Che cos’è l’assertività?

Hai paura di sbagliare? A una richiesta, hai difficoltà a rispondere di “NO” senza sentirti in colpa o giustificarti? Fai fatica a far valere i tuoi diritti? Probabilmente tendi a essere una persona passiva.

All’opposto c’è la persona che si impone sugli altri, pensa di avere sempre ragione, manipola e strumentalizza chi gli è vicino per il proprio tornaconto. In questo caso, siamo di fronte a una persona aggressiva.
Il comportamento ottimale è quello assertivo, di chi raggiunge i propri scopi senza imporsi sugli altri, è in grado di comunicare il proprio stato d’animo e le proprie emozioni, non strumentalizza nessuno per il proprio vantaggio ma crea condivisione sugli obiettivi da conseguire.
Potremmo dire che la persona assertiva riesce a generare intorno a sé un ambiente favorevole e facilita i rapporti interpersonali.

Differenza tra passività, aggressività e assertività

Il comportamento assertivo si colloca tra quello passivo e quello aggressivo.
Vediamo insieme le caratteristiche di questi comportamenti.

Stile di comportamento passivo

È la persona che prova ansia nel dichiarare il proprio punto di vista e a comunicare i propri stati d’animo, si scusa e si giustifica, annulla i propri bisogni in funzione di quelli altrui. Frasi che caratterizzano la persona passiva possono essere: “Scusa se ti creo disturbo…”, “Non so se ciò che ti dirò potrà interessarti…”, “Forse non sono all’altezza di affrontare quella situazione…“, “Spesso mi rendo conto che gli altri sono più sicuri di me“.

Stile di comportamento aggressivo.

Le persone con questo comportamento annullano i bisogni degli altri per soddisfare i propri, non accettano il punto di vista altrui e hanno un atteggiamento giudicante.
Alcune frasi che caratterizzano il comportamento aggressivo sono: “Tu sbagli sempre…”, “Devi sempre ascoltarmi prima di fare qualcosa perché non sei all’altezza…”, “Ti rendi conto che gli altri sono migliori di te?

Stile di comportamento assertivo

Una caratteristica di queste persone è quella di rispettare i bisogni degli altri, senza annullare i propri. Ascoltano e riescono a negoziare, trovando soluzioni che soddisfino tutti. Sono persone con cui si sta bene e si collabora facilmente perché creano un ambiente di lavoro positivo.

La comunicazione assertiva

Diventare assertivi è possibile e lo vedremo con l’utilizzo di alcune tecniche che permettono di sviluppare questo tipo di comportamento.
La logica della comunicazione assertiva si basa sul concetto del “Win-Win”. Le persone devono arrivare a un compromesso. Questa strategia permette di creare rapporti interpersonali e lavorativi basati sulla reciproca accettazione e comprensione.
Vediamo alcuni comportamenti efficaci:

Il linguaggio non verbale

Noi valutiamo immediatamente chi ci sta davanti tramite il suo comportamento non verbale: da come ci guarda, dalla sua postura, dalla sua mimica, da come muove le mani e da come si siede. Queste valutazioni sono automatiche e istintive. Guardare direttamente negli occhi chi sta parlando, avere un atteggiamento rilassato e disteso, utilizzare in modo appropriato le mani rispetto alla comunicazione verbale, fa sì che si venga percepiti come persone franche, schiette e positive.

L’ascolto attivo

Quando un interlocutore sta esponendo il proprio punto di vista o la propria opinione, è importante ascoltarlo senza avere un atteggiamento giudicante. In questo caso è utile usare la parafrasi, cioè ripetere con altre parole ciò che ha affermato chi sta parlando.
Parafrasi: “Vorrei sapere se ho capito bene il tuo punto di vista…”
Riepilogo: Al termine del suo discorso riepilogare cosa ha detto il nostro interlocutore evidenziandone i punti principali, in modo da fargli comprendere che siamo stati attenti.
L’attenzione migliora il rapporto e riduce la presa di posizioni rigide.

Esprimere i propri bisogni in modo diretto e chiaro

Per aiutare gli altri a comprendere i nostri bisogni e le nostre esigenze, è bene esprimersi in modo chiaro e concreto. Non utilizzare frasi generiche che non danno informazioni specifiche, tipo: “Mi sembra che ultimamente sei troppo distratto al lavoro e non sei molto efficiente”. Queste affermazioni non offrono alcuno spunto per far modificare il comportamento all’altro.
La persona assertiva non giudica ma presta attenzione e fornisce indicazioni affinché l’altro possa migliorare.
Ecco come la persona assertiva riformulerebbe la frase precedente.
Descrivere il comportamento: “Le ultime due relazioni che ti ho chiesto presentavano tre inesattezze”.
Valutazione positiva della persona: “Mi rincresce vederti così distratto e abbattuto e sono molto preoccupato perché so che sei una persona sempre puntuale e precisa”.
Esprimere il proprio bisogno: “Ho bisogno di confrontarmi con te in modo da rivedere insieme gli errori fatti ed evitarne altri.”
Richiesta diretta: “Possiamo parlarne oggi pomeriggio?”

Imparare a dire NO.

