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L’ ILLUSIONE DI CAMBIARE IL PARTNER: LA SINDROME DEL PIGMALIONE

CAMBIARE partner

E’ una persona fantastica! Ci sono solo alcune cose che col tempo riuscirò a fargli cambiare”. Quante volte abbiamo sentito queste parole e quante volte si sono rivelate soltanto un’ illusione.

Contenuti di questo post:

    Cosa ci porta a scegliere il nostro partner? Cosa ci fa innamorare di una persona e ci porta a instaurare una relazione? Potrebbe sembrare facile rispondere; sappiamo cosa ci ha attratto di una persona e perché, cosa ci piace di lui o lei. Spesso però risuonano questi pensieri: “Certo se non fosse per il modo di parlare, se leggesse di più, se mangiasse di meno, se si vestisse meglio… sarebbe perfetto. Ma in fondo queste sono cose che possono cambiare….”

    C’è da chiedersi a questo punto se siamo sicuri di essere innamorati del nostro partner per come è oppure dell’ideale che noi abbiamo di lui/le, di ciò che pensiamo possa diventare: o meglio dell’idea di come dovrebbe essere. Questo atteggiamento, in verità molto comune, è noto anche come sindrome di Pigmalione.

    Sindrome di Pigmalione

    Di cosa si tratta?

    Nella mitologia greca si narra la storia di uno scultore chiamato Pigmalione, che dopo aver plasmato una splendida statua in avorio raffigurante il suo ideale di femminilità e di bellezza, se ne innamora. Consumato da un amore impossibile, prega Afrodite di concedergli in sposa l’essere creato dalle sue mani, rendendolo una creatura umana. Commossa da questo suo stato di perdizione amorosa, la dea esaudisce le preghiere di Pigmalione, dando vita alla statua: Galatea.

    Come lo scultore greco modellava continuamente la sua statua per migliorarla fino a raggiungere la perfezione, così nella Sindrome di Pigmalione, la persona amata non viene totalmente apprezzata per quello che è, ma per quello che potrebbe essere cambiandola per adattarla sempre più alle proprie aspettative.

    Cambiare continuamente Partner

    Colui che vive la Sindrome di Pigmalione vorrebbe cambiare il partner sulla base di ciò che considera desiderabile, giusto e bello, vivendo la relazione nella prospettiva di un cambiamento. Può essere molto gratificante prenderci cura dell’altro tanto da impegnarci a tirare fuori il meglio di lui. Ma quando non è questo ciò che motiva le nostre azioni, quando alla base c’è il  desiderio di cambiare l’altro, come ci sentiamo?

    Altre volte la difficoltà ad accettare le “imperfezioni” che percepiamo nell’altro ci parlando delle differenze tra ciò che l’altro è realmente e quello che consideriamo il nostro modello (come dovrebbe essere il nostro partner). L’ideale a cui facciamo riferimento ci sembra il meglio a cui si possa aspirare, ma siamo certi che sia la cosa migliore per l’altra persona… o lo è piuttosto per noi stessi?

    Pigmalione crea la sua Galatea, una statua in tutto e per tutto frutto della sua fantasia, che non sceglie di essere creata ne animata. Nella relazione, al contrario, ci confrontiamo con persone che, come noi, hanno diritto di esprimere la propria individualità, con aspetti positivi, ma anche negativi. Quello che dobbiamo capire è se i difetti che l’ altro manifesta sono intollerabili per noi. 

    Allora chiediamoci anche sulla base di cosa noi abbiamo scelto, o ci siamo fatti scegliere dal nostro partner. Se abbiamo prestato attenzione a quegli aspetti per noi importanti, o cosa abbiamo pensato accorgendoci della loro assenza.

    Perché scegliamo proprio quel partner?

