A cura della Dott Enrico Rolla, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale presso l’Istituto Watson. Autore del libro “Attacchi di Panico. Come uscirne. La potenza della Terapia Cognitivo Comportamentale“
La ricerca psicologica non chiude la questione con un sì o un no, ma offre qualcosa di più interessante: mostra dove e perché uomini e donne tendono a leggere in modo diverso gli stessi segnali. E, come vedremo, la psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC) aggiunge un tassello decisivo, perché quei fraintendimenti nascono nel modo in cui la mente interpreta la realtà.
Cosa dice davvero la ricerca
Uno studio spesso citato su questo tema è quello del ricercatore Mons Bendixen, del Dipartimento di Psicologia della Norwegian University of Science and Technology (NTNU) di Trondheim, in Norvegia, pubblicato nel 2014 sulla rivista Evolutionary Psychology. I ricercatori hanno intervistato 308 partecipanti eterosessuali tra i 18 e i 30 anni, chiedendo loro delle proprie amicizie, delle attrazioni sperimentate e delle volte in cui avevano letto male i segnali dell’altro sesso (lo studio era una replica di una precedente ricerca statunitense di Haselton del 2003).
Il risultato di fondo è una simmetria rovesciata: gli uomini tendono a sovrastimare l’interesse sessuale delle donne, interpretando come “avance” comportamenti che sono solo cordiali; le donne tendono invece a sottostimare l’interesse sessuale maschile, leggendo come amichevoli segnali che amichevoli non sono.
Le partecipanti femminili, in particolare, riferivano di essersi sentite fraintese dagli amici maschi più volte nel corso dell’anno. Può suonare come uno stereotipo, ma il dato è coerente con altre ricerche.
In un articolo del 2012 su Scientific American intitolato “Men and Women Can’t Be ‘Just Friends'”, il ricercatore Adrian F. Ward — all’epoca dottorando a Harvard — commentava uno studio empirico condotto da April Bleske-Rechek e colleghi su 88 coppie di amici di sesso opposto. I due membri di ciascuna coppia venivano intervistati separatamente, con la garanzia della riservatezza.
Emergeva che gli uomini erano mediamente più attratti dalle proprie amiche di quanto queste lo fossero da loro, e soprattutto tendevano a presumere che l’attrazione fosse reciproca: la loro stima dell’interesse dell’amica dipendeva più da quanto loro si sentivano attratti che da quanto lo fosse lei davvero.
Le donne, dal canto loro, davano per scontato che l’assenza di attrazione da parte propria fosse condivisa — e anche questa, spesso, era una lettura sbagliata.
La spiegazione evolutiva
Perché questa asimmetria? Una delle ipotesi più discusse arriva dalla psicologia evoluzionistica. Secondo la cosiddetta error-management theory, gli uomini avrebbero “imparato“, nel corso dell’evoluzione, a sovrastimare l’interesse sessuale per non lasciarsi sfuggire potenziali occasioni riproduttive: nel bilancio evolutivo, un’avance rifiutata “costa” molto meno di un’occasione mancata.
Le donne, al contrario, avrebbero sviluppato una lettura più prudente, perché il costo di un errore (una relazione con il partner sbagliato) è storicamente stato molto più alto. Come ha sottolineato lo stesso Bendixen, riconoscere questi meccanismi non significa giustificarli. Anzi, comprenderli aiuta a prevenire i malintesi: una donna che ride alle tue battute, ti sta vicina o ti sfiora il braccio a una festa non ti sta necessariamente comunicando un interesse sessuale, anche se a te sembra di sì.
Quando a “tradire” i segnali è la mente: la lettura cognitivo-comportamentale
Qui entra in gioco la prospettiva della TCC.
Al di là della spiegazione evolutiva, il fraintendimento dei segnali è, momento per momento, un errore di interpretazione: la mente costruisce una conclusione (“le piaccio”, “mi sta rifiutando”) partendo da indizi ambigui, e poi la vive come se fosse un fatto certo.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha un nome preciso per questi automatismi: le distorsioni cognitive. Alcune sono particolarmente attive proprio nelle situazioni relazionali:
- Lettura del pensiero (mind reading): dare per scontato di sapere cosa l’altro pensa o prova (“è ovvio che le interesso”), senza alcuna verifica reale.
- Salto alle conclusioni: trasformare un dettaglio ambiguo (un sorriso, un messaggio) in una certezza definitiva.
- Ragionamento emotivo: usare ciò che sentiamo come prova di ciò che è vero (“provo attrazione, quindi anche lei deve provarla”).
Il punto interessante è che questi meccanismi non sono un difetto di poche persone: sono il modo ordinario in cui tutti costruiamo significati in fretta.
Diventano un problema quando sono rigidi, quando non vengono mai messi alla prova dei fatti e quando generano sofferenza o comportamenti controproducenti.
Quando il fraintendimento diventa un problema (e come la TCC interviene)
Per la maggior parte delle persone, leggere male un segnale ogni tanto è solo un episodio imbarazzante. Per altre, quello stesso meccanismo si irrigidisce in uno schema che erode l’autostima e le relazioni.
Chi vive con ansia sociale o con una marcata paura del rifiuto, per esempio, può oscillare tra due poli ugualmente disfunzionali: interpretare ogni gentilezza come interesse (con delusioni ripetute) oppure, all’opposto, ritirarsi in anticipo per non esporsi, evitando qualsiasi ambiguità relazionale.
La TCC lavora esattamente su questo snodo. Non “insegna a leggere nel pensiero” — insegna piuttosto a non doverlo fare: a riconoscere l’interpretazione automatica, a distinguerla dal dato oggettivo, a formulare ipotesi alternative e, dove possibile, a verificarle nella realtà invece di darle per certe. Un ruolo centrale lo gioca l’assertività: saper comunicare in modo diretto e rispettoso ciò che si prova e ciò che si desidera riduce enormemente lo spazio del malinteso. Un interesse chiarito con una domanda o un’affermazione esplicita non ha bisogno di essere indovinato — ed è proprio qui che si gioca la differenza tra un’amicizia che regge e una che si complica.
Nota informativa: Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e divulgativo. I contenuti non sostituiscono una consulenza psicologica o psicoterapeutica professionale. Se stai vivendo difficoltà personali o relazionali, ti invitiamo a rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta qualificato. Contattaci per una consulenza con il team dell’Istituto Watson.
Bibliografia
- Buss, D. M., L’evoluzione del desiderio. Comportamenti sessuali e strategie di coppia, Laterza, Roma-Bari, 1995 (ed. orig. The Evolution of Desire, Basic Books, 1994).
- Burns, D. D., Sentirsi bene. Il metodo per curare la depressione senza farmaci, Mondadori, Milano, 2019 (ed. orig. Feeling Good: The New Mood Therapy, 1980).
- Rolla, E., Piacersi non piacere. La via dell’assertività, Istituto Watson Edizioni, Torino, 3ª ed. 2023 (1ª ed. 1987).


