Come ritrovare il nostro bambino interiore:  il bambino interiore è la fonte della creatività e dell’entusiasmo di ogni persona. Coltivare una relazione con il bambino che è in noi può aiutarci a guarire i disagi emotivi che derivano dal non dargli ascolto. La vita adulta può rischiare di estinguere la fiamma del nostro bambino interiore, ma possiamo lottare al fine di ritrovare e riconnetterci con questa parte di noi.

Parte 1 di 3: Incontrare il nostro bambino interiore

1. Riconnettersi col bambino. Uno dei modi per ricreare una relazione con la nostra parte bambina è quello di fare un viaggio indietro nel tempo. Possiamo stilare una lista delle cose che ci hanno fatto sentire felici nella nostra infanzia. Possiamo esplorare queste memorie e cercare di richiamare quella stessa capacità di meravigliarci. Può essere inoltre una buona idea risperimentare alcune attività. Ecco qualche idea:

  • Gli sport che praticavamo come ad esempio il calcio, la pallavolo, il basket, la danza..
  • Il contatto con la natura. Anche un picnic può essere una buona idea.
  • Il gioco del “far finta”. Una lotta contro i temibili pirati, la dimostrazione dei nostri poteri magici..

2. Identificare il proprio bambino interiore. Se la relazione con il nostro bambino si è affievolita nel tempo, possiamo provare a comprendere in quale “modalità” o “forma” si trovi nel momento specifico. Questo può aiutarci a creare una mappa che ci indichi la strada per farlo tornare nella nostra vita.  Alcuni esempi sono:  

  • Il bambino abbandonato. Questo bambino interno si manifesta spesso inseguito a un divorzio tra genitori o alla carenza di affetto. Alcune caratteristiche sono la paura di essere abbandonati e il sentimento di insicurezza e solitudine.
  • Il bambino gioioso. Questo bambino costituisce un lato sano ma spesso trascurato della vita adulta. Questa parte bambina ama divertirsi in modo spontaneo e vivere libero da sensi di colpa o ansia.
  • Il bambino spaventato. Un bambino spesso vittima di molte critiche che vive con estrema ansia la mancanza di approvazione.

3. Scrivere una lettera al bambino interiore. Può essere una lettera in cui si esprime il proprio dispiacere per aver trascurato il bambino che è in noi e il desiderio di rimediare. O una semplice lettera in cui si esprime il desiderio di rafforzare il legame.

  • È importante usare un linguaggio adatto ai bisogni del bambino che è in noi. Se è spaventato, è bene cercare di rassicurarlo e rasserenarlo. Sa ha paura dell’abbandono, fargli sapere che faremo del nostro meglio per rimanergli accanto. Se è spensierato, dirgli che desideriamo fare onore allo stupore e alla spensieratezza.

4. Coltivare uno spazio sicuro. Il bambino interiore è vulnerabile. È possibile che abbia bisogno di sentirsi al sicuro prima di manifestarsi. Molte persone nascondono o negano l’esistenza del bambino interno in quanto ritengono che rappresenti una forma di debolezza. Se si desidera entrare in contatto con lui è importante essere gentili, fermi e avere un approccio graduale.

  • Possiamo sedere tranquillamente e comunicargli che desideriamo sapere qualcosa di più di lui, che siamo disponibili a parlare e che desideriamo farlo sentire al sicuro. Potrebbe sembrare sciocco, ma quello che si cerca di fare è avere accesso a una parte di noi stessi, un luogo della nostra mente inconsapevole.

5. Ascoltare i propri sentimenti. Una delle cose più importanti da fare per entrare in contatto col nostro bambino interno, è prestare attenzione alle emozioni che emergono quotidianamente nella nostra vita. Queste potrebbero avere un legame con molte delle esperienze positive o negative della nostra infanzia, quando eravamo più vulnerabili. Le insicurezze e le paure del bambino interno, come anche i momenti di gioia e la capacità di stupirsi, spesso si dispiegano nella nostre emozioni adulte, condizionandole.  

  • Durante il giorno, ponete attenzione a voi stessi e chiedetevi “Come mi sento proprio ora?”. Provate a dare un nome a quelle emozioni.

6. Diventare consapevoli della critica interna. Uno degli ostacoli maggiori nel riuscire a dare al bambino interno l’attenzione e la cura di cui ha bisogno è la voce critica che è in noi. Questa voce potrebbe ricordarci che siamo troppo grandi per avere tante insicurezze o comportamenti infantili.

  • La critica interna comincia a svilupparsi nell’infanzia come reazione alla repressione del bambino. È importante riconoscere questa parte critica che tenta di scoraggiare e ferire il bambino che è in noi, senza però entrare in un conflitto negativo.
  • Rispondere alla voce critica dicendo “Ho capito da dove vieni. So che vuoi ferirmi. Vieni da me e io ti ascolterò”

FONTE: Wikihow