“Perché le brave persone fanno cose cattive” è il titolo di un celebre libro del sociologo Zygmunt Bauman, creatore dell’affascinante concetto della società liquida, Questo articolo vuole essere un piccolo omaggio alla sua memoria. Quello che faremo sarà un piccolo viaggio tra le motivazioni che possono spingere le persone  a comportarsi in modi non propriamente etici.

“Integrità è fare la cosa giusta, anche quando nessuno sta guardando”  C. S. Lewis

Il dr. Muel Kaptein, Professore di Business Ethics and Integrity Management presso la Rotterdam School of Management, ha studiato i comportamenti negativi per anni. Uno studio da lui recentemente pubblicato ha portato alla luce i principali motivi che spingono le brave persone a fare cose cattive.

Quello che segue è un elenco dei 14 principali fattori che secondo gli studi del dr. Kaptein condizionano le brave persone, portandole talvolta a perdere di vista i propri principi morali.

L’effetto compensazione. 

L’effetto di compensazione si riferisce alla tendenza delle persone a credere che sia possibile accumulare capitale morale. Usiamo buone azioni per bilanciare cattive azioni, o in alternativa, ci concediamo pause dalla bontà, come un pezzo di cioccolato dopo una settimana di insalate. Questo rende le persone più inclini a fare cose cattive con il pretesto di poter affermare “Io sono una persona buona” o “E’ solo per questa volta.”

Il potere dei nomi.

Il nome che si da alle cose è importante, in quanto può condizionare il senso che le persone hanno della realtà. Se le aziende assegnano semplici e divertenti eufemismi a pratiche non etiche, (chiamando per esempio “ingegneria finanziaria” il  “falso in bilancio”), i dipendenti sono meno propensi a dare importanza  al loro comportamento non etico. Thomas Watson, fondatore di IBM, è famoso per aver detto, “Fare affari è un gioco, il più grande gioco del mondo se si sa come giocare.” Una cosa semplice come chiamare gli affari un “gioco” può portare le persone a non considerare come le loro azioni possano avere gravi conseguenze nel mondo reale.

Dissonanza cognitiva.

La dissonanza cognitiva è il disagio che le persone provano quando hanno due opinioni contrastanti o il loro comportamento è incoerente con i loro valori. È una delle forze più potenti in grado di indirizzare il comportamento umano, e può essere superato quando si è dotati di una forte intelligenza. Quando le persone che si sentono brave, fanno cose negative, la dissonanza cognitiva premette loro di ignorare tale comportamento, dato che non sono in grado di tollerare l’incoerenza tra l’azione compiuta e i loro valori.

La teoria della finestra rotta.

La teoria della finestra rotta afferma che il caos e il disordine in una organizzazione portano le persone a credere di lavorare per una autorità incapace e inefficace. Di conseguenza, sono più portate a comportarsi in modi non etici,  sulla scia del caos percepito. Ne è stato un esempio il sindaco Rudy Giuliani che ha abbassato i tassi di criminalità maggiore  a New York City nel 1980, dando un giro di vite ai reati minori.  Il fatto di vivere in una città meno afflitta dal crimine, ha portato i newyorkesi a credere maggiormente nell’organizzazione che guidava  la loro città. Questo ha permesso che si abbassasse anche il tasso dei reati gravi.

Visione a tunnel.

Non c’è nulla di male nello stabilire degli obiettivi e lottare per raggiungerli. Ma diventa un problema quando le persone rimangono fissate su un singolo goal, fino al punto di perdere di vista importanti fattori come l’etica e la compassione.

Effetto Pigmalione.

L’Effetto Pigmalione si riferisce alla tendenza che le persone hanno  a comportarsi nel modo in cui le altre persone le trattano. Ad esempio, se i lavoratori vengono trattati come importanti membri di una squadra, è più probabile che si comportino coerentemente a quell’immagine. Se invece, vengono trattati con sospetto, si comporteranno con più probabilità in modo da confermare quella percezione.

La pressione al conformismo.

La pressione al conformismo è potente. Quando un gruppo mette in atto comportamenti non etici, gli individui, con più probabilità, parteciperanno o giustificheranno tali comportamenti, piuttosto che rischiare di prendere una posizione diversa.

Obbedienza all’autorità.

È molto difficile per le persone ignorare i desideri di coloro che ricoprono posizioni di autorità. Inoltre e persone si sentono meno responsabili di ciò che fanno quando agiscono sotto la direzione di qualcun altro. Entrambe le ragioni spiegano perché i lavoratori siano in grado di emettere comportamenti negativi se istruiti dai propri superiori – e si sentono meno in colpa .

Il vincitore prende tutto.

Viviamo in una società dove c’è spesso un solo vincitore: una persona vince la promozione, una persona ottiene il lavoro, una persona riceve un premio. Ma questa cultura competitiva da realmente i risultai migliori? Quando si parla di comportamento etico, la risposta è no. Quando c’è solo un vincitore in una data situazione, le persone tenderanno con più probabilità a imbrogliare che a fronteggiare le conseguenze di una perdita.

Teoria del legame sociale.

È più probabile che i lavoratori trattino i propri colleghi con lealtà se si sentono valorizzati e importanti. Più sentono di essere rimpiazzabili e sottostimati, più è probabile che commettano violazioni etiche.

L’effetto accecante del potere.

Le persone con potere si sentono profondamente diverse dai propri collaboratori. Questo può portarli a stabilire limiti etici per i loro collaboratori  molto più rigidi che quelli stabiliti per se stessi. Quello che succede dopo è solitamente scritto sui titoli di giornale.

Consumo cospiquo.

Quando le compagnie elargiscono denaro senza criterio, contribuiscono alla sviluppo di comportamenti non etici. I lavoratori cominciano a puntare al guadagno o sviluppano invidia verso i colleghi che li raggiungono. È probabile che questa politica induca le persone a mettere al primo posto i propri bisogni che il fare la cosa giusta.

Accettazione di piccolo furti.

Si potrebbe pensare che l’appropriazione di piccole cose sul posto di lavoro, (quaderni, penne e carta di computer), sia innocua. Ma quando i piccoli furti vengono ignorati dal management, è molto probabile che le persone alzino la posta.

Teoria della reattanza.

Le persone amano la propria libertà. Se credono che le regole imposte loro siano eccessivamente rigide o restrittive, spesso le rompono – e arrivano a addirittura ad andare contro il proprio codice etico.

Una considerazione d’insieme

Forse la considerazione più scioccante sulle violazioni etiche riguarda le semplici, talvolta banali condizioni che ne sono alla base. Una conoscenza maggiore di questi fattori, può contribuire nel tempo a ridurre le variabili ambientali che stimolano tali comportamenti.

 

Fonte: Huffingtonpost