    Scegliere è un atto di responsabilità: scegliamo sulla base dei nostri bisogni, non sempre così espliciti, valori e interessi. Scegliamo l’altro per il modo in cui questi ci fa sentire. Scegliere l’altro implica quindi prima conoscere effettivamente di cosa noi abbiamo più bisogno, e come cerchiamo di ottenerle, cosa ci spinge verso l’altro.

    Proviamo con un esempio…Qual è la nostra ricetta dell’amore?

    Immaginiamo l’amore come una torta. Se non so che torta voglio finirò per scegliere gli ingredienti a caso. Se voglio un pan di spagna non posso dimenticare le uova! Ma una volta scelta la torta, saprò che alcuni ingredienti sono fondamentali, ciò che per me è importante. Altri ingredienti possono essere superflui o indifferenti, utilizzare della scorza di arancia o limone per me è uguale, così alcuni aspetti non saranno così determinanti. Infine ci sono alcuni “ingredienti” assolutamente da evitare in un dolce, come l’aceto. Oppure a cui io sono allergico. Inutile mettere gocce di cioccolato se mi danno allergia e pretendere poi di eliminarle una a una! Così è difficile pensare di innamorarsi di una persona che si dichiara amante solo del calcio e poi trascinarlo al balletto dell’opera o a una lettura di poesie russe!

    Che tipo di torte abbiamo provato a cucinare e con quale risultato? Assumiamoci la responsabilità di aver sbagliato ricetta… la buona notizia è che si può sempre migliorare.

    5 Consigli per chi cambia spesso Partner

    Cambiare spesso partner non è di per sé un “problema”, ma può essere un segnale di qualcosa che merita una riflessione più profonda, soprattutto se la persona non si sente soddisfatta, sperimenta disagio, o nota schemi che si ripetono (es. relazioni brevi, insoddisfacenti, conflittuali o evitanti). La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) può offrire spunti utili per esplorare e, se necessario, modificare questo tipo di dinamica relazionale.

    1. Riconoscere gli schemi ripetitivi

    È utile fermarsi a osservare:

    • Quali caratteristiche cerchi nei partner?
    • Come iniziano e finiscono le relazioni?
    • Ci sono emozioni ricorrenti, come noia, insicurezza, ansia, delusione?
    • Ti capita di allontanarti quando la relazione diventa più profonda?

    Individuare schemi ripetitivi aiuta a identificare convinzioni disfunzionali, come: “Meglio lasciare prima di essere lasciati”, oppure “Se non c’è passione immediata, non è amore vero”.

    2. Diventare consapevoli delle emozioni

    Il bisogno di cambiare spesso partner può nascondere l’evitamento di emozioni scomode, come la paura del rifiuto, la noia o la vulnerabilità. Lavorare sull’accettazione e la gestione di queste emozioni è fondamentale. Scrivere ciò che si prova nei momenti di dubbio o voglia di “fuggire” può aiutare a fare chiarezza e non agire impulsivamente.

    3. Dare tempo alla relazione

    Le relazioni più profonde e soddisfacenti richiedono tempo. Chi interrompe spesso le relazioni nelle fasi iniziali può non arrivare mai a sviluppare intimità emotiva e fiducia. È utile spostare l’attenzione dal “la persona è giusta o no?” al “che tipo di relazione sto costruendo?”.

    4. Rivedere le aspettative

    Molte persone cercano la relazione perfetta, priva di conflitti e piena di emozioni forti. Questa idealizzazione può portare a una continua insoddisfazione. La TCC propone di sostituire pensieri irrealistici con alternative più utili, ad esempio: “Le relazioni richiedono lavoro”, oppure “I momenti di difficoltà fanno parte di un rapporto sano”.

    5. Esplorare il proprio stile di attaccamento

    Alcune dinamiche relazionali si spiegano con lo stile di attaccamento: ansioso, evitante, disorganizzato o sicuro. Chi cambia spesso partner tende ad avere uno stile evitante (paura dell’intimità) o ansioso (bisogno eccessivo di conferme). Comprendere il proprio stile è il primo passo per modificarlo.

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