Icona Blog
Il blog di iWatson

Anoressia. Cause, sintomi e trattamento

anoressia

Rifiutare regolarmente il cibo per mantenersi più magri possibile non è una scelta di vita sana. È un disturbo alimentare che può avere conseguenze gravi sul benessere fisico e mentale. La denutrizione può avere conseguenze fatali. Cos’è l’Anoressia (Nervosa) L’Anoressia nervosa, più comunemente detta anoressia, è un disturbo alimentare e metabolico che ha come conseguenza

Contenuti di questo post:

    Rifiutare regolarmente il cibo per mantenersi più magri possibile non è una scelta di vita sana. È un disturbo alimentare che può avere conseguenze gravi sul benessere fisico e mentale.
    La denutrizione può avere conseguenze fatali.

    Cos’è l’Anoressia (Nervosa)

    L’Anoressia nervosa, più comunemente detta anoressia, è un disturbo alimentare e metabolico che ha come conseguenza un’eccessiva perdita di peso e un’estrema magrezza provocata dalla denutrizione auto indotta.

    Si stima che circa il 2% delle donne americane e lo 0.3% degli uomini svilupperà questa patologia nel corso della vita (ricerche della National Eating Disorders Association).

    Sebbene si presenti più tipicamente in età adolescenziale e nel genere femminile, chiunque, a qualunque età, di qualsiasi razza o ceto sociale può soffrire di anoressia.

    Atleti/e, ballerini/e, chiunque lavori o studi in ambienti che enfatizzano fisici magri sono particolarmente a rischio.

    Oltre all’estrema magrezza e alla paura di prendere peso, sintomi comuni di anoressia sono saltare i pasti, rifiutare di mangiare in pubblico, frequenti riferimenti o lamentele sull’aumento di peso, esercizio fisico intenso ed eccessivo, mascherare la magrezza con strati di vestiti o abiti di taglia più grande.

    Chi soffre di anoressia è letteralmente consumato dagli sforzi di controllare il peso e le forme corporee.

    Il disturbo può manifestarsi in due forme principali:

    • Restricting: limitazione estrema nell’assunzione di cibo
    • Binging/Purging: occasionali abbuffate con successive condotte di eliminazione (vomito autoindotto, diuretici e lassativi)

    Cause dell’Anoressia

    Sebbene i disturbi alimentari ruotino interno al cibo, le radici del problema sono psicologiche. L’anoressia porta ad una grave restrizione di cibo e al controllo ossessivo del peso in quanto si identifica la magrezza con il valore personale. Nella mente della persona anoressica, più si è magri, più si vale, quindi la magrezza non sarà mai abbastanza.

    Sfortunatamente, l’idea distorta di come il corpo dovrebbe essere, può condurre a condizioni molto gravi.

    Come per gli altri disturbi dell’alimentazione, non esiste una singola causa nota. Sono stati identificati una serie di fattori che giocano un ruolo importante nello sviluppo di questa patologia.

    I rischi aumentano se in famiglia altri membri soffrono di disturbi alimentari. I tratti di personalità ossessivi, il perfezionismo o l’eccessiva emotività, sono solitamente associati all’anoressia.

    La genetica sembra giocare un ruolo prioritario, i ricercatori tuttavia hanno appena cominciato a ipotizzare quali geni siano coinvolti e quali cambiamenti in questi geni espongono le persone ad un rischio maggiore di sviluppare il disturbo.
    I genetisti correlano l’anoressia a depressione, ansia e disturbo ossessivo compulsivo. Hanno anche scoperto che alcuni geni del metabolismo legati al consumo dei grassi, all’attività fisica e alla resistenza al diabete di tipo 2 sembrano combinati ai geni che controllano le condizioni psichiche e questa combinazione sembra aumentare il rischio di sviluppare anoressia.

    Sebbene interessanti, questa scoperte sono solo una goccia nel mare della ricerca. Pare ci siano centinaia di migliaia di geni coinvolti nello sviluppo di questo disturbo, esattamente come nello sviluppo di molte altre patologie.

    Minnesota Study

    Molto interessante e decisivo per la definizione dei trattamenti più efficaci è stato il famoso Minnesota Study.

    La ricerca fu condotta dall’università del Minnesota nel 1945 per studiare gli effetti della denutrizione sulla popolazione reduce dalla II guerra mondiale. Gli scienziati scoprirono che la mancanza di cibo produce effetti collaterali gravi sul comportamento, le emozioni, le capacità cognitive e la personalità; gli stessi effetti negativi riscontrati nelle persone affette da anoressia.

    Ciò ha permesso di evidenziare come le caratteristiche di chi presenta questo disturbo sono conseguenti alla deprivazione di cibo, motivo per cui per intraprendere un trattamento è indispensabile prima di tutto riequilibrare l’alimentazione. In caso di mancanza degli elementi nutritivi necessari al buon funzionamento mentale ed emotivo, la psicoterapia risulta piuttosto inefficace.

