Nonostante una serie di teorie e ricerche considerevoli, gli scienziati finora non sono stati in grado di identificare una causa definitiva per cui una persona sviluppa il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Tuttavia, esistono molte teorie sulle potenziali cause del DOC, da sole o in combinazione tra loro; comportamenti neurobiologici, genetici, appresi, gravidanza, fattori ambientali o eventi specifici che innescano il disturbo in un particolare momento.

Sono state date molte spiegazioni sui motivi per i quali le persone sviluppano il DOC.
Alcuni hanno sostenuto che si tratti di un disturbo ereditario, mentre altri hanno ritenuto che alcuni eventi della vita possano costituirne la causa. Altri hanno suggerito che sia causato da uno squilibrio chimico nel cervello. Persone diverse, ricercatori diversi trovano spiegazioni diverse più utili di altre.

Possibili Cause DOC

Fattori biologici

Alcuni ricercatori che si occupano di salute mentale ci propongono di considerare le ricerche sulle scansioni cerebrali e simili indicative del fatto che il DOC sia collegato a una causa genetica o biologica. Questa ricerca è spesso descritta in termini di squilibri chimici nel cervello, circuiti cerebrali difettosi o difetti genetici.

Tuttavia, nonostante il riconoscimento che alcune parti del cervello sono diverse nei malati di DOC, rispetto ai non malati, non è ancora noto come queste differenze si riferiscano ai meccanismi precisi del DOC.

Gli studi di imaging cerebrale hanno costantemente dimostrato modelli di flusso sanguigno diversi tra le persone con DOC rispetto alla popolazione di riferimento (gruppo di controllo); sono fortemente implicate le regioni corticali e basali dei gangli. Tuttavia, successivi studi di meta-analisi hanno scoperto che differenze tra persone con DOC e soggetti sani sono state trovate costantemente solo nella circonvoluzione orbitale e nella testa del nucleo caudato.

Quindi sì, mentre è vero che a volte le persone con DOC hanno un’attività cerebrale diversa, si potrebbe sostenere che questo è proprio ciò che ci si aspetterebbe.

Una scansione cerebrale è sensibile ai diversi modelli di attività del cervello e può, ad esempio, rilevare la differenza tra musicisti esperti e persone senza una conoscenza speciale della musica in termini di modalità in cui il cervello reagisce nell’ascoltare la musica.

Queste aree del cervello diventano rilevanti e “accese” in particolari circostanze in cui la persona è in ansia. Non sorprende quindi che vi siano differenze di attivazione cerebrale tra le persone con DOC e quelle senza; ciò non significa che il DOC sia una malattia biologica.

P.A.N.D.A.S.

Una scoperta del 1998 ha coinvolto i gangli basali come regione cerebrale chiave nel DOC. Si è scoperto, in un sottogruppo di bambini con DOC, che il disturbo potrebbe essere stato innescato da infezioni.

Le infezioni da streptococco innescano una risposta immunitaria, che in alcuni individui genera anticorpi che hanno una “reazione incrociata” con i gangli basali. La spiegazione è che alcuni bambini iniziano a mostrare sintomi di DOC dopo una grave infezione alla gola. Si pensa che la risposta naturale del corpo all’infezione, come la produzione di alcuni anticorpi, quando diretta a parti del cervello potrebbe essere collegata in qualche modo ai Disturbi Neuropsichiatrici Autoimmuni Pediatrici associati all’infezione da Streptococco (PANDAS).

Questo meccanismo può spiegare il sottogruppo di bambini in cui il DOC si sviluppa dopo un’infezione da streptococco e peggiora con infezioni ricorrenti. Tuttavia, uno studio successivo del 2004 non ha trovato alcun legame tra infezioni successive e acutizzazione dei sintomi.

Quello che sappiamo è che se il DOC deriva da un’infezione alla gola da streptococco, i sintomi inizieranno rapidamente, probabilmente entro una o due settimane.

Quindi potrebbe essere che i PANDAS pur non essendo una causa di DOC, inneschino sintomi nei bambini che sono già predisposti al disturbo, forse per un fattore genetico o altre cause.

Fattori genetici

Nel complesso, gli studi genetici indicano una certa tendenza all’ansia, anche se lieve, ricorrente tra i familiari.

