Cosa dicono di noi

Licia S.

4° anno (2016)

Quando mi sono trovata a scegliere una scuola di specializzazione ero insicura. Sapevo che l’approccio cognitivo comportamentale era il più scientifico e il più efficace, ma avevo ancora in mente gli studi di Pavlov e di Watson, scienziati del comportamento che sembravano privi di sentimento, freddi e inumani. Tutte cose che NON ho trovato all’Istituto Watson dove invece, c’è calore e ci sono esseri umani. In questi quattro anni di scuola, approfittando della formazione personale e dei seminari  mi sono messa in gioco, sono cresciuta e sto per diventare psicoterapeuta. Questo è il Watson: una famiglia che ti insegna a crescere!

Veronica M.

1° anno (2015)

Ho scelto una scuola di psicoterapia cognitivo comportamentale innanzitutto perché la sua efficacia è stata scientificamente ed ampiamente dimostrata. All’Istituto Watson ho trovato docenti capaci di spiegare molto bene le varie procedure, di dedicare spazio ad approfondimenti e di chiarire ogni piccolo dubbio. Questo grazie anche alle supervisioni, alla biblioteca e all’archivio dei filmati che vengono messi a disposizione degli studenti. Lezione dopo lezione sento di crescere gradualmente nella professione.

Elena P.

3° anno (2016)

All’Istituto Watson mi sono sentita accolta a braccia aperte e parte di un gruppo, tra gli alunni c’è un clima positivo e gli insegnanti sono presenti e participi al nostro percorso. Grazie alla scuola ho acquisito un bagaglio culturale notevole, avendomi permesso di conoscere le terapie evidence-based, le tecniche, i protocolli propri dell’approccio cognitivo comportamentale che mi permettono di lavorare con un ampio numero di pazienti. Vi consiglio di provarla!

Niccolò S.

1° anno (2015)

Quando ho deciso di intraprendere il percorso di specializzazione cercavo una scuola che potesse orientarmi alla clinica con una prospettiva pratica a fronte di anni di studio teorico. Ho trovato un ambiente sereno, dinamico e positivo, dove la professionalità, la trasparenza e la simpatia dei docenti mi permette di avere una visione dell’approccio cognitivo comportamentale aggiornata, flessibile e utilizzabile in molti ambiti della psicologia, non solo quello terapeutico e clinico. Sono pienamente soddisfatto della mia scelta.

Francesca M.
3° anno (2010)

Ho scelto l’approccio cognitivo comportamentale perché pratico, concreto e relativamente breve. L’istituto mi è stato consigliato da una docente che ho avuto la fortuna di incontrare, sono rimasta colpita dal suo modo di lavorare.

Valentina N.
3° anno (2010)

Ho iniziato con entusiasmo questa scuola perché non vedevo l’ora di imparare finalmente come fare questa professione.
Guardavo con interesse su Internet le varie possibilità ma nulla catturava la mia attenzione quanto la faccia simpatica del direttore…. Infatti quando d’impeto quasi inconsapevole ho prenotato il colloquio sono entrata in un ambiente familiare e della mia presenza non si sono più liberati! Posso dire che non mi pento della scelta fatta, continuo a pensare di dovermi migliorare e fortunatamente l’approccio spiega “come fare” a raggiungere un obiettivo.

Michela V.
1° anno (2010)

Ho scelto questa scuola in primis per il suo indirizzo cognitivo comportamentale, che da molti studi risulta essere il più efficace e duraturo in un gran numero di patologie, e poi per il modo in cui viene condotto l’insegnamento, non rivolto ad una mera spiegazione teorica dei concetti, ma ad un’esercitazione pratica, chiara, che fornisca concretamente gli strumenti per poter lavorare con i pazienti. Prima di iniziare ero un po’ scettica, oggi posso dire di essere veramente soddisfatta della scelta operata, anche perchè il corpo docenti è composto da persone in gamba e preparate, capaci di trasmetterti non solo nozioni ed abilità, ma passione.

Laura F.
3° anno (2010)

Un approccio alla psicoterapia e alla gestione delle relazioni sociali: un allenamento alla vita.

