Già da qualche giorno pare che sia arrivata la bella stagione. Con essa si infittisce l’agenda dello psicologo. Tutti si chiedono come mai questo sia il periodo di esplosione dell’ansia? Che ha a che fare con l’aumento delle temperature?

 

 

 

Le condizioni climatiche estive (afa, umidità e in alcuni casi anche l’inquinamento), contribuiscono alla creazione di situazioni che possono essere facilmente scambiate con i sintomi tipici dell’ansia: eccessiva sudorazione, capogiri, spossatezza, sensazione di respirare male, di soffocamento, fame d’aria, svenimento, debolezza, tachicardia, sensazione di testa vuota, sbandamento. Molto spesso però, le persone già predisposte all’ansia rischiano di cadere in un circolo vizioso, facendosi prendere dalla paura e dall’agitazione di stare male, fino ad esperire un vero e proprio attacco di panico.E’ parecchio a rischio chi frequenta luoghi chiusi come le metropolitane, uffici molto affollati, mezzi di trasporto non ben arieggiati. In queste condizioni si presenta spesso il timore di svenire, perdere il controllo, a volte di subire un infarto o addirittura di morire. Una sensazione corporea alterata può venire interpretata come una concreta prova che stia per accadere qualcosa di grave. Vengono messe in atto quindi tutta una serie di dinamiche per cercare di evitare l’ansia e gli attacchi di panico. Ci si rinchiude in casa, si evitano i posti affollati, vengono controllate in continuazione le previsioni metereologiche, ci si concentra ossessivamente a qualsiasi percezione corporea. Ciò può già causare un’ansia anticipatoria (la paura di avere un attacco di ansia, che è spesso costituisce di per sé lo scatenarsi dell’ansia stessa). Questo naturalmente può venire evitato perché è possibile controllare l’ansia senza farsi fagocitare da essa.

Come ? Il primo passo nell’imparare a gestire le reazioni tipiche del panico è riconoscere che non sono pericolose, quindi ridimensionare e non catastrofizzare.

Un attacco di panico non può causare problemi o arresti cardiaci. I rapidi battiti cardiaci e le palpitazioni provate durante un attacco di panico possono essere molto paurose, ma non sono pericolose. Il vostro cuore è fatto di fibre muscolari molto forti e spesse e può sopportare molto più di quanto voi pensiate.

Un attacco di panico non vi farà soffocare o smettere di respirare. Durante un attacco di panico è molto comune sentire un peso sul petto e avere la sensazione di non respirare bene. Questo potrebbe farvi temere che state per soffocare. Sotto stress i muscoli del collo e del torace si contraggono e riducono la vostra capacità respiratoria. State tranquilli che non c’è niente di strano nei vostri polmoni o nel normale passaggio dell’aria e che la sensazione di stretta a petto passa. Il vostro cervello ha un innato meccanismo che eventualmente vi farà respirare a forza se non incamerate ossigeno sufficiente.

Un attacco di panico non vi farà svenire La sensazione di testa leggera che potete provare al momento di un attacco può innescare la paura di svenire. Ciò che succede è che la circolazione sanguigna del cervello si riduce leggermente a causa del ritmo respiratorio accelerato. Tutto questo non è assolutamente pericoloso e può essere immediatamente controbilanciato dalla respirazione addominale lenta e regolare preferibilmente inspirando dal naso.

Un attacco di panico non vi farà perdere l’equilibrio Durante un attacco di panico spesso si provano giramenti di testa. È probabile che la tensione influisca sul sistema di canali semicircolari dell’orecchio interno che regolano il nostro equilibrio. Per qualche minuto potreste avere la sensazione di vertigine o che le cose intorno a voi stiano girando. Anche questa sensazione svanirà come le altre. Non è pericolosa e difficilmente sarà così forte da farvi davvero perdere l’equilibrio. Non cadrete mentre state camminando anche se vi sentite le “ginocchia molli” Il rilascio di adrenalina durante un attacco di panico può dilatare i vasi sanguigni delle gambe causando un abbondante afflusso di sangue nei muscoli degli arti inferiori che di conseguenza non circola bene. Questo può produrre la sensazione di debolezza o gambe molli inducendovi a temere di non riuscire più a camminare. State certi che questa sensazione è appunto solo una sensazione, le vostre gambe sono forti e in grado di portarvi come sempre. Non vi molleranno all’improvviso! Lasciate che tremino, aspettate che sensazione di debolezza passi e conceda alle vostre gambe la possibilità di portarvi dove volete andare.

Quando ci si rende conto di non riuscire a gestire l’ansia o la paura che si presenti è meglio chiedere l’aiuto di un terapeuta così da imparare a riprendere il controllo sulla propria vita.L’ideale sarebbe farlo prima di raggiungere situazioni di estremo malessere e paura, ma spesso le persone sottovalutano i fenomeni ansiosi pensando di poterli risolvere da sole e ritenendo superfluo e poco “orgoglioso” richiedere l’aiuto altrui oppure pensano che una cura psicologica non sia altrettanto importante quanto una di carattere prettamente medico.