neuronali aventi origine in tali regione risultassero danneggiate in caso di Disturbo Ossessivo Compulsivo. Ma questo è il primo studio che lo dimostra chiaramente”

 Lo studio è stato pubblicato in una edizione special del giornale “Frontiers in Human Neuroscience”.

 

Fonte: Wayne State University