Riferimento olfattivo

La sindrome da riferimento olfattivo, conosciuta anche come Autodysomophobia, è l’eccessivo, irrazionale timore di emettere un odore cattivo o spiacevole. L’ ossessione può essere una sproporzionata preoccupazione rispetto all’odore naturale del corpo, o può trattarsi di un odore solamente immaginato.
Tale sindrome va oltre la normale cura dell’igiene personale e può influenzare significativamente le relazioni interpersonali e la vita professionale e scolastica. In casi estremi, gli individui con questa sindrome possono lasciare il lavoro o evitare situazioni sociali nell’intento di sottrarsi all’imbarazzo che credono proveranno quando gli altri avvertiranno il presunto odore.
La sindrome da riferimento olfattivo è un disturbo dello spettro ossessivo (con altra specificazione) e le cause ipotizzate possono essere ricondotte a quelle descritte per il DOC.
Le comuni ossessioni della sindrome da riferimento olfattivo includono:
  • Esagerato timore di avere un alito estremamente cattivo,
  • Pensieri di avere un cattivo ed evidente odore anale,
  • Pensieri di avere un cattivo ed evidente odore vaginale,
  • Timori di emanare un cattivo odore da tutto il corpo,
  • Timori di avere un odore innaturale, non umano o chimico,
  • Credere che i comportamenti e i commenti di altre persone siano diretti al presunto cattivo odore (per esempio, la tosse di un’altra persona, gli starnuti o il voltare la testa da un’altra parte).
I comportamenti compulsivi della sindrome includono:
  • Fare ripetutamente la doccia e altri comportamenti di pulizia
  •  Uso eccessivo di deodoranti, profumi e collutori per la bocca
  • Controllare ripetutamente la fonte del presunto cattivo odore
  • Cercare rassicurazione dagli altri sulla presenza di cattivo odore
  • Numerose visite dal dottore riferite al cattivo odore.
Questa sindrome viene considerata da molti esperti come un sottotipo di disturbo ossessivo compulsivo, quindi non esiste al momento una categoria diagnostica separata nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) pubblicato dall’American Psychiatric Association.
Per le analogie di cui si è accennato più sopra, i metodi della terapia cognitivo comportamentale che sono efficaci per il DOC, risultano efficaci anche per questa sindrome.
Si utilizza quindi la ristrutturazione cognitiva con l’obiettivo di rendere la persona consapevole della natura del disturbo e poi si insegna una tecnica chiamata esposizione e prevenzione della risposta. Si utilizza anche l’esposizione in immaginazione che consiste nell’utilizzo di brevi racconti basati sulle ossessioni del paziente. Le storie vengono registrate e utilizzate come strumento dell’esposizione e prevenzione della risposta. Le strategie di trattamento riducono in percentuale importante la frequenza e l’intensità delle ossessioni intrusive e desensibilizzano la persona ai pensieri e alle immagini riducendo così la risposta d’ansia.
Un’altra tecnica molto efficace i cui effetti sono stati oggetto di recenti ricerche è la Mindfulness. Consiste nell’imparare ad accettare in maniera non giudicante le esperienze psicologiche sgradevoli. Secondo la prospettiva della Mindfulness la maggior parte dello stress psicologico che proviamo è il risultato del tentativo di controllare o eliminare il disagio causato da pensieri, sentimenti, sensazioni e impulsi indesiderati. In altre parole il problema non è il disagio, il problema è il nostro tentativo di eliminare o controllare questo disagio.
Per una persona affetta da disturbo da riferimento olfattivo l’obiettivo della Mindfulness è sviluppare l’abilità di sperimentare con maggiore accettazione pensieri e sensazioni intrusivi senza mettere in atto compulsioni, esitamenti, ricerca di rassicurazioni o rituali mentali.
Attraverso gli strumenti della TCC le persone imparano a gestire la paura del loro odore corporeo, ma anche i comportamenti di evitamento che prima usavano per abbassare i livelli d’ansia.
NOTA BENE
È importante sottolineare che la precedente descrizione non sostituisce una completa ed esaustiva valutazione svolta da un esperto terapeuta cognitivo comportamentale o da altri professionisti del settore della salute mentale. Come nel caso di DOC, alcune persone affette da questa sindrome possono trarre beneficio dai farmaci e quindi possono necessitare di una valutazione psichiatrica. La valutazione fatta da professionisti TCC è indispensabile per distinguere la sindrome da riferimento olfattivo da altre condizioni psicologiche e mediche. Anche esami  medici potrebbero risultare necessari.