Ci sono degli ostacoli mentali che si possono frapporre tra voi e i vostri sogni atletici. Quando parliamo di ostacoli mentali ci riferiamo a qualsiasi problema psicologico o emotivo che interferisce con la capacità di svolgere la vostra prestazione sportiva migliore.

Tutti gli strumenti mentali che si utilizzano nella pratica e nelle competizioni sportive non vi aiuteranno a raggiungere i vostri obiettivi sportivi se in primis non si possiede un atteggiamento orientato al successo e se non sono stati “rimossi” gli ostacoli che predispongono al fallimento. Una cosa è avere la capacità di andare avanti, fisicamente, tecnicamente, tatticamente e mentalmente, e una cosa completamente diversa è avere ancore psicologiche ed emotive che vi appesantiscono e vi impediscono di procedere con fiducia e determinazione. Qui di seguito sono elencati gli ostacoli più frequenti e che maggiormente rischiano di lasciarvi indietro nelle vostre prestazioni sportive.

1. Sovrainvestimenti

Soprattutto chi fa dello sport un lavoro, il livello di investimento è altissimo. Più lo sport diventa una parte importante della vostra vita, più profondo sarà l’impegno e lo sforzo per raggiungere dei risultati, per rispondere positivamente alle battute d’arresto e perseverare di fronte alle inevitabili sfide di perseguire la propria grandezza personale come atleta. Ma attenzione a quando gli investimenti superano una certa soglia. Se vi preoccupate troppo per lo sport o è troppo importante per voi, tanto da diventare una parte di ciò che siete, è molto rischioso. Il sovrainvestimento può effettivamente costare psicologicamente ed emotivamente. A volte i risultati in una gara sportiva diventano una questione di vita o di morte e questo non perché la vostra incolumità fisica è a rischio, ma piuttosto perché il risultato sportivo determina la vostra identità e il valore che date a voi stessi. Gli obiettivi sportivi devono essere in equilibrio con altri ambiti altrettanto importanti della vita, il che significa che lo sport deve essere una parte della vostra vita, non la vita stessa. E’ fondamentale trovare altre fonti di significato e soddisfazione nella vita al di fuori dello sport. In questo modo si riconosce che, anche se non raggiungete i vostri obiettivi sportivi, sarete comunque felici (per esempio, ancora amati dalla vostra famiglia, voluto dai vostri amici, e in grado di trovare il successo in altri ambiti della vostra vita).

2. Perfezionismo

La nostra cultura venera i perfezionisti. La particolarità di queste persone è la presenza di standard elevati severi e la ricerca senza sosta della perfezione per poter raggiungere il successo. Eppure, c’è un lato oscuro del perfezionismo che potrebbe non essere conosciuto. Gli obiettivi prefissati per se stessi sono spesso irraggiungibili, con conseguente fallimento quasi garantito (almeno ai loro occhi). L’autostima dei perfezionisti è strettamente collegata da come essi svolgono le loro prestazioni e dai risultati che ottengono. Si rimproverano senza pietà se non riescono ad arrivare a questi obiettivi “perfezionistici” (irrealisitici). I perfezionisti temono il fallimento quanto più per loro è importante il successo in determinati ambiti. Da cio ne consegue che farete difficoltà ad incontrare un perfezionista veramente felice, perché come si può essere felici se non si è perfetti? (che, come esseri umani è praticamente impossibile). Un antidoto alla perfezione è l’eccellenza, che prende tutte le cose buone che il perfezionismo ha da offrire, ad esempio, imponendo un livello alto ma pur sempre raggiungibile e realistico e rigetta tutte le cose cattive relative al perfezionismo. L’eccellenza considera l’errore umano e incoraggia inoltre l’assunzione di rischi, perché il fallimento non è minaccioso. Infine, l’eccellenza vi permetterà di inseguire i vostri obiettivi in modo divertente ed eccitante, piuttosto che provocare ansia (determinando in tal modo, invece di sminuire la felicità).

