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A chi rivolgersi | Obesità e sovrappeso | I limiti dei "devo" | Il trainer | Basta la volontà? | TCC e trattamento | 10 passi trattamento obesità | Motivazione| Attività fisica| Educazione alimentare | Fame psicologica | Centri di controllo | Altri fattori di rischio | Pazienti a rischio elevato | Obesità addominale | Misurazioni | Costi sociali | Rischio malattie | Nel mondo | Nei bambini | L’ obesità è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità epidemia globale. In tutto il mondo sono 300 milioni gli adulti colpiti dall’ obesità e si può considerare a tutti gli effetti una malattia poiché pregiudica la qualità e la durata della vita. Nel mondo: - 300 milioni di persone sono affette da obesità;
- 210 milioni sono denutrite o malnutrite nel mondo occidentale.
L’ OMS inserisce l’obesità tra i primi dieci problemi di salute globale, riconoscendola come la seconda causa di morte prevenibile dopo il fumo di sigaretta. In Europa l’obesità è triplicata negli ultimi 20 anni e si prevede che nel 2010 ci saranno circa 150 milioni di adulti e 15 milioni di bambini e adolescenti obesi. In Italia non esiste un sistema di sorveglianza e monitoraggio su obesità e sovrappeso, gli unici dati disponibili sono quelli Istat. I dati mostrano un quadro allarmante del nostro Paese collocando l’Italia ai primi posti in Europa per la presenza di soggetti in sovrappeso. Questa condizione riguarda infatti il 24,1 % dei bambini (obesi il 4%) e il 33,6 % della popolazione adulta (obesi il 9,4 %). Obesità e sovrappeso sembrano colpire maggiormente i maschi rispetto alle femmine e le regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali. La presenza di persone obese o in sovrappeso è del 46,5% al Sud e del 45,6% nelle Isole, contro il 38,5% delle regioni settentrionali. Per quanto riguarda l’età, c’è un picco tra i 55 e i 74 anni (14,3% fino 64 anni, 15,7% da 65 a 74 anni) mentre è più bassa tra i 18 e 24 anni (1,3%) e negli ultrasettantacinquenni (10,9%). Ancora, sono in sovrappeso più uomini che donne (42,1% vs. 25,8%), mentre in caso di obesità la differenza è più ridotta (9,3% degli uomini vs. 8,7% delle donne). L’obesità può essere classificata, in base alla modalità di insorgenza, in forme primitive e secondarie. Accanto alle obesità secondarie, più rare e associate soprattutto a patologie endocrine; il tipo di obesità più frequente, definito obesità primitiva o essenziale, riconosce come causa/e un elevato apporto energetico e/o un basso dispendio energetico. L’obesità si verifica quando una persona consuma più calorie attraverso il cibo di quante riesca a bruciarne. Il nostro corpo necessita di calorie per funzionare e per essere fisicamente attivo, ma per mantenere il peso, dobbiamo equilibrare l’energia che mangiamo e quella che usiamo. In alcune situazioni, l’influenza dell’ereditarietà è indubbia e ci aiuta a comprendere perché alcune persone sono in sovrappeso e hanno difficoltà a perdere peso. Ma accanto a questi esempi non possiamo non constatare come invece un certo numero di persone riesca nell’impresa di dimagrire, inducendoci ad ipotizzare che nel determinismo di tale patologia entrino in gioco anche fattori socio-ambientali, come è dimostrato da una maggior diffusione dell’obesità, nel mondo occidentale, tra le donne di basso ceto sociale che tra le donne di ceto medio-alto. Nella società moderna possiamo parlare di ambiente obesogenico ovvero che incoraggia comportamenti che portano all’obesità (le persone vivono in città, si spostano in macchina, consumano cibi preconfezionati ecc..). Inoltre disponibilità di cibo è largamente aumentata negli ultimi 50 anni mentre il tipo di vita, soprattutto in città, scoraggia lo svolgimento di attività fisica. Quando si è in condizione di sovrappeso o a maggior ragione di obesità si avverte il bisogno di perdere peso, dettato in genere dall’obiettivo di migliorare il proprio stato di salute e/o apparire più magri e di aspetto più gradevole. Spesso si ricorre a diete rapide, che promettono di fare perdere molti chili in poco tempo. NULLA DI PIÙ ERRATO! Fonti: http://www.epicentro.iss.it Rolla E. - M.Vittoria Bossolasco, “Perdo peso” GRIBAUDI, Torino (2006).
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