In molte situazioni, sia nella vita personale che lavorativa, diventa difficile dire NO per paura delle conseguenze.
Immaginiamo che un collega di lavoro ci chieda di uscire a cena ma non siamo interessati al suo invito.
Richiesta: “Mi piacerebbe andare a cena con te una di queste sere. Sei disponibile?
La persona assertiva risponde senza giustificarsi ne scusarsi anche se, in alcuni casi, può sembrare difficile, ma una risposta diretta e assertiva può evitare futuri problemi di comunicazione.
Risposta: “Ti ringrazio molto dell’invito ma non me la sento di venire a cena con te
Offrire ragioni o scuse darebbe il via solo a inutili discussioni.

Durante il Training Assertivo vengono insegnate molte tecniche da mettere in atto.
Ne anticipiamo due.

Il disco rotto
Quando un bambino desidera qualcosa continua a ripetere incessantemente la sua richiesta e, spesso, l’adulto cede e accondiscende alla sua domanda.
Possiamo utilizzare tale tecnica in due tipi di situazioni diverse: quando vogliamo rifiutare qualcosa o quando vogliamo far fare qualcosa a qualcun altro.
Pensate di essere a dieta sentirvi dire da un amico: “Assaggia questo dolce, è davvero ottimo. Lo so che sei a dieta ma, per una volta, puoi fare uno strappo”. E voi: “Sono sicuro che sia buonissimo, ma sono a dieta e non lo posso mangiare”. E se l’altro insiste, continuate a ribadire il vostro rifiuto, ripetendo che siete a dieta.
Se vi fanno una richiesta che voi volete rifiutare, potete tranquillamente ripetere: “No grazie, non sono interessato!”
Di solito, dopo il terzo rifiuto, smetteranno di infastidirvi.
È importante ricordarsi che non ci si deve giustificare, perché se lo si fa, l’altro può trovare appigli per continuare a insistere.

Inchiesta negativa
Quando siamo in grado di capire che il comportamento dell’altra persona tende a manipolarci, possiamo utilizzare l’inchiesta negativa.
Dobbiamo chiedergli di continuare a criticarci, con lo scopo di trasformarle da manipolative a costruttive, cioè incentrate sul comportamento e non sulla persona.
Ecco alcuni esempi.
Critica: “Tu pensi sempre a te stesso, ti metti sempre al primo posto, i tuoi bisogni vengono sempre per primi”.
Risposta: “Ma in che senso dici che miei bisogni vengono sempre per primi? Puoi spiegarmelo meglio?”
Critica: “Tu sei una persona svogliata, non ti applichi abbastanza”.
Risposta: “Per favore, puoi spiegarmi cosa intendi quando dici che non mi applico?
Critica: “Tu sei egoista!”
Risposta: “Perché mi metti addosso questa etichetta?”
Questo metodo può essere particolarmente utile nei contesti lavorativi, quando ci troviamo di fronte a un superiore che ci fornisce informazioni generiche come: “Finisca rapidamente questa relazione e cerchi di essere preciso!”, senza aggiungere spiegazioni più dettagliate. In questo caso è opportuno richiederle adoperando frasi del tipo: “Gradirei che mi indicasse gli argomenti da sviluppare in modo più chiaro e poi, quando avrò terminato, mi farebbe piacere avere il suo punto di vista.”
In questo modo si evitano fraintendimenti e le critiche diventano utili.

Imparare l’assertività con l’aiuto del Training Assertivo.

Gli incontri saranno 10 in totale, uno alla settimana della durata di 1 ora e mezza ciascuno.

Argomenti trattati.

Stili di comportamento

  • Presentazione dei partecipanti al gruppo
  • Breve introduzione degli stili di comportamento: passivo, assertivo, aggressivo
  • Lavoro di gruppo per individuare le caratteristiche tipiche di ogni stile di comportamento
  • Identificazione e riconoscimento dello stile di comportamento di ciascun partecipante
  • I diritti assertivi
  • L’impiego dei 52 pensieri per volersi bene

La comunicazione assertiva

  • La comunicazione non verbale
  • La comunicazione verbale
  • La comunicazione circolare: le domande aperte- l’autoapertura
  • Acquisizione e potenziamento di abilità sociali per migliorare la comunicazione con gli altri, attraverso esercitazioni pratiche
  • Fare richieste
  • Rifiutare richieste: “saper dire No senza sentirsi in colpa”
  • L’autogiustificazione

Le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo

  • Esprimere i propri punti di vista e le proprie opinioni
  • Esprimere sentimenti ed emozioni
  • L’attenzione ai bisogni, ai desideri e ai gusti dell’altro
  • Fare i complimenti e accettare i complimenti
  • Apprendere l’auto-ipnosi per gestire le proprie emozioni negative e l’ansia

Le critiche

  • Le critiche: tipi di critiche
  • La gestione delle critiche
  • Introduzione alle aspettative

Le Aspettative:

  • Crearsi aspettative: vantaggi e svantaggi
  • Creare false aspettative: vantaggi e svantaggi
  • Le aspettative nei rapporti di coppia, nell’amicizia, con i figli e nel mondo del lavoro

Modalità di erogazione del corso

  • Lezioni frontali interattive e simulate
  • Materiale didattico
  • File audio e video

 

Lettura Consigliata sull’Assertività

 

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