Come ti comporti quando sei criticato?
Reagisci nello stesso modo davanti ad ogni tipo di critica?
Sei una persona che tende a subire passivamente o arrabbiarsi?
Gestire le critiche non è semplice, ma è una abilità che si può sviluppare per imparare a comunicare meglio con gli altri e vivere relazioni sociali più serene.
Innanzitutto, possiamo distinguere due diverse tipologie di critiche: quelle costruttive e quelle manipolative.
Vediamo le loro caratteristiche.

Le critiche costruttive

Sono generalmente utili, favoriscono il dialogo e il confronto. Sono rivolte al comportamento, agli aspetti che possono esserne migliorati e non alla persona.
Ieri sera sei arrivato con venti minuti di ritardo al nostro appuntamento”, “Nell’ultima parte della presentazione che hai fatto l’altro giorno, sei stata molto sintetica” “Hai finito il lavoro che ti avevo chiesto? Il termine per la consegna era due giorni fa e ancora non l’ho ricevuto!

Sono, quindi, dettagliate, forniscono informazioni precise e non hanno lo scopo di offendere l’interlocutore, ma di farlo crescere.
Ma come reagiscono le persone passive o aggressive se la critica è costruttiva?
La persona aggressiva tenderà ad arrabbiarsi e innervosirsi, e quindi a rispondere in modo aggressivo. Al contrario, il passivo può non rispondere o chiedere chiarimenti e, talvolta, si può avvertirne il disagio.
In entrambi i casi l’individuo non assertivo, spesso, non è in grado di distinguere la tipologia di critica che gli è stata mossa, mentre la persona assertiva è immediatamente in grado di riconoscerla, l’accetta e richiede ulteriori indicazioni per migliorare il proprio comportamento.

Le critiche manipolative

Sono rivolte alla persona, non aiutano a crescere o migliorare e sono, tendenzialmente, colpevolizzanti, inferiorizzanti e offensive.
Non riesci mai a combinare nulla di buono”, “Sei proprio inutile, meglio che faccia da solo”, “Ti ho chiesto di ritirare il cappotto in lavanderia e non ci sei andato, sei proprio inaffidabile”…

Non forniscono nessuna indicazione o precisazione, impediscono il dialogo e il confronto.

Ma come si possono gestire?
In questo caso la gestione è più complessa perché le critiche manipolative possono attivare una risposta emozionale in chi le subisce, come ad esempio: rabbia, frustrazione, disagio e sentimenti di inadeguatezza.
In particolare, le persone passive possono reagire stando in silenzio, giustificando il proprio comportamento e possono rimuginare su quanto accaduto.
Al contrario, gli aggressivi arrivano allo scontro e aggrediscono il proprio interlocutore, impedendo ogni tipo di comunicazione.
La persona assertiva, invece, riconosce la critica manipolativa e la trasforma in una critica utile, ottenendo le informazioni necessarie.
Ma vediamo meglio quali tecniche possiamo usare per trasformare una critica manipolativa in una costruttiva.

Consigli su come gestire al meglio le Critiche

critiche

Se ti trovi di fronte una critica manipolativa, alcune delle tecniche che puoi usare per difenderti sono: l’annebbiamento, la parafrasi, l’asserzione negativa e l’inchiesta negativa.

Annebbiamento
Questa abilità consente di accettare la critica che ci viene rivolta ammettendo che vi possa essere del vero. Se chi ci critica è una persona tendenzialmente aggressiva, contraddirla non fa che incrementare la sua aggressività, e ciò crea solo uno sterile prolungamento della discussione. In questi casi è necessario usare frasi del tipo: “Probabilmente tu hai ragione” oppure “Capisco il tuo punto di vista”. Può anche essere utile l’uso della “parafrasi” che permette a chi è criticato di prendere tempo e quindi di ridurre il proprio disagio, mentre chi critica si sente capito.

Vediamo il seguente dialogo:

  • È possibile che, quando ho bisogno di te, tu non sia mai disponibile? (Critica manipolativa)
  • Tu dici che quando hai bisogno di me non mi trovi mai, è vero? (Parafrasi, si accetta l’affermazione dell’altro senza giustificarsi)

Dopo che il nostro interlocutore si è “calmato”, si può iniziare un dialogo, per capire ciò che lui si aspetta da noi e chiarirgli ciò che noi siamo in grado di dargli.

“Asserzione negativa”

Con “asserzione negativa” intendiamo quell’affermazione con cui si ammette il nostro errore, dichiarandoci del tutto d’accordo con chi ci critica. Le persone aggressive tendono a non riconoscere i propri errori e a non scusarsi.

Un comportamento assertivo è quello di riconoscere di avere sbagliato e scusarsi.
Ad esempio: Ieri ti sei comportato male con Aldo. È vero, ora me ne rendo ben conto, gli telefonerò per scusarmi. (Asserzione negativa)
L’asserzione negativa riduce l’ostilità di chi critica e tende a estinguere la manipolazione.

“Inchiesta negativa”

Spesso chi critica tende a darci delle informazioni generiche. Ciò non ci aiuta a comprendere dove abbiamo sbagliato e quindi a migliorarci. Con l’inchiesta negativa si sollecita una critica più precisa e dettagliata. Se la critica è manipolativa, l’inchiesta negativa pone termine alla manipolazione portando l’altro a trasformare la critica in un discorso costruttivo. Vediamo il seguente dialogo tra un dirigente e la sua nuova segretaria:
In questo modo la critica verrà trasformata in una critica costruttiva.

Vediamo un esempio:
Ti rendi conto che non sei una persona su cui fare affidamento? (Critica manipolativa).
Tu dici che non si può fare affidamento su di me (parafrasi). Ma cos’è che non ti va nel mio modo di comportarmi? (Inchiesta negativa).
Non sei puntuale nei lavori che devi consegnarmi.
Questo è vero, non sono mai puntuale (asserzione negativa). Se vi è qualcos’altro nel mio comportamento che ti disturba dimmelo liberamente (inchiesta negativa), è meglio chiarire immediatamente gli eventuali problemi.
No, vi è solo questa mancanza di puntualità.
Ti ringrazio di avermelo detto. Ti sarei grato per il futuro, se questo non ti disturba, di sollecitarmi due o tre giorni prima della data di consegna del lavoro.
Te lo ricorderò senz’altro.

Infine, ecco quali sono le abilità che possiede una persona assertiva, quando è criticata:

  1. discrimina il tipo di critica (costruttiva o manipolativa);
  2. usa tecniche verbali per “bloccare” la manipolazione;
  3. evita le giustificazioni o le scuse, ma riconosci, se c’è un tuo errore;
  4. accetta il “punto di vista” dell’altro;
  5. sollecita eventuali critiche, stimolando l’altro ad usare un linguaggio chiaro e preciso.

Lettura Consigliata sull’Assertività

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