L'aspettativa

aspettativa

Molte persone in sovrappeso sono state vittima dell' "ASPETTATIVA DEL RISULTATO".  Vediamo come può essere un messaggio che ha come obiettivo creare aspettative: “In un mese perderete trenta chili (Veloce). Dovrete soltanto usare il prodotto “fattore X” una volta al giorno (Facile). Chi lo ha usato ha ottenuto incredibili risultati e, se non siete soddisfatti, vi rimborsiamo (Garantito).

I creatori di aspettative fanno leva sul disagio delle persone. Propongono una rapida soluzione. I messaggi che danno contengono tre elementi:

1.    Veloce

2.    Facile

3.    Garantito

Vi è anche la proposta di diete “sicuramente efficaci”. In questo caso per creare aspettative si possono usare tecniche manipolative, che hanno come obiettivo creare disagio per indurre l’altro a comportarsi come noi vogliamo. Frasi colpevolizzanti o inferiorizzanti sono frequenti, ci capita spesso di sentirle o anche di usarle. Chi le usa spesso è tendenzialmente una persona aggressiva e la possiamo riconoscere da alcune caratteristiche:

1.     Ha un’alta opinione di sé
2.     Non accetta di potere sbagliare.
3.     Giudica gli altri.
4.     Non si scusa per eventuali suoi errori.
5.     Ha sempre ragione.
6.     Colpevolizza e inferiorizza gli altri.
7.     Non ascolta gli altri.
8.     Pone sempre i suoi bisogni prima di quelli altrui.
9.     Ha un atteggiamento di superiorità.
10.   Non accetta opposizioni.

Pensate alle persone che conoscete, sono sicuro che ne troverete alcune con queste caratteristiche. Abbiamo sentito frasi colpevolizzanti del tipo: “Se non ti comporti bene mi fai stare male”; “Non mi aspettavo questo da te”. Tempo fa una mia cliente mi ha riportato alcune frasi che usava sua madre: “Tu sarai il chiodo della mia bara”; “Mi sembra di avere le sabbie mobili intorno a me e tu non sei mai pronta a darmi una mano”. Frasi del genere possono essere devastanti. Si possono usare anche frasi inferiorizzanti per manipolare gli altri. Vediamone alcune: “Tu non sei all’altezza del tuo amico Carlo”; “Gli altri riescono meglio di te”. Davanti a un comportamento tendenzialmente manipolativo o si subisce o si aggredisce. È necessario essere allenati per non fare entrare in noi queste frasi e lasciarle scivolare addosso come acqua fresca.Chi si trova di fronte ad una persona di questo tipo, se è indeciso o insicuro, tende a subirla. Vediamo alcune frasi colpevolizzanti o inferiorizzanti che possono essere impiegate con la persona in sovrappeso:

“Se tu avessi più volontà, riusciresti a seguire una dieta”

“Tu sei troppo pigro, devi muoverti di più”;

“Io so cosa è bene per te!” Che sta a significare: "Io conosco il problema e so come risolverlo e tu no!"

 

IL CASO: Marta

Marta, trentadue anni, ha fatto molte diete e ha ripreso tutto il suo peso. Con l’ultima dieta ne ha persi venticinque e ripresi ventotto. Ora Marta è confusa e depressa. È facile diventare depressi quando ci si è impegnati e non si sono avuti risultati.
Marta racconta il dialogo che ha avuto con il dottor G, che le aveva prescritto la dieta che l’ha portata a riprendere tutto il suo peso.
MARTA: Ho ripreso tutto il mio peso e mi sento abbattuta e avvilita. Non so più cosa fare. Mangio poco ma ingrasso.
G:   Ha fatto costantemente attività fisica?
MARTA: Mi stanco subito e poi non l’ho mai fatta nella mia vita!
G: Glielo avevo detto che doveva fare movimento e dieta. (Prima colpevolizzazione)
MARTA: Ma ora mi sento anche depressa.
G: È chiaro che lei non è motivata. (Seconda colpevolizzazione)
MARTA: Ma ho ripreso tutti i miei chili.
G: È normale se non si seguono le istruzioni (Terza colpevolizzazione).
MARTA: Ma che cosa posso fare?
G: Veda un po’ lei!
Forse Marta non è stata molto precisa a riferirmi tutto il dialogo. Perché soltanto successivamente mi riferisce che il dottor G le aveva anche detto: “Sappia che dai campi di concentramento nessuno è uscito grasso!”
Ma il dottor G conosce i risultati della ricerca di “Medicare”?
Se Mara le avesse presentato i risultati della ricerca apparsi su alcuni quotidiani e periodici, che cosa avrebbe risposto il dottore?
Vediamo alcune possibili risposte:
1-    “La ringrazio per avermi dato queste informazioni. Mi premurerò di leggerle”.
2-    “Le diete non funzionano se chi le ha prescritte non è competente. Io ho un’esperienza di oltre trenta anni!”
3-    “Queste ricerche sono soltanto stupidaggini! Sui giornali scrivono per fare notizia”

È poco probabile che avrebbe dato la prima risposta, che sarebbe propria di una persona “assertiva”, cioè non passiva né aggressiva.

Marta è convinta di essere pigra, senza volontà. Le è stata messa addosso questa etichetta che ha marchiato il suo carattere.

Marta non è una donna pigra. Ha un lavoro di responsabilità, accudisce la casa e segue con attenzione il figlio. Non è pigra, non sa soltanto che cosa deve fare per perdere peso.
Quindi ricordate: “Non metterti un marchio sulla spalla, finirà per diventare il tuo destino”