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EMOZIONI “SPAZZATURA”: INGREDIENTE PRINCIPALE DELLA NOSTRA DIETA!

Ognuno di noi è in grado di riconoscere un cibo spazzatura quando lo vede: l’ alto contenuto di calorie, il basso contenuto di benefici nutrizionali.

Contenuti di questo post:

    Ognuno di noi è in grado di riconoscere un cibo spazzatura quando lo vede: l’ alto contenuto di calorie,  il basso contenuto di benefici nutrizionali. Una dieta basata sul cibo spazzatura non è salutare e produce effetti “collaterali” da non sottovalutare come il sovrappeso, problemi medici come il diabete, malattie cardiache, ed abbassa i livelli di energia.

    Ma lo sapevate che esistono anche emozioni “spazzatura”?

    Alcuni psicologi clinici si sono chiesti cosa accadrebbe se si considerassero le emozioni come ingredienti nutrizionali! A tal proposito hanno sviluppato il concetto di “nutrizione psicologica”;  che non riguarda il cibo, bensì le nostre emozioni, in particolare quelle che “assumiamo” e “consumiamo” quotidianamente.

    Generalmente, nessuno di noi pensa a monitorare il “consumo” di emozioni, o a quali di esse dominano la nostra giornata, in termini quantitativi; come invece siamo più soliti fare con il cibo. Noi non ci pensiamo, ma facciamo una dieta così ricca di emozioni negative (alto contenuto di grassi), che quasi non c’è più spazio per le emozioni positive (basso contenuto di grassi).

    Cosa dovremmo fare, allora?

    Per sbarazzarci delle emozioni “spazzatura”, dobbiamo essere consapevoli di quali emozioni stiamo consumando; dobbiamo limitare la nostra dieta ad alto contenuto di grassi e dunque ridurre/limitare le emozioni negative.

    Qui di seguito potete trovare 5 modi per sbarazzarsi della “spazzatura”.

    1. Abbassare il consumo di emozioni ad alto contenuto di grassi. Le emozioni ad alto contenuto di grassi drenano le nostre energie; risucchiano il divertimento e la creatività e sono un male. Il senso di colpa, il risentimento, la rabbia, l’invidia, la gelosia e la frustrazione sono emozioni ad alto contenuto di grassi (o negative); creano e mantengono un ciclo di pessimismo e bassa energia. Sono faticose e ostacolano creatività e gioia.
    2. Aumentare il consumo di emozioni a basso contenuto di grassi. Le emozioni a basso contenuto di grassi sono positive e contribuiscono ad aumentare le energie. La gioia, l’ottimismo, l’amore e la pazienza sono emozioni a basso contenuto di grassi (positive), e per questo forniscono un buon apporto psicologico. Le emozioni a basso contenuto di grassi (o positive) ci attivano, ci rendono propositivi e ci stimolano.
    3. Tenere il conteggio delle calorie della “spazzatura” emotiva. Proprio come con il cibo, una dieta a base di emozioni “spazzatura” (come la rabbia, il risentimento, la preoccupazione) porta alla malnutrizione psicologica. Quante emozioni spazzatura consumiamo in un giorno?
    4. Guardare le relazioni come prodotti. Le relazioni sono prodotti a base di sentimenti. Alcune sono nutrienti, altre non lo sono. Pensate solo a come viene esaminato il contenuto nutrizionale di un prodotto. Quante calorie? È ad alto contenuto di grassi o a basso contenuto di grassi? Alcuni prodotti possono sembrare buoni, ma si scopre che non lo sono per voi. Le relazioni sono esattamente la stessa cosa: alcune sono buone per voi; altre non lo sono.
    5. Creare etichette nutrizionali psicologiche. Proprio come i prodotti alimentari hanno etichette che descrivono il loro contenuto nutrizionale, ci dovrebbe essere “etichette nutrizionali psicologiche” per le reazioni, le relazioni e le situazioni. In questo modo, si saprebbe (o almeno si avrebbe una buona idea) se una situazione ha un “alto contenuto di grassi” o un “basso contenuto di grassi” prima di buttarcisi. Ci sono persone o situazioni che dovrebbero avere etichette di “avvertimento/pericolo”?

     

    Il tempo è una quantità finita e nessuno di noi sa, quanto ne abbiamo già consumato. Iniziate la giornata facendo in modo che la vostra vita sia piena e felice, come dovrebbe essere, e lavorate su questo. Smettete di riempire la vostra vita di “spazzatura”!

     

    FONTE:

    psychologytoday.com

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