Che cos’è la terapia cognitivo-comportamentale

La Terapia Cognitivo Comportamentale è una forma di psicoterapia pratica, orientata ad obiettivi e a breve termine, che mira a trasferire abilità cognitive e comportamentali utili a modificare pensieri, emozioni e comportamenti fonte di disagio.
Centinaia di accurati studi e ricerche  hanno dimostrano l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale, che è stata quindi riconosciuta come terapia preferenziale per la maggior parte dei disturbi emozionali e comportamentali dalla comunità scientifica internazionale e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Possiamo immaginare la TCC come un grande contenitore che racchiude una vasta gamma di metodi e tecniche di comprovata efficacia scientifica.
Questo grande contenitore è estremamente elastico, e per questo, sempre pronto a integrare forme di intervento e approcci terapeutici innovativi ed efficaci.
Vediamo, in breve, come si è evoluta la TCC dalla sua nascita a oggi.

La Terapia Comportamentale insegna alle persone a reagire in modo diverso alle situazioni problematiche. Si focalizza sul cambiamento di specifiche azioni utilizzando diverse tecniche per diminuire o eliminare comportamenti che creano disagio e aumentare o acquisire comportamenti che favoriscono una migliore qualità di vita.
La Terapia Cognitiva aiuta le persone ad apprendere come pensieri e credenze contribuiscano spesso a creare una visione distorta di ciò che sta accadendo nella nostra vita facendoci sentire ansiosi, depressi, arrabbiati. La consapevolezza del ruolo di questi pensieri, combinata con altre tecniche comportamentali, aiuta la persona a competere e confrontarsi con le situazioni temute e con le proprie paure.
Se pensate che possa servirvi un aiuto professionale o cercate informazioni sulla TCC, i contenuti di questo sito vi potranno senz’altro essere utili.
Per maggiori informazioni sulla Terapia Cognitivo Comportamentale è possibile consultare i seguenti siti:
Il servizio di terapia è indirizzato a bambini, adolescenti e adulti con problemi di Attacchi di panico, Agorafobia, Fobie specifiche, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Ansia Generalizzata, Ansia Sociale, Disturbo Post Traumatico da Stress, Depressione, Insonnia, ADHD, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Disturbi alimentari, Disturbi sessuali e problemi di coppia.

I servizi di Psicoterapia vengono offerti nelle sedi di Torino e Chivasso.

L’ Istituto Watson offre diverse opzioni di trattamento:

  1. Terapia individuale
  2. Terapia di gruppo
  3. Terapia domiciliare
  4. Programmi di trattamento intensivo
  5. programmi di Terapia Online

Il servizio di Terapia Online è stato strutturato per soddisfare al meglio le richieste  dell’utenza. Nella sezione del sito dedicata alla Terapia Online sono disponibili diverse opzioni tra cui scegliere:

La Terapia Cognitivo Comportamentale è attualmente considerata il trattamento d’elezione per la cura di numerosi disturbi di natura psicologica.
Possiamo immaginare la TCC come un grande contenitore che racchiude una vasta gamma di metodi e tecniche di comprovata efficacia scientifica.
Questo grande contenitore è estremamente elastico, e per questo, sempre pronto a integrare forme di intervento e approcci terapeutici innovativi ed efficaci.
Vediamo, in breve, come si è evoluta la TCC dalla sua nascita a oggi.

