Dopo aver vissuto un evento traumatico è normale sentirsi spaventati, tristi, ansiosi e confusi. Solitamente, con il passare del tempo, questo malessere tende a diminuire e si comincia a vivere nuovamente. Ma alcune volte il trauma vissuto è così devastante che si ha la sensazione di non riuscire ad andare avanti. Ci si sente sopraffatti da memorie dolorose che non scompaiono e da un costante senso di pericolo.
Se avete vissuto un’esperienza traumatica e non riuscite a ritornare alla vostra vita di tutti i giorni o faticate a rapportarvi con gli altri, probabilmente avete un disturbo post traumatico da stress (DPTS) o PTSD per usare la dicitura anglosassone.

Le persone con PTSD spesso cercano di evitare tutto ciò che ricorda loro il trauma. Questo li  può aiutare a sentirsi meglio in quel momento, ma non a lungo termine. In particolare, evitare sentimenti, situazioni o oggetti in realtà impedisce ed ostacola il recupero da PTSD. Attraverso l’esposizione prolungata, la persona affronta e si confronta con le sue paure, direttamente. Parla dei dettagli del trauma e affronta le situazioni sicure che sta evitando. Così facendo si riducono i sintomi del PTSD e  si riguadagna un maggiore controllo sulla propria vita.

Un’altra tecnica efficace per il trattamento di questo disturbo, come evidenziato sul sito dell’APA division 12, è la Cognitive Processing Therapy. La CPT insegna come valutare e modificare i pensieri sconvolgenti che emergono a seguito del trauma. Modificando i pensieri, cambia anche il modo in cui ci si sente.

Il trauma è in grado di determinare un cambiamento nel modo in cui pensiamo a noi stessi e al mondo. Si sviluppa senso di colpa per ciò che è accaduto, crediamo di essere noi la ragione per cui quel dato evento si è verificato e che il mondo sia un posto pericoloso. Questi tipi di pensieri rinforzano la sintomatologia del PTSD. Con la CPT si esaminano i pensieri e ciò che la persona si dice rispetto al trauma e si valuta se, tutto ciò è accurato o inaccurato. In particolare, ci si focalizza sui pensieri e sui dialoghi interni inaccurati che non rispecchiano la realtà, e si orienta la persona verso conclusioni più bilanciate.

È fondamentale sottolineare che l’obiettivo non è modificare i dettagli dell’evento, ma ciò che la persona pensa e si dice sull’evento traumatico che, incrementano la sintomatologia del PTSD.

Queste due tecniche, proprie dell’approccio cognitivo comportamentale, promosse dall’ APA per il trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, hanno ampiamente dimostrato la loro efficacia e il loro livello di evidenza.

Causa PTSD

Il DPTS è un disturbo che può insorgere a seguito di un evento traumatico che implica l’esperienza personale diretta di un evento che causa o può comportare morte o lesioni gravi o altre minacce all’integrità fisica; o la presenza ad un evento che comporta morte, lesioni o altre minacce all’integrità fisica di un’altra persona; o il venire a conoscenza della morte violenta o inaspettata, di grave danno o minaccia di morte o lesioni sopportate da un membro della famiglia o da altra persona con cui si è in stretta relazione. (DSM-5)
Molte persone affette da questo disturbo sono reduci di guerra, ma qualsiasi esperienza grave può scatenare il DPTS, soprattutto se percepita come imprevedibile e incontrollabile. Chi ha vissuto o assistito ad una catastrofe è soggetto a questa patologia, così come anche le persone che intervengono in questi situazioni per aiutare i superstiti, chi lavora nei centri di emergenza, le forze di polizia, ecc.
Gli eventi che possono causare un DPTS comprendono:
  • Guerre
  • Stupri
  • Disastri naturali
  • Rapimenti
  • Aggressioni fisiche
  • Procedure mediche (specialmente nei bambini)
  • L’improvvisa morte di una persona cara
  • Incidenti in macchina o aereo
  • Abusi sessuali
Il DPTS è una normale risposta delle persone ad una situazione abnormale. L’evento traumatico che scatena il disturbo è così intollerabile e spaventoso che turberebbe chiunque. Quando il nostro senso di sicurezza viene sconvolto è normale avere l’impressione di perdere la ragione, di sentirsi sconnessi dalla realtà, come avvolti in una nube funesta. L’unica differenza tra chi sviluppa un DPTS e chi no, è il modo in cui si reagisce al trauma.
Dopo un’esperienza traumatica la mente e il corpo sono sotto shock. Ma nel momento in cui cominciamo a riconsiderare ciò che è accaduto e rielaborare le nostre emozioni cominciamo a venire fuori dal problema. Quando si ha un DPTS si rimane invece in uno stato di shock psicologico. La memoria di ciò che è avvenuto e i sentimenti ad esso legati sono disconnessi. Per riuscire ad andare avanti è importante affrontare e gestire ricordi ed emozioni.