3. Paura del fallimento

La paura del fallimento è la più comune e la più dannosa degli ostacoli che si incontra quando si lavora con gli atleti. La realtà è che non vale la pena temere il fallimento. La paura del fallimento deriva dal significato che si collega ad esso (ad esempio, “I miei genitori non mi amano”, “sarò un fallimento in tutto quello che faccio”). In generale la paura del fallimento deriva da una cultura che promuove l’iperealizzazione e considera il fallimento come peggiore della morte…da evitare a tutti i costi. Questa paura può essere così grande che si diventa più focalizzati su come evitare il fallimento piuttosto che perseguire il successo. In tal modo, si diventa disposti a correre rischi e persino sabotare i vostri sforzi per avere successo e proteggersi dalla possibilità di fallire, anche quando le probabilità di fallimento sono di piccole dimensioni. L’unico modo per raggiungere il successo è quello di accettare che si potrebbe non riuscire e va bene così. Imparare ad essere soddisfatti del lavoro che si è fatto a prescindere dal suo risultato. Se lo sapete, le vostre opportunità non sono del 100%, ma maggiori di zero. Se siete in grado di “lasciar andare” la paura del fallimento, potreste finalmente sentirvi liberi di immergervi e abbandonarvi nello sport.

4. Aspettative

Le aspettative sono il bacio della morte nello sport, in altre parole, se si partecipa ad una competizione incentrata sulla attesa di un certo risultato, si è praticamente certi di non ottenere quel risultato. Le aspettative sono così dannose perché ti predispongono ad un confronto con quelle che sono le vostre aspettative e che sostanzialmente riguardano quello che vi aspettate da voi stessi. Non soddisfare le aspettative viene percepito come un fallimento. Quindi c’è una forte correlazione tra elevate aspettative e paura del fallimento. Per esempio, “mi aspetto di vincere oggi” … o altro. Il “oppure” può essere: “la gente pensa che io faccia schifo, non sarò in grado di competere, i miei sogni di essere un professionista saranno infranti”, o qualche altro scenario altrettanto catastrofico. Il peso delle aspettative si traduce in pressione immensa, che, a sua volta, produce dubbio, preoccupazione e ansia, ognuno dei quali porterà ad un improbabile risultato rispetto a ciò che si aspettava. L’obiettivo è quello di lasciare andare la necessità di aspettative e di abbracciare la possibilità di obiettivi. L’obiettivo di “Voglio vincere” è molto differente che l’aspettativa “Ho bisogno di podio.” Con il primo, desiderate spostarvi verso il vostro obiettivo con determinazione ed entusiasmo; con il secondo, invece, si vuole evitare l’attesa come la peste.

5. negatività

I quattro ostacoli appena descritti creano un muro invalicabile di negatività che garantisce sostanzialmente sia il fallimento sia la completa assenza di godimento nel vostro sport. Si perde la fiducia e aumentano i dubbi. Si esegue la prestazione con un senso di morte imminente. Si esperisce una tremenda ansia e tensione da essere incapaci fisicamente di svolgere al meglio l’azione. Se siete il vostro peggior nemico, allora non avrete nessuna possibilità di svolgere con migliori risultati e raggiungere i vostri obiettivi.

Quando si prepara mentalmente un atleta, la rimozione di questi ostacoli deve essere la priorità, perché, se non li si considera, le possibilità di successo sono molto basse. Il vostro obiettivo è quello di passare da questa posizione di debolezza, fondata su investimenti eccessivi, come il perfezionismo, la paura del fallimento, aspettative, e la negatività, ad una di forza che comprende un investimento sano nel vostro sport, il perseguimento di eccellenza, lotta per obiettivi alti, e avere un atteggiamento positivo. Naturalmente, questo cambiamento è più facile a dirsi che a farsi, ma si inizia con la consapevolezza degli ostacoli che voi o altri avete posto nel vostro percorso verso i sogni atletici. L’impegno al cambiamento richiede anche la consapevolezza del fatto che, forse la strada che si sta percorrendo non vi porterà a destinazione. Dopo di che, è necessario comprendere come gli ostacoli sono venuti in essere, perché vi fanno male, e poi fare il lavoro necessario per abbatterle. Solo allora si ha la possibilità di svolgere al meglio e raggiungere gli obiettivi sportivi prefissati.

FONTE: www.psycologytoday.it