Alimentazione

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Le diete sono utili ?

Perché si dovrebbe migliorare il proprio stile di vita? Tutti noi conosciamo la risposta. Quando chiediamo ai nostri clienti qual è il motivo che li induce a seguire una dieta ci danno tutti le stesse risposte: per stare meglio, per potermi muovere meglio, per apparire più in forma.
Tutti sono consapevoli che il sovrappeso è per loro un problema. Non c’è giorno in cui un qualche esperto di alimentazione non spieghi quali sono i rischi che causa essere in soprappeso o obesi.

Ma il problema del sovrappeso è medico o educativo?

  1. Ma dopo avere perso peso la persona farà costantemente attività fisica?
  2. Avrà appreso a gestire con attenzione la propria alimentazione?
  3. Sarà migliorata la sua forza e avrà più massa muscolare di prima?
  4. Sarà in grado di camminare per lunghe distanze senza stancarsi?
  5. Il suo stato d’umore sarà migliorato?
  6. Avrà acquisito maggiore auto-stima?
  7. Avrà sviluppato “autoefficacia”, cioè avrà le capacità che gli permettono di gestire le difficili situazioni che     incontrerà per raggiungere i risultati che desidera.

L’obesità diventa un problema medico quando genera patologie, quali il diabete, l’infarto, etc. È educativo quando si vuole migliorare lo stile di vita, trasferendo alle persone nuove competenze e abilità.
Trasferire competenze e abilità è uno specifico obiettivo dell’educazione alimentare. Se non si interviene su questo punto, diventa difficile ottenere risultati.
Si commette un errore nel ritenere che l’obiettivo sia solo perdere peso, un errore basato sull’assunto semplice che, quando la persona avrà perso peso, la qualità della sua vita migliorerà.
Farsi alcune domande, cui è necessario dare una risposta, può chiarire meglio la questione:

Non è certamente facile modificare abitudini di vita che si sono consolidate nel tempo. Perdere peso è un processo attivo che richiede da parte della persona la capacità di modificare radicalmente alcune abitudini di vita. Ma le abitudini non si modificano con consigli o istruzioni. Sapere ciò che si deve fare non è un aiuto sufficiente a modificare un comportamento e acquisire abilità; non basta, quel che occorre è saperlo fare. Nessuno di noi vorrebbe essere operato da un chirurgo che sa come fare l’operazione ma non l’ha mai fatta. Ci potrà dire che ha studiato molto, ma noi preferiamo un chirurgo con esperienza. Che abbia acquisito una notevole “auto-efficacia”. Che sappia realmente affrontare e gestire tutte le situazioni che potranno presentasi durante l’operazione.

Vediamo un percorso che molte persone in sovrappeso hanno seguito:

La persona è molto in sovrappeso, ad esempio: un uomo di cinquant’anni con una circonferenza di vita di 150 cm. Gli si consiglia di fare una dieta. Va in un centro medico dove gli prescrivono una dieta molto restrittiva. L’attenzione dei medici e dell’uomo è rivolta al perdere peso. Inizia la dieta e perde rapidamente chili. Due mesi ha perso trenta chili. Si sente meglio e allenta un po’ la dieta ma quasi per incanto ritorna più grasso di prima. È sorpreso non ha poi mangiato molto. Che cosa è successo? Ritorna al centro dove lo sottopongono a un’altra dieta. Perde nuovamente trenta chili ma poi li riprende. L’uomo è sfiduciato non sa cosa fare, si deprime. Non è mai stato così nervoso e teso. Pensa di non avere la volontà sufficiente per seguire una dieta. Gli è anche stato detto che deve fare le scale a piedi, che deve cercare di camminare di più. L’uomo ha provato a camminare ma si è sentito subito stanco e poi non gli è mai piaciuto camminare. Gli hanno detto di andare in palestra ma l’uomo si vergogna. Gli esperti gli dicono: “È ovvio che se non fa attività fisica e non segue una dieta per lei non ci sono speranze. L’unica soluzione può essere un intervento: il bendaggio gastrico. Se continua ad ingrassare si può considerare anche il by Pass gastrico”.

Ma le diete funzionano, cioè danno risultati a lungo termine?


LA RICERCA DICE CHE:
In una  ricerca condotta presso l’University of California, Los Angeles, i ricercatori hanno passato in rassegna numerosi studi sugli esiti a lungo termine delle diete con basso regime calorico al fine di valutare se siano un efficace trattamento per l’obesità.
Le ricerche dimostrano che da uno a due terzi delle persone che hanno seguito una dieta riacquistano, in seguito, più peso di quanto ne avessero perso con la dieta.
La ricerca ha portato a due conclusioni.
In primo luogo, le diete portano ad una perdita di peso a breve termine il 5%-10% del loro peso (Perri & Fuller 1995).
In secondo luogo, questo dimagrimento non viene mantenuto nel tempo. Tra i pazienti che sono stati seguiti fino a due anni dopo la dieta, il 23% ha ripreso più peso di quanto ne avesse perso, tra i pazienti che sono stati seguiti per più di due anni, l’83% ha ripreso anch’esso più peso, e perfino i pazienti che sono stati seguiti per un periodo di tempo ancora più lungo (4-5 anni), sono tornati ad un peso maggiore rispetto a quello precedente alla dieta. Più tempo passa tra la fine di una dieta e il follow-up, più peso viene ripreso.
Questi dati sono di dominio pubblico.

Per quale motivo vengono prescritte diete che non funzionano? Per quale motivo le persone obese richiedono sempre una dieta e si aspettano risultati che si mantengano nel tempo?