Alcune ricerche indicano la probabilità che i malati di DOC abbiano un membro della famiglia con DOC o con uno degli altri disturbi nello “spettro” dei DOC.
Nel 2001, uno studio meta-analitico ha riferito che una persona con DOC ha 4 volte più probabilità di avere un altro membro della famiglia con DOC rispetto a una persona che non ha il disturbo.

Questo e altri studi hanno sollevato la possibilità di familiarità della DOC e hanno portato ad effettuare delle ricerche per individuare specifici fattori genetici che possono essere coinvolti. Tuttavia, nonostante la quantità degli studi e dozzine di potenziali geni suggeriti come candidati, i ricercatori non sono finora riusciti a identificare, tra quelli esaminati, un gene ricorrente responsabile della DOC.

Va anche ricordato che molti malati non riscontrano il DOC, o anche altri problemi di ansia, in nessun altro familiare. Questa teoria potrebbe essere ulteriormente messa in discussione nel momento in cui si parla di casi di gemelli identici in cui uno avrà doc e l’altro non ha alcun problema di ansia.

Ciò suggerisce che la genetica potrebbe non essere l’unica causa della DOC (se non del tutto), e che la familiarità dei doc potrebbe essere in alcuni casi esito di comportamenti appresi. Quindi, anche se non possiamo escludere la genetica, è chiaro che non è l’intera storia e i fattori appresi o ambientali possono svolgere un ruolo più significativo.

In sintesi, non vi è alcun evidente vantaggio nell’offrire spiegazioni biologiche per la causa della DOC, soprattutto se tali suggerimenti portano coloro che soffrono a respingere i metodi di trattamento psicologico esistenti.

Squilibrio chimico

È comune vedere e ascoltare professionisti della salute mentale che descrivono la causa del disturbo ossessivo compulsivo in termini di “squilibrio biochimico“. Questi approcci si sono concentrati su un particolare neurotrasmettitore: la serotonina.

La serotonina è la sostanza chimica che invia messaggi tra le cellule cerebrali e si pensa che sia coinvolta nella regolazione di tutto, dall’ansia, alla memoria, al sonno.

Inizialmente, è stato suggerito che (alla base del disturbo) ci fosse un grave deficit di serotonina; quando questo non è stato effettivamente riscontrato, sono state suggerite anomalie sempre più sottili, con riscontri nel complesso non abbastanza convincenti.

In anni più recenti alcuni ricercatori hanno sostenuto che la prova più solida per l’ipotesi della serotonina è la specificità degli inibitori della ricaptazione della serotonina (SRI) e dei farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Tuttavia, dato che questo effetto era l’osservazione che ha generato l’ipotesi, non può esserne ragionevolmente considerato una prova.

Vale la pena notare che la ricaduta è spesso associata alla sospensione dei farmaci SSRI nel disturbo ossessivo compulsivo più che in altre condizioni, specialmente dove non è in atto alcuna terapia comportamentale; la motivazione deve ancora essere completamente compresa. Ciò potrebbe significare che la serotonina è un importante neurotrasmettitore coinvolto nel mantenimento del disturbo ossessivo compulsivo, se non una causa specifica.

Nel complesso, c’è un posto per gli SSRI nel trattamento del DOC, specialmente dove è presente comorbilità, a condizione che i farmaci rimangano parte della scelta informata del paziente e combinati con la terapia psicologica come la Terapia cognitivo-comportamentale.

Teorie psicologiche Altre ricerche hanno rivelato che potrebbe esserci una serie di altri fattori che potrebbero svolgere un ruolo nell’insorgenza del disturbo ossessivo compulsivo, inclusi fattori comportamentali, cognitivi e ambientali.
Ad esempio, secondo la teoria dell’apprendimento, i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo sono il risultato dello sviluppo di pensieri negativi e schemi di comportamento appresi verso situazioni precedentemente neutre che possono derivare da esperienze di vita.
La ricerca ha rivelato molto sui fattori psicologici che mantengono il disturbo ossessivo compulsivo, che a sua volta ha portato a un trattamento psicologico efficace sotto forma di terapia cognitivo comportamentale (TCC).

 

Teoria comportamentale – Teoria dell’apprendimento

Durante gli anni ’50 e ’60 i ricercatori hanno riportato il successo del trattamento comportamentale di due casi di “nevrosi ossessiva cronica” (un precursore del termine “Disturbo Ossessivo-Compulsivo”), seguito da una serie di casi clinici di successo.