Vittoria C.
1° anno (2010)

Ho scelto questa scuola perché si avvicina in modo particolare alle mie esigenze e ai miei interessi di psicologia dello sport. Inoltre trovo efficaci la praticità e i metodi utilizzati…

Andrea Z.
3° anno (2010)

Ho scelto l’approccio cognitivo comportamentale perché ritengo sia quello migliore per la terapia poiché al paziente si presenta una terapia attiva in cui attraverso l’uso di protocolli viene coinvolto e partecipa al cambiamento con impegno diretto a uno scopo condiviso. Ho scelto l’istituto Watson perché condivido pienamente l’impostazione su cui si basa.

Enrico P.
4° anno (2010)

La scelta, per la mia formazione come psicoterapeuta, della scuola cognitivo comportamentale dell’Istituto Watson mi ha permesso di sviluppare un modo concreto di lavorare e promuovere le mie attività.

Marinella M.
4° anno (2010)

Durante il tirocinio post-lauream all’Ausiliatrice ho iniziato a conoscere l’approccio cognitivo comportamentale (che all’Università “ovviamente” non è mai stato menzionato da nessuno, in nessun corso) tramite il tipo di lavoro che si faceva con i pazienti (riabilitazione cognitivo-neuropsicologica, trattamento dei disturbi comportamentali conseguenti alla cerebrolesione, reinserimento sociale e lavorativo…), per il quale era assolutamente il più indicato. Studiando per l’esame di Stato ho approfondito maggiormente, e mi sono presentata alla fine all’esame medesimo ormai convinta di aver scelto il “mio” approccio (che difatti ho menzionato, in quella sede, come cornice teorica di riferimento). La TCC mi ha convinta per le sue basi scientifiche solide, per i risultati in termini di efficacia (cosa che tra l’altro ci permette di comunicare anche in modo più credibile e semplice con le altre professioni, per es. i medici), per la praticità e la completezza delle tecniche, per il rapporto paritario e collaborativo che si instaura con il paziente, perché credo che alla fine si tratti anche di una “visione della vita e dell’essere umano” orientata (per una volta) in senso positivo, verso l’incremento delle risorse della persona, più che alla “bonifica” dei suoi difetti! …più o meno, è tutto!

Irene A.
3° anno (2010)

Ho scelto l’indirizzo cognitivo comportamentale perché avendo frequentato l’università a Padova era questa l’impronta di studi che avevo avuto. Ritengo inoltre che questo indirizzo dia più strumenti concreti con cui lavorare rispetto ad altri. La scelta della scuola è stata dettata dal fatto che conoscevo persone iscritte ad anni precedenti.

Laura P.
3° anno (2010)

Avevo sentito parlare bene del Watson da una mia collega di Genova dell’Ospedale Gaslini che era rammaricata di aver perso 4 anni di Specializzazione in Psicoterapia a Genova presso la Scuola Universitaria. Poi sono andata a fare colloquio al Miller con il professor Dettore e poi al Watson con la dottoressa Durando. Non ho avuto dubbi sulla scelta e anche la distanza mi sembra meno pesante. Sono contenta della programmazione e dei docenti.

Nicoletta R.
1° anno (2010)

Dopo avere precedentemente frequentato qualche mese una scuola di specializzazione di altro tipo,ho deciso di scegliere l’approccio cognitivo comportamentale perché più pratico e ricco di tecniche che permettono di ottenere risultati in un tempo più breve rispetto ad altri approcci. Inoltre è misurabile, scientifico ma al contempo non tralascia la parte emotiva di costruzione della relazione con il paziente.

Paola G.
4° anno (2009)

La mia scelta dell’Istituto Watson è scaturita da un’attenta analisi del mio orientamento già pregresso verso la psicoterapia cognitivo- comportamentale.
Sono venuta a conoscenza dell’ Istituto Watson tramite il laboratorio di psicologia cognitivo- comportamentale con cui collaboravo subito dopo la laurea e mi sono documentata anche su internet.
Il percorso e la scelta che ho effettuato sono stati propedeutici non solo a livello formativo ma anche sul versante umano e relazionale… Posso concludere ringraziando tutti i docenti dell’ Istituto perché ognuno di loro mi ha trasferito delle abilità e un modus vivendi che mi ha permesso di crescere professionalmente e personalmente.