 Sindrome Post traumatica da Stress

I sintomi del disturbo post traumatico possono manifestarsi immediatamente, gradualmente o andare e venire nel tempo. A volte i sintomi insorgono inaspettatamente, altre volte alcuni stimoli esterni come un rumore, un’immagine, delle parole o un odore, ricordano l’evento traumatico.
Se da una parte ogni individuo vive i sintomi in modo diverso, ci sono tre categorie di sintomi che accomunano chi soffre di DPTS:
  •  Rivivere l’evento traumatico
  •  Evitare tutto ciò che può ricordare il trauma
  •  Aumento dell’ansia e dell’attivazione fisiologica
Rivivere l’evento traumatico
  • Ricordi intrusivi e dolorosi dell’evento
  • Flashback (agire o avere la sensazione che l’evento stia accadendo nuovamente)
  • Incubi
  • Sensazione di stress intenso associato al ricordo del trauma
  • Reazioni fisiche intense di fronte a ciò che ricorda l’evento
Evitamento
  • Evitare attività, luoghi, pensieri o emozioni che ricordano il trauma
  • Incapacità di ricordare importanti aspetti del trauma
  • Perdita di interesse in attività e nella vita in generale
  • Sensazione di distacco dalla realtà
  • Senso limitato del futuro
Aumento dell’ansia e dell’attivazione emozionale
  • Difficoltà ad addormentarsi e risvegli notturni
  • Irritabilità e scoppi di rabbia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Ipervigilanza
  • Costante stato di allerta
Altri Sintomi Comuni
  • Rabbia e irritabilità
  • Senso di colpa, vergogna
  • Abuso di sostanze
  • Depressione
  • Pensieri suicidi
  • Sensazione di alienazione e solitudine

Cura DPTS

Se pensate di soffrire di disturbo post traumatico da stress o credete che uno dei vostri cari ne soffra, è importante cercare aiuto immediatamente. Prima si affronta il problema e più possibilità ci sono di superarlo. Se avete dubbi, pensate che il disturbo post traumatico da stress non è un segno di debolezza e il solo modo di superarlo è confrontarsi con ciò che è successo e imparare ad accettarlo come parte del proprio passato. Questo processo è possibile con il sostegno e la guida di un terapeuta esperto. È naturale cercare di cancellare memorie ed emozioni dolorose. Ma cercare di scacciare il dolore e i ricordi non farà altro che peggiorare i sintomi. Non potete fuggire dalle vostre emozioni – torneranno a galla nei periodi di stress o stanchezza. L’evitamento non farà altro che peggiorare la qualità della vostra vita e le vostre relazioni interpersonali.
La Terapia Cognitivo Comportamentale focalizzata sul trauma
La terapia cognitivo comportamentale per il disturbo post traumatico da stress e il trauma, consiste nell’esposizione graduale a pensieri, emozioni e situazioni che ricordano il trauma. La terapia consiste inoltre nell’identificare i pensieri associati all’evento traumatico che sono fonte di disagio – in particolare i pensieri che sono distorti ed irrazionali – e sostituirli con una visione più equilibrata e realistica del mondo e della realtà.

Noi del Watson oltre ad offrire aiuto Psicologico nelle nostre sedi di Torino e Chivasso, diamo anche la possibilità di offrire Terapia Cognitivo Comportamentale Online

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