Gestire la rabbia dei bambini può essere per gli adulti un’esperienza frustrante ed estenuante. In effetti uno dei maggiori problemi nell’affrontare la rabbia infantile consiste proprio nel trovarsi a gestire anche la propria !
Nel nostro ruolo di genitori, insegnanti e terapeuti dobbiamo tenere presente che non sempre è stato insegnato a noi per primi a gestire la rabbia quando eravamo piccoli. Siamo stati educati a pensare che essere arrabbiati significasse essere cattivi e spesso siamo stati colpevolizzati per aver espresso questa emozione.
Sarebbe più facile aver a che fare con la rabbia in età infantile se ci sbarazzassimo di queste convinzioni. Il nostro obiettivo non è quello di reprimere o annullare i sentimenti di rabbia nei bambini o in noi, ma piuttosto di imparare ad accettarli, canalizzarli e indirizzarli verso un fine costruttivo.

rabbia bambino

Come aiutare un bambino a gestire la rabbia

Genitori ed insegnanti dovrebbero permettere ai bambini di provare le loro emozioni. L’abilità degli adulti starebbe allora nel mostrare ai piccoli modi accettabili di esprimere questi sentimenti. Le emozioni, soprattutto quando sono forti, non possono e non devono essere negate e gli scoppi di rabbia non dovrebbero essere visti come segni di problemi gravi.
Dovrebbero essere riconosciuti e trattati con rispetto.

Per rispondere con efficacia ai comportamenti eccessivamente aggressivi dei bambini dobbiamo farci un’idea precisa di cosa li abbia scatenati. La rabbia può essere un modo per evitare sentimenti negativi e dolorosi come il fallimento, il rifiuto, la sensazione di solitudine o l’ansia in situazioni sulle quali il bambino non ha controllo.
La rabbia può essere anche associata a sentimenti di dipendenza, tristezza e depressione. Nell’infanzia la rabbia e la tristezza sono emozioni facilmente confuse, che provocano sensazioni fisiche simili ed è importante ricordare che molta parte di ciò che gli adulti esprimono con il pianto, i bambini lo manifestano come scoppi di rabbia.

Prima di entrare nel merito degli strumenti per gestire gli scoppi d’ira, è importante sottolineare alcuni punti:

  • Dobbiamo distinguere tra rabbia e aggressività. La rabbia è uno stato emotivo temporaneo causato dalla frustrazione. L’aggressività è spesso il tentativo di ferire una persona o di distruggere oggetti ed è uno stile comportamentale più persistente.
  • Rabbia e aggressività non devono essere considerate parole proibite. Ciò significa che nella valutazione di comportamenti aggressivi nei bambini dobbiamo