Il protocollo di trattamento del panico adottato presso l'Istituto Watson si basa sul modello proposto dal dottor David H.Barlow, uno dei massimi esponenti nella ricerca su disturbi d'ansia e attacchi di panico
Training respiratorio
L'iperventilazione (respiri corti, frequenti, profondi), contribuisce in modo notevole alla comparsa delle risposte fobiche e di fuga che caratterizzano il panico e l'agorafobia.
L'iperventilazione, causa un aumento dei livelli di biossido di carbonio nei polmoni e una diminuzione della concentrazione di anidride carbonica nel sangue. Tale processo contribuisce alla comparsa di una serie di sintomi quali "fame" d'aria, palpitazioni, senso di stordimento, sensazioni d'irrealtà, confusione mentale, sudorazione, vertigini, formicolii, etc. Questi sintomi sono molto simili a quelli degli attacchi di panico. L'iperventilazione finisce con il peggiorare la sintomatologia del paziente che diventando sempre più ansioso, respirerà iperventilando sempre di più. In questo modo si sviluppa un circolo vizioso che amplifica in modo significativo la sintomatologia ansiosa.
Risulta dunque fondamentale imparare a riconoscere l'iperventilazione per poi controllarla con tecniche specifiche e di conseguenza gestire meglio l'ansia.
Introduzione ai principi e alla pratica dell'esposizione agli stimoli enterocettivi
Il trattamento del disturbo di panico prevede l'utilizzo della tecnica comportamentale chiamata Esposizione agli stimoli Enterocettivi.Tale tecnica prevede l'esposizione alle sensazioni fisiche che vengono sperimentate durante un attacco di panico. L'esposizione enterocettiva (tramite esercizi di iperventilazione volontaria, squotimento del capo o girando su sè stessi) può aiutare le persone a sperimentare in condizioni controllate sintomi simili a quelli di un attacco e insegnare loro a gestire la paura di un vero e proprio attacco.
Ristrutturazione cognitiva
Numerosi studi hanno osservato che i pazienti con attacchi di panico riferiscono pensieri drammatici e catastrofici durante il presentarsi dei sintomi somatici (Beck, Laude, & Bohnert, 1974; Hibert, 1984; Rapee, 1985a; Sanderson et al., 1987b). Può succedere infatti che i pazienti affetti da disturbo di panico, nel corso dell'attacco, credano di poter morire, diventare pazzi, di avere un attacco di cuore e di perdere il controllo. Con l'uso di diari e schede, si inizia a guidare il soggetto verso un atteggiamento di verifica empirica e critica delle credenze catastrofiche. L'utilizzo delle spiegazioni alternative, la determinazione del grado di convinzione aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi. L'esposizione agli stimoli enterocettivi aiuta invece a capire che i sintomi e le credenze non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo.
Pratica continuativa dell'esposizione utilizzando le abilità cognitive e respiratorie apprese
Il paziente impara gradualmente a concentrarsi su situazioni specifiche (esperienziali, immaginative, verbali, motorie). Le esposizioni vengono ripetute quotidianamente utilizzando specifiche situazioni-stimolo appositamente preparate per ogni singola persona, fino a quando l'ansia e il disagio esperiti non siano significativamente ridotti. Viene aumentata la piena consapevolezza dei pazienti circa l'attività mentale e lo sviluppo di emozioni, e la differenza tra fatti e cognizioni.
Assegnazione regolare di "compiti a casa"
Per promuovere e rendere efficace la generalizzazione delle abilità acquisite, dal contesto terapeutico al contesto naturale e quotidiano, e per promuovere la graduale indipendenza del soggetto in trattamento dalla psicoterapia e dal terapeuta
Apprendimento di abilità aggiuntive: comunicazione, assertività, abilità sociali
Assertività significa vivere con serenità i nostri rapporti con gli altri con l'equilibrio di chi non subisce e non aggredisce; sostenere la propria integrità e dignità e allo stesso tempo incoraggiare ed accettare questo comportamento negli altri. Attraverso training di gruppo vengono apprese tramite l'esperienza diverse abilità sociali. Tra le quali, discriminare comportamenti aggressivi, passivi e assertivi; mettere in atto efficaci abilità di comunicazione verbale e non verbale; riconoscere i principali errori di pensiero nelle interazioni sociali e correggerli; riconoscere e gestire le critiche manipolative; richiedere ed emettere critiche costruttive.
Incontri di mantenimento
Sono previsti periodici incontri di verifica e controllo (punti 6 e 7 del protocollo) al termine del periodo intensivo di trattamento fino a 6 mesi. E' opportuno che il trattamento prosegua a livello ambulatoriale, per almeno 6-12 mesi.