Questa scoperta e ricerca ha preannunciato l’applicazione di modelli psicologici alle ossessioni e lo sviluppo di trattamenti comportamentali efficaci. Questa ricerca in seguito ha proposto che i comportamenti ritualistici fossero una forma di elusione appresa.
La terapia comportamentale per le fobie si era dimostrata efficace nel trattamento dell’evitamento fobico attraverso la desensibilizzazione, ma i tentativi di generalizzare questi metodi alle compulsioni non avevano avuto successo.

I ricercatori hanno sostenuto che era necessario affrontare direttamente i comportamenti di evitamento assicurando che le compulsioni non avessero luogo durante o tra le sessioni di trattamento. Questo pensiero anticipava gli approcci cognitivi in ​​quanto enfatizzava il ruolo delle aspettative negative nelle ossessioni e l’importanza di invalidare queste aspettative durante il trattamento, ma questo è stato successivamente considerato come marginale rispetto al compito principale di prevenire le compulsioni.

Nello stesso periodo, all’inizio degli anni Settanta, altri ricercatori svilupparono metodi di trattamento in cui l’esposizione a situazioni temute era l’elemento centrale. Questi diversi approcci sono stati successivamente incorporati in un programma altamente efficace di trattamento comportamentale che incorpora i principi di ciò che ora chiamiamo Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP).

Il supporto all’uso di questo metodo è venuto da una serie di esperimenti in cui è stato dimostrato che, quando viene indotto un rituale, il disagio e la voglia di ritualizzare spontaneamente si riducono quando i rituali (compulsioni) non vengono eseguiti.

Questi ricercatori hanno elegantemente chiarito la teoria comportamentale del disturbo ossessivo compulsivo, secondo cui il trattamento comportamentale del disturbo ossessivo compulsivo si basa sull’ipotesi che i pensieri ossessivi, attraverso il condizionamento, vengono associati ad un’ansia che non si è riuscita a domare.

I malati hanno sviluppato comportamenti di evitamento (come il controllo e il lavaggio ossessivi), che prevengono l’estinzione dell’ansia.

ERP

Questo porta direttamente al trattamento comportamentale noto come ERP, in cui la persona è: (a) esposta a stimoli che provocano la risposta ossessiva e (b) aiutata a prevenire le risposte di evitamento e di fuga (compulsive).

Un contributo importante allo sviluppo dell’ERP è stata l’osservazione che il verificarsi di ossessioni porta ad un aumento dell’ansia e che le compulsioni portano alla sua successiva attenuazione. Quando le compulsioni venivano ritardate o prevenute, le persone con disturbo ossessivo compulsivo sperimentavano un decadimento spontaneo dell’ansia e dell’urgenza di eseguire compulsioni. La pratica continuata ha portato all’estinzione dell’ansia.

Gli “esperimenti di decadimento spontaneo” che hanno dimostrato ciò sono stati cruciali sia per i terapeuti che per i pazienti per essere sicuri che, se si fossero confrontati con le loro paure, l’ansia e il disagio sarebbero diminuiti e alla fine sarebbero scomparsi.

Queste prime teorie ed esperimenti comportamentali preparano il terreno per la successiva teoria e trattamento cognitivo-comportamentale.

Teoria cognitiva 

Molti teorici cognitivi credono che gli individui con DOC abbiano convinzioni errate e che sia la loro interpretazione errata dei pensieri intrusivi che porti al DOC.Secondo il modello cognitivo del DOC, tutti sperimentano pensieri invadenti di tanto in tanto.

Tuttavia, le persone con DOC hanno spesso un senso di responsabilità amplificato e interpretano erroneamente questi pensieri come molto importanti e significativi tanto da portare a conseguenze catastrofiche.
La ripetuta interpretazione errata dei pensieri intrusivi porta allo sviluppo delle ossessioni e poiché i pensieri sono così angoscianti, l’individuo si impegna in un comportamento compulsivo per cercare di resistere, bloccare o neutralizzare i pensieri ossessivi.

La teoria cognitivo-comportamentale si sviluppò concentrandosi sul significato attribuito agli eventi interni (o esterni).  La teoria cognitivo-comportamentale si basa sulla teoria comportamentale in quanto inizia con l’identico presupposto che il pensiero ossessivo abbia le sue origini nelle normali cognizioni intrusive.
Tuttavia, nella teoria cognitiva la differenza tra le normali cognizioni intrusive e le cognizioni intrusive ossessive non sta nel verificarsi o addirittura nella (non)controllabilità delle intrusioni stesse, ma piuttosto nell’interpretazione fatta dalle persone con DOC sul verificarsi e / o sul contenuto delle intrusioni.

