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CAPIRE IL PROBLEMA PDF Stampa E-mail

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Marco
Marco, quattordici anni, ha più energia della maggior parte dei ragazzi della sua età. E’ sempre stato eccessivamente attivo. Dall’età di 3 anni era un uragano umano, correva vivacemente da una parte all’altra, distruggendo ogni cosa sul suo cammino. A casa, sfrecciando da un gioco all’altro, lasciando un treno di giocattoli dietro di lui. A pranzo sbatteva i piatti e non smetteva di chiacchierare. Era impulsivo e spericolato, attraversava la strada correndo senza guardare se stessero passando le auto, non importava quante volte sua mamma gli avesse spiegato il pericolo che correva o lo sgridasse. Ai giardini non sembrava più scatenato e selvaggio degli altri bambini, ma la sua tendenza a reagire in modo eccessivo (come picchiare i compagni di gioco semplicemente perché l’avevano urtato) gli aveva già causato diversi guai. I suoi genitori non sapevano cosa fare. I nonni, ciecamente innamorati di Marco, li rassicuravano: “I ragazzi sono ragazzi. Non preoccupatevi, col tempo crescerà e passerà.” Ma così non è stato.

Lisa
All’età di 17 anni, Lisa continua a lottare per prestare attenzione e agire in maniera appropriata. Ma questo, per lei, è sempre stato molto difficile. Prova ancora imbarazzo pensando alla sera in cui i suoi genitori l’avevano portata al ristorante per festeggiare il suo decimo compleanno. Fu così distratta dai capelli rossi e luminosi della cameriera che suo papà dovette chiamarla per nome tre volte prima che lei si decidesse ad ordinare. Prima che potesse fermarsi, si lasciò scappare di bocca: “La tinta dei tuoi capelli è orribile!”

Alle elementari e alle medie, Lisa era tranquilla e collaborativa, ma spesso sembrava persa mentre sognava a occhi aperti. Era intelligente, ma non riusciva, per quanto provasse, a migliorare le sue abilità e i profitti scolastici. Diverse volte, prendeva pessimi voti ai compiti in classe. Anche se conosceva la maggior parte delle risposte, non riusciva a rimanere concentrata sul test. Alla notizia dei brutti voti, i suoi genitori reagivano togliendole le cose che le piacevano e rimproverandola: “Sei solo pigra. Potresti prendere voti migliori se solo ci provassi.” Un giorno, dopo che Lisa aveva sbagliato un altro compito in classe, l’insegnante la vide chiedersi in lacrime: “Cosa c’è che non va in me?”

Enrico
Nonostante ami fare diversi lavoretti nel suo negozio, per anni Enrico ha avuto dozzine di progetti di carpenteria mai finiti, e altrettante idee per molti altri, che sapeva non avrebbe mai completato. Il suo garage è così pieno di cataste di legna che con sua moglie scherza sulla possibilità di indire “saldi di fuoco”.

Ogni giorno Enrico deve confrontarsi con la frustrazione di non riuscire a mantenere la concentrazione abbastanza a lungo per finire un lavoro. È stato licenziato da commesso in un magazzino perché perdeva l’inventario o lo completava in modo approssimativo. Nel corso degli anni, spaventato dall’idea di stare impazzendo, ha fatto colloqui con psicoterapeuti e provato diversi farmaci, ma nessuno l’ha mai aiutato a concentrarsi. Vede la stessa mancanza di attenzione nel suo giovane figlio ed è preoccupato.

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