Home domenica 06 luglio 2008
Servizi
Psicoterapia
Perdo Peso
Training PER TE
Corsi Assertività
Scuola T.C.C.
Master
Libri
Approfondimenti
Ansia
Assertività
A.D.H.D.
Depressione
Disturbi alimentari
Disturbi vestibolari
D.O.C.
Età evolutiva
Fobia sociale
Gioco d'azzardo
Insonnia
Obesità
Panico
Tricotillomania
T.C.C.
Login Form





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Syndication
 
La terapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva PDF Stampa E-mail

A chi rivolgersi| Disturbo apprendimento scolastico | Disturbi d'ansia | Terapia cognitivo-comportamentale | Ansia nei bambini

Secondo la prospettiva cognitivo-comportamentale l’individuo non reagisce all’ambiente in se e per sé, ma alla sua rappresentazione mentale (cognitiva). Questo significa che ognuno di noi si forma un’immagine mentale diversa dell’ambiente che lo circonda, a seconda delle proprie esperienze di apprendimento. Il nostro modo di percepire (pensiero) influisce sul nostro modo di “sentire” (emozioni) e quindi sul nostro modo di comportarci (azione). Alla luce di ciò le esperienze precoci di apprendimento sono di fondamentale importanza per sviluppare la “giusta visione delle cose” ed un adeguato modo di sentire. Il compito principale del terapeuta è creare delle esperienze di apprendimento che consentano al paziente di trasformare processi cognitivi e reazioni emotive disfunzionali. E’ facilmente intuibile come la terapia cognitivo-comportamentale rivolta ai bambini dia buoni risultati, in quanto le esperienze di apprendimento, fonte di comportamenti disadattivi, sono relativamente recenti e quindi facilmente modificabili.

Il terapeuta ed il suo piccolo paziente: metodi e tecniche di intervento

Il primo compito del terapeuta è quello di raccogliere dati per poter trarre conclusioni significative e impostare un percorso di trattamento. I colloqui iniziali coi genitori, con gli insegnanti e col bambino stesso sono necessari per poter formulare una diagnosi il più possibile accurata. Terminata questa prima fase, ha inizio il percorso vero e proprio in cui il terapeuta affianca il bambino. Il terapeuta offre la sua consulenza al suo piccolo utente ricorrendo a semplici esperimenti per mettere alla prova alcune convinzioni disfunzionali del bambino. Il bambino è dunque parte attiva del trattamento. In questo ambito gli viene data la possibilità di tentare delle nuove vie comportamentali e di ricavare nuovi significati dall’esperienza. E’ necessario che il bambino impari ad individuare i propri modi di pensare negativi e impari a pensare in modo costruttivo di fronte a situazioni problematiche. Il bambino ed il terapeuta interagiscono in modo collaborativo, con un atteggiamento di problem-solving.
Il terapeuta inoltre, si pone come un insegnante nei confronti del bambino in quanto si impegna a fargli acquisire metodi efficaci per raggiungere il controllo sul proprio comportamento e sulle proprie emozioni. Infine aiuta il bambino a massimizzare i suoi punti di forza e a superare gli ostacoli, accettando la sua particolare unicità.

In conclusione possiamo affermare che lo scopo dell’intervento non consiste nel cercare di rimuovere definitivamente ogni sensazione d’ansia collegata a determinate situazioni, ma nel far apprendere un insieme di abilità di fronteggiamento.

A chi rivolgersi| Disturbo apprendimento scolastico | Disturbi d'ansia | Terapia cognitivo-comportamentale | Ansia nei bambini

 
< Prec.
Main
Home
Istituto Watson
Enrico Rolla
IN-FORMA
A.I.D.A.
Contatti
Link
Visitatori: 339510
Istituto Watson - C.so Vinzaglio 12 - Torino
telefono : 011/5611102 - fax: 011/533706