L’ ipnosi è uno stato mentale naturale che può prodursi spontaneamente (ad esempio quando siamo concentrati in qualcosa che ci appassiona), può essere eteroindotto (cioè indotto da altri in noi) o autoindotto. Spesso c’è un alone di mistero e dubbi sul funzionamento e questo ha fomentato idee distorte e magiche per le quali chiunque può ipnotizzarci quando lo desidera. In realtà non tutti siamo ipnotizzabili e siamo noi a decidere di lasciarci suggestionare o meno.

Per “psicoterapia ipnotica” non va identificata una metodica particolare, ma con un insieme di tecniche psicoterapeutiche che hanno solo in comune il fatto di utilizzare consapevolmente le possibilità offerte dallo stato mentale di ipnosi.

L’ipnoterapia cognitivo comportamentale

L’ipnoterapia cognitivo comportamentale (Cognitive Behavioural Hypnotherapy) può essere considerata uno dei modelli principali di psicoterapia basata sull’ipnosi e consiste nell’integrazione di quest’ultima con i principi e le tecniche della terapia cognitivo comportamentale (TCC).

Sebbene diversi libri e articoli abbiano cominciato a parlare nello specifico di ipnoterapia cognitivo comportamentale negli anni 80’, le tecniche cognitivo comportamentali hanno sempre avuto un ruolo centrale nell’ambito delle terapia basta sull’ipnosi. Già due esponenti di spicco della terapia ipnotica tradizionale del XIX° secolo, Braid e Bernheim, avevano un orientamento cognitivo-comportamentale.

Il modello Cognitivo Comportamentale è consolidato, basato su evidenze scientifiche e su una consistente ricerca. È raccomandato dal NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence) per numerosi disturbi come l’ansia e la depressione.

La combinazione della terapia cognitivo comportamentale e dell’ipnosi è potente, ciascun approccio utilizzato singolarmente è efficace per molte persone, ma se li si utilizza in combinazione da terapeuti debitamente formati, l’effetto è amplificato.

Le ricerche sull’efficacia

L’ipnoterapia ha ottenuto una verifica di efficacia doppia rispetto alla psicoterapia psicodinamica tradizionaleFin dai primi anni 80’, diversi studi controllati multifattoriali e ben eseguiti condotti da Donald Tosi e colleghi hanno stabilito la superiorità dell’ipnoterapia combinata con la Terapia Cognitivo Comportamentale rispetto alle due modalità singole. Infine negli anni 90 ulteriori evidenze sono state fornite da una meta analisi su 18 studi controllati, su 577 soggetti, pubblicata da Irvin Kirsch. Il 70% degli individui sottoposti a terapia cognitivo comportamentale hanno registrato maggiori benefici quando veniva utilizzata in combinazione con l’ipnosi. Infatti l’ipnosi aumenta l’efficacia delle tecniche cognitivo comportamentali e questo risulta particolarmente evidente nei risultati a lungo termine registrati per il trattamento dell’obesità.  (Kirsch, Montgomery & Sapirstein, 1995)

Weitzenhoffer e altri hanno fatto notare che numerosi strumenti cognitivo comportamentali corrispondono a quelli dell’ipnoterapia.

Ecco un elenco dimostrativo:

  • Assessment strutturato del cliente
  • Psicoeducazione
  • Training di autoipnosi
  • Esercizi di rilassamento/respirazione
  • Training su ipnosi e autosuggestione
  • Registrazione in seduta (CD auto-ipnosi, ecc )
  • Ipnosi vigile
  • Terapia di desensibilizzazione ipnotica (desensibilizzazione sistematica / desensibiliz-zazione in regressione)
  • Terapia aversiva/ sensibilizzazione covert
  • Training di Assertività (Terapia del riflesso condizionato)
  • Suggerimenti terapeutici diretti e Immaginazione di risultati positivi
  • Ripetizione mentale delle strategie di coping
  • Terapia di Esposizione in immaginazione e Prevenzione della risposta
  • Arresto del Pensiero e controcondizionamento (Habit Reversal)
  • Ripetizione mentale di affermazioni positive
  • Mindfulness (Body Scan) e individuazione pensieri (Gestalt)
  • Automonitoraggio (tipi di pensieri , ecc.)
  • Inchiesta socratica e messa in discussione dei pensieri  (degli errori di pensiero e co-gnizioni negative)
  • Shaping (modellaggio) del comportamento mediante rinforzo positivo di approssima-zioni successive
  • Rafforzamento del sé / autoefficacia tramite suggestioni e immaginazione
  • Psico-educazione / istruzioni sul modello teorico di riferimento della terapia
  • Controllo della tensione / rilassamento muscolare progressivo
  • Biofeedback Training
  • Controllo delle emozioni mediante segnali ( “ancoraggio ” )
  • Induzione cognitiva dello stato emotivo / Immaginazione razionale emotiva
  • Training alla Resilienza & prevenzione delle ricadute
  • Role modeling in immaginazione
  • Affermazioni incoraggianti per i momenti di crisi/ Suggestione Simbolica
  • Role – Playing / Psicodramma comportamentale (in Training su Autosuggestione)
  • Immaginazione evocativa & terapia di regressione cognitiva
  • Terapia sull’immagine di sé
  • Tecniche immaginative di proiezione nel tempo / valutazione delle conseguenze
  • Pratica Negativa / intenzione paradossa
  • Auto – Rinforzamento Covert
  • Compiti Comportamentali / Esperienze correttive

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Hilgard, E. R., (1977), Divided Consciousness: Multiple Controls in Human Thought & Action,  New York, Wiley

Kirsch, I., Montgomery, G., & Sapirstein, G., (1995), Hypnosis as an adjunct to cognitive – behavioral psychotherapy: A mete-analysis. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 63: 214-220.

Lazarus, A.A., (1981), The Practice of Multimodal Therapy, Baltimore: John Hopkins Univer-sity Press.

Perussia, F., (2012), Manuale Completo di Ipnosi, Psicotecnica, Milano

Robertson, D., (2013), The Practice of Cognitive Behavioural Hypnotherapy. A Manual of Ev-idence Based Clinical Hypnosis, London, Karnac Books Ltd

Sarbin, T.R., (1950),  Contribution to role-taking theory: I. Hypnotic Behavior. Psychological Review, 57: 255-270

Smith, M.L., Glass, G.V., & Miller, T.I. (1980). The benefits of psychotherapy. Baltimore, Md.: Johns Hopkins University Press.

Tosi, D.J., & Baisden, B.S.,  (1984), Cognitive-experiential therapy and hypnosis. In: W.C. Wester & J. Alexander H. Smith (Eds), Clinical Hypnosis: A Multidisciplinary Approach  (pp. 155-178). Philadelphia: J.B. Lippincott

Weitzenhoffer, A.M., (2000). The Practice of Hypnotism (Second ed.), New York: John Wiley & Sons