La necessità di tenersi alla larga da persone tossiche – come da vicini di casa “difficili e invadenti”, ad esempio – appare evidente, comprensibile e del tutto giustificata. Ma quando si tratta della nostra vita quotidiana e delle persone che la popolano, le cose si fanno più complicate.

Potrebbe trattarsi di un amico la cui negatività è in grado di buttarvi giù. Potrebbe trattarsi di un collega di lavoro tossico, che non potete evitare facilmente. O di un familiare che crede che i legami di sangue giustifichino anche i comportamenti più negativi.
Di chiunque si tratti, se vi sentite scarichi, stressati e demotivati dopo averli incontrati, è il momento di prendere le distanze per il vostro benessere personale e mentale. Ecco come alcuni esperti suggeriscono di ristabilire i confini con fermezza e grazia.

Potreste aver incontrato alcune delle seguenti persone nella vostra vita:

  • Il narcisista. I narcisisti costituiscono la categoria di persone più ardue da gestire all’interno di un nucleo familiare, afferma Anita Gadhia-Smith, una psicoterapeuta che pratica nel Distretto di Columbia e Bethesda, nel Maryland. Hanno una incredibile capacità di far impazzire gli altri e di negare la realtà.
    “Se avete a che fare con un narcisista è probabile che vi chiediate per quale motivo non riuscite a ricevere empatia o comprensione. È possibile che il vostro punto di vista venga considerato scontato e banale .. e che vi sentiate estremamente confusi e irritati”
    Gadhia-Smith parla di come una giovane donna sia riuscita a prendere le distanze dalla madre narcisista, limitando temporaneamente la comunicazione all’uso di messaggi di testo. “Questo le diede una spinta, dato che aveva la sensazione di un maggiore controllo sulla relazione, non più unicamente nelle mani della madre”.
    D’altra parte, chi se sente messo all’angolo, il più delle volte reagisce negativamente. Come gestireste delle persone che non gradiscono essere ignorate? “ Mandare messaggi contrastanti è un buon modo per incoraggiare queste persone a insistere. È nostra responsabilità essere il più possibile chiari, sicuri e gentili. E se non sono in grado di accettarlo, dovrebbero considerare di ricercare aiuto altrove.
    Nel caso sopracitato, la ragazza ha stabilito i suoi confini. Dopo un periodo di separazione è diventata in grado di fissare delle condizioni da rispettare nel rapporto, di sviluppare un senso di autonomia e autodeterminazione, come anche di migliorare la considerazione di se stessa.
  • L’amante del caos. Non è un amante del lavoro di squadra. “Queste persone amano la confusione – tipica del loro modo di lavorare” afferma Travis Bradberry, autore di “Intelligenza emotiva 2.0.” “Questo è il loro modo di relazionarsi al mondo e agli altri. Non dovete preoccuparvi per loro – ma per voi stessi.” Se presentate un progetto ben pianificato a una riunione, per esempio, queste persone tendono a fare obiezioni irrazionali, solo per il gusto di offrire“ Un’osservazione o un punto di vista” a loro parere pertinente, afferma Bradberry. “Si tratta in pratica di un modo per “provocare” le gli altri e creare ostacoli inutili”.  Non aggiungete benzina al fuoco lasciandovi coinvolgere. Invece, cercate di assumere una prospettiva distaccata e osservare dall’esterno. “Questo vi permette di avere un approccio più razionale e di trovare una soluzione più funzionale che non riuscireste a considerare sull’onda delle emozioni”. Fare un passo indietro vi permette di avere una prospettiva a lungo termine, di valutare i pro e i contro, e tornare con un piano migliore evitando di cedere allo scontro.
  • Lo spruzza – negatività . Aver creato confine adeguati, ci permette di salvaguardarci dall’influenza dei lamentatori cronici. Sono le persone tossiche che riescono a trasformare negativamente qualsiasi conversazione. Evitiamo dunque di essere risucchiati nel vortice e scegliamo di non coinvolgerci tornando a concentrarci su quello che stavamo facendo o allontanandoci semplicemente. “ Siamo tutti in grado di stabilire dei limiti”, ma è importante che impariamo a farli rispettare. Non si tratta di innalzare un muro o escludere la persona, ma di scegliere di non partecipare alle conversazioni che risulterebbero oltremodo stressanti e disarmanti.
  • Il dipendente. Un amico appiccicoso e bisognoso vi butta giù, ma non volete ferire i suoi sentimenti prendendo le distanze da lui. “Possiamo sentirci spossati stando vicino ad alcune persone” dice Gadhia-Smith. “Chiamo queste persone “vampiri spirituali” perché sono in grado di prosciugarci. Potrebbero non commettere atti particolarmente negativi, ma insieme a loro, disperdiamo tantissime energie e il più delle volte non capiamo perché”. Potrebbe essere il caso di stabilire dei limiti entro i quali la relazione può esistere. “Se una relazione è troppo costosa, potete dosarla. Cercare di comprendere “che dose” di quella persona siete in grado di tollerare. Se invece volete evitare l’interazione, potete rispettosamente defilarvi”. Ci sono due modi essenziali per farlo secondo Gadhia-Smith. “potete prendere gradualmente le distanze dalla relazione, diventando man mano meno disponibili fino al collasso definitivo. Oppure potete parlare con loro e spiegare “Non credo che riusciamo a intenderci. Ti rispetto e ti apprezzo ma credo che dovremmo prendere strade diverse””. Tutti hanno bisogno, in alcuni momenti, afferma Gadhia-Smith. Però “Dobbiamo imparare a soddisfare i nostri bisogni senza caricare le altre persone della nostra vita!” Gli individui che creano distanza stanno cercando semplicemente di salvaguardare la propria salute emotiva: siete voi a porre i limiti. Disponibilità e accondiscendenza non sono la stessa cosa”
  • Il terzo incomodo. I triangoli possono essere rischiosi, e non è sempre chiaro se ci sia e di chi sia la colpa. Ma quando la dinamica relazionale da gradevole si trasforma in pesante e faticosa, è il momento di andare oltre. Gadhia-Smith descrive uno scenario tipico: qualcuno/a è arrabbiato/a con la propria moglie o marito, per cui si reca da un amico/a e si sfoga, rivelando ogni dettaglio. “Poi, per la coppia, le cose si sistemano e tutto torna come prima .. a parte che per l’amico/a che continua ad avere una opinione negativa della moglie o del marito.” Se da una parte la coppia si riassesta, l’amico/a non riesce a dimenticare, e questo può danneggiare il rapporto preesistente. In situazioni come queste, sarebbe opportuno non scambiare un amico/a per un consulente psicologico. I terapeuti esistono anche per questo motivo.
  • Non si tratta solo degli altri. Quando qualsiasi relazione vi fa sentire impazienti o irritati, quando vi accorgete di giudicare tutti e di vederli come approfittatori, sarebbe meglio fare un passo indietro e guardarsi allo specchio. Avete incontrato la persona tossica– siete voi. O potrebbe trattarsi di una dinamica relazionale sbagliata da entrambe le parti. Gadhia-Smith suggerisce di “Contribuire alla situazione senza contaminarla. Di fare del proprio meglio per mostrare gentilezza, cortesia, tolleranza e pazienza. Abilità che ciascuno di noi dovrebbe allenare e coltivare”.

Non c’è una soluzione assoluta e definitiva. Talvolta tenersi alla larga ora può creare le basi per una relazione migliore in futuro. Potrebbero passare giorni mesi o anche anni. Ma nel corso della vita tutti noi cresciamo e cambiamo. È quindi possibile tornare indietro e scoprire che le cose, con quella stessa persona, sono diverse.