    Conseguenze fisiche e psicologiche dell’anoressia

    L’anoressia deriva da e causa una varietà di problemi fisici e psicologici

    Ecco alcune gravi conseguenze fisiche della denutrizione

    • Anormale rallentamento del battito cardiaco
    • Improvvisi abbassamenti della pressione
    • Emocromo anomalo
    • Aumento nel rischio di attacchi cardiaci
    • Aumento del rischio di problemi alle ossa (osteopenia o osteoporosi)
    • Perdita del tono muscolare
    • Disidratazione che può arrivare a causare insufficienza renale
    • Ciclo mestruale irregolare
    • Bassi livelli di testosterone
    • Affaticamento, stanchezza, vertigini e svenimenti
    • Pelle secca e tendente al colore giallognolo
    • Punta delle dita bluastre
    • Secchezza e aumento della caduta dei capelli
    • Aumento della peluria in varie parti del corpo (per proteggere dal freddo)

    Conseguenze psicologiche ed emotive

    • Mentire rispetto alle abitudini alimentari
    • Irritabilità
    • Ritiro dalle attività sociali
    • Appiattimento emotivo
    • Pensieri e comportamenti ossessivi rispetto all’aumento di peso
    • Sentimenti di insicurezza rispetto al proprio aspetto
    • Diminuzione nell’interesse per il sesso
    • Ansia e depressione
    • Pensieri suicidari

    Trattamento Anoressia Nervosa

    L’anoressia nervosa è una malattia fisica e mentale molto grave, in alcuni casi letale, che richiede diagnosi e terapia appropriate. Solitamente vengono impiegate combinazioni di farmaci, psicoterapia e consigli nutrizionali.

    Se pensate di avere questo problema, potete cominciare a parlarne con il vostro/la vostra medico/a di base. Analisi mediche come esami del sangue, elettrocardiogramma, ecc. possono aiutare a comprendere eventuali rischi imminenti per la vostra salute.

    È anche molto utile fare un elenco scritto dei sintomi fisici, dei sentimenti che provate quotidianamente e dei comportamenti che mettete in atto.

    Nel 2017 il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha pubblicato le nuove linee guida per i disturbi dell’alimentazione. Le indicazioni riportate riflettono le nuove evidenze emerse nell’ultimo decennio che si sono concentrate sui risultati di studi clinici controllati, ma hanno anche considerato l’esperienza degli utenti, dei familiari, dei ricercatori e dei medici.

    Emergono due risultati fondamentali. Il primo è l’uso del nuovo termine “CBT-ED”, che comprende le diverse forme di terapia cognitivo comportamentale basate sull’evidenza scientifica per i disturbi dell’alimentazione.

    Il secondo risultato rilevante è che la Terapia Cognitivo Comportamentale per Disturbi Alimentari (CBT-ED) è stata indicata dal NICE come l’unico approccio raccomandato per la maggior parte dei casi adulti (non sottopeso), oltre ad aver dimostrato di essere un’opzione praticabile per il trattamento degli adulti sottopeso.

    Gli studi concludono che la CBT-ED è passata davanti a molte altre terapie ed è diventata un chiaro trattamento di prima scelta.

    Libro Disturbi Alimntari “Stop alle abbuffate”

    Il libro illustra i sintomi e le principali fasi di trattamento bulimia e alimentazione incontrollata secondo le indicazioni delle linee guida internazionali. Le persone che soffrono di disturbi alimentari desiderano principalmente due cose: smettere di soffrire e riuscire ad essere se stesse. Il percorso che conduce ad ottenere questi risultati non è semplice, ma i programmi cognitivo comportamentali ottengono elevate percentuali di successo verificate in modo scientifico. Con sensibilità e ironia, questo libro illustra i passi che potrebbero permettere anche a voi di dire “Finalmente ne sono fuori”.

    Scoprilo su Amazon

    Bibliografia

    • https://www.psycom.net/eating-disorders/anorexia/
    • https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/anorexia-nervosa/symptoms-causes/syc-20353591
    • https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/eat.22103
    • https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/eat.22809
    • https://www.nice.org.uk/guidance/ng69

    Il Watson è un centro specializzato per sconfiggere i disturbi alimentari  grazie alla Terapia Cognitivo Comportamentale.

    Puoi Contattarci dal sito o chiamarci allo 011 56 11102

    • Condividi
    • Facebook Logo
    • Twitter Logo
    • Linkedin Logo
    Articoli correlati
    stress
    14 Febbraio 2024 | Stress
    Di Cristina Monti

    Cos’è lo stress? Lo stress è una risposta psicofisica (di natura emotiva, cognitiva o sociale) che l’organismo mette in atto in risposta a compiti, eventi o situazioni (definiti stressor) che vengono valutati dall’individuo come eccessivi. Il concetto di stress (termine che significa sforzo, tensione) fu introdotto in medicina da Hans Selye per indicare il risultato di una situazione conflittuale tra

    tic nervosi
    25 Ottobre 2023 | DOC Stress
    Di Enrico Rolla

    Strizzare ripetutamente gli occhi, arricciare il naso, piegare la testa di lato, sollevare le spalle, emettere con la bocca suoni o rumori che a volte creano molto imbarazzo. Sono solo alcuni esempi del disturbo da tic, caratterizzato dalla presenza persistente di ticmotori o vocali, cioè movimenti o suoni improvvisi, ripetitivi e involontari. Esempi di Tic Nervosi I tic nervosi,

    Sindrome del Burnout
    06 Marzo 2023 | Stress
    Di Rosanna Tremamondo

    Tra le forme di stress che possono derivare dal lavoro, quella maggiormente riscontrata e con esito patologico è la cosiddetta “Sindrome del Burnout”. Parliamo di una vera e propria forma di esaurimento o logorio derivante dalla natura di alcune mansioni professionali.

    Seguici sui social

    <!–© Copyright 2024 Istituto Watson P.IVA: 02407780010 – Tutti i diritti su materiali e contenuti pubblicati sono protetti – Privacy Policy – Sitemap–>
    © Copyright 2024 Istituto Watson Corso Vinzaglio 12/BIS Torino P.IVA: 02407780010 – Tutti i diritti su materiali e contenuti pubblicati sono protetti
    Privacy PolicyCookie PolicyTermini e Condizioni di Vendita