Prima onda della TCC

Le radici della Terapia Cognitivo Comportamentale risalgono ai primi anni del Novecento.
Furono gli studi di Watson e Rayner sul condizionamento a costituire le fondamenta del Comportamentismo.
Successivamente, il lavoro che Wolpe e Watson fecero, a partire dagli studi di Ivan Pavlov sull’apprendimento e il condizionamento, indusse Hans Eysenck e Arnold Lazarus a sviluppare innovative tecniche comportamentali di terapia, basate sul condizionamento classico.
Tra il 1950 e il 1960 la Terapia Comportamentale si diffuse negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in sud Africa grazie agli studi di comportamentisti del calibro di Ivan Pavlov, John B. Watson, e Clark L. Hull.
Sfruttando le conoscenze in ambito di apprendimento, Joseph Wolpe, sviluppò la “desensibilizzazione sistematica“, una tecnica per il trattamento delle paure e delle fobie, tuttora utilizzata.
Parallelamente, gli studi di B.F. Skinner sul condizionamento operante, cominciavano a diffondersi e ad ampliare i confini della teoria dell’apprendimento. Sono gli anni del comportamentismo radicale, che poneva scarsa attenzione allo studio dei processi di pensiero.
Successivamente, Julian Rotter, nel 1954, e Albert Bandura, nel 1969, contribuirono a integrare la Terapia Comportamentale con i loro studi sulla teoria dell’apprendimento sociale, conferendo estrema importanza all’effetto che i processi di pensiero hanno sull’apprendimento e sul comportamento.
L’enfasi che nel primo periodo venne posta sul comportamento e l’apprendimento, caratterizza la “prima onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale.

La Seconda Onda della TCC

Una nuova sfida invece, si presenta intorno agli anni ’50 – ’60. Quando psicologi e psichiatri, del calibro di Ellis e Beck, attraverso le forme di terapia da loro sviluppate (la Terapia razionale emotiva e la Terapia Cognitiva), arrivano a porre l’attenzione sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti e sul ruolo del pensiero cosciente in ambito psicoterapeutico. Questo momento è noto oggi come “rivoluzione cognitiva” o “seconda onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale.
Nonostante la Terapia Comportamentale e quella Cognitiva, pongano l’accento la prima sui comportamenti e la seconda sui processi mentali, si integrano l’un l’altra costituendo oggi uno degli approcci più efficaci: l’Approccio Cognitivo Comportamentale.

La Terza Onda del TCC

La cosiddetta “terza onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale nasce a 50 anni dai suoi albori.
Non è possibile fornire una descrizione dettagliata di tutte le terapie di nuova generazione, ma cerchiamo di definire le principali somiglianze e differenze.
Tra i punti in comune annoveriamo l’estrema importanza conferita al ruolo del comportamento e dei pensieri, come anche l’attenzione posta ai risultati della ricerca scientifica.
Quindi, cosa c’è di così rivoluzionario?
Alcune delle principali differenze teoretiche sembrano fare riferimento ai concetti di controllo ed evitamento delle emozioni.
I rappresentanti della “terza onda” hanno cercato di valutare se i metodi basati sul controllo e la modifica dei pensieri fossero sempre i più utili alla gestione dei problemi. Hanno così verificato che l’eccessiva focalizzazione sui contenuti del pensiero, può talvolta contribuire al mantenimento del disagio personale.
Da qui il tentativo di migliorare le proprie capacità di lavorare con i processi di pensiero piuttosto che con il loro contenuto, come da tradizione.
In altre parole il tentativo è quello di modificare il modo in cui pensiamo e non solo quello che pensiamo.
La “terza onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale pone dunque maggiore enfasi sulla capacità di reagire diversamente ai propri pensieri, senza metterli in discussione o cercare di ridiscuterli.
La “terza onda” ha contribuito a integrare le pratiche di Mindfulness e Accettazione all’interno della Terapia Cognitivo Comportamentale tradizionale.

I membri dello staff dell’Istituto Watson, grazie al costante aggiornamento, utilizzano i protocolli terapeutici di terza generazione nell’ambito dell’attività clinica, integrandoli all’approccio tradizionale.
La cosiddetta “terza onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale nasce a 50 anni dai suoi albori.
La “terza onda” ha contribuito a integrare le pratiche di Mindfulness e Accettazione all’interno della Terapia Cognitivo Comportamentale tradizionale.
Tra le principali terapie che appartengono alla cosiddetta “terza onda” della Terapia Cognitivo Comportamentale possiamo annoverare:
L’insegnamento delle terapie di “terza onda” rientra inoltre nel piano didattico della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
Contattaci per Maggiori Info  o chiamaci al 011/7640102