Se la valutazione è focalizzata sul danno o sul pericolo, è probabile che la reazione emotiva sia ansiosa. Tali valutazioni di cognizioni intrusive e conseguenti cambiamenti di umore possono diventare parte di una spirale negativa di valutazione dell’umore, ma non ci si aspetterebbe che si traducano in un comportamento compulsivo.

I modelli cognitivo-comportamentali propongono quindi che le normali ossessioni diventino problematiche quando il loro verificarsi o il loro contenuto sono interpretati come personalmente significativi e minacciosi, ed è questa interpretazione che fa da tramite con il disagio causato.

Pertanto, secondo l’ipotesi cognitiva, i ricercatori hanno ipotizzato che il DOC potrebbe verificarsi qualora le cognizioni intrusive fossero interpretate come un’indicazione che la persona potrebbe essere, potrebbe essere stata o potrebbe diventare responsabile del danno o della sua prevenzione.

Al centro di quanto sia minacciosa questa valutazione è l’idea non solo di quanto sia probabile il risultato, ma anche di quanto sia “terribile” per l’individuo. Inoltre, ciò si scontra con la capacità dell’individuo di sapere come far fronte a queste circostanze.

Secondo i modelli cognitivi, l’interpretazione di un pensiero intrusivo si traduce in una serie di reazioni volontarie e involontarie e ognuna a sua volta può avere un impatto sulla credibilità dell’interpretazione originale.

Le valutazioni negative possono quindi agire sia come agenti causali che come agenti di manutenzione nel DOC.Alcuni ricercatori ritengono che questa teoria chiami in causa la teoria biologica perché le persone possono nascere con una predisposizione biologica al DOC ma non sviluppare mai il disturbo completo, mentre altri nascono con la stessa predisposizione ma, se soggetti a sufficienti esperienze di apprendimento, sviluppano il DOC.

Stress

Lo stress e il comportamento dei genitori sono fattori ambientali accusati di essere causa del DOC, ma nessuna prova lo ha finora dimostrato.

Lo stress in realtà non causa DOC, ma importanti stress o eventi di vita traumatici possono accelerare l’inizio del DOC. Tuttavia, non si pensa che questi causino il DOC, ma piuttosto lo inneschino in qualcuno già predisposto al disturbo.

Se non trattata, l’ansia quotidiana e lo stress nella vita di una persona peggioreranno i sintomi del DOC.

I problemi a scuola o al lavoro, le pressioni degli esami universitari e i normali problemi quotidiani che le relazioni possono portare sono tutti fattori che contribuiscono ad aumentare la frequenza e la gravità del DOC di una persona.

Depressione

A volte si pensa anche che la depressione causi il DOC; anche se senza dubbio la depressione peggiorerà i sintomi del DOC, la maggior parte degli esperti ritiene che la depressione sia spesso una conseguenza del DOC piuttosto che una causa.

FONTE: https://www.ocduk.org/

Articolo Tradotto e rivisto dalla Dot.ssa Rosanna Tremamondo

Conclusioni

Come potete vedere, vi è una serie di fattori che contribuiscono alla causa del DOC, e vi è ancora molta contesa teorica sulla causa definitiva.
Tuttavia, nonostante la maggior parte delle teorie di cui sopra offrano intuizioni convincenti e altamente chiarificatrici, è possibile che una combinazione delle teorie possa essere individuata come la vera causa del DOC e che sia probabile che per una determinata persona siano coinvolti una serie di fattori.

Mentre la causa è attualmente ancora dibattuta, a volte energicamente, dagli scienziati, ciò che non è in discussione è il fatto che il disturbo ossessivo-compulsivo sia effettivamente una condizione medica cronica, ma altrettanto curabile.

È anche importante non fissarsi sulle cause del nostro DOC, con la conseguenza di dedicare meno tempo a combatterlo e affrontarlo.  Anche se pensiamo di aver identificato una causa, non ci aiuterà necessariamente a superare il DOC , quindi il nostro obiettivo deve rimanere quello di affrontare il problema che abbiamo in questo momento, oggi, nel qui e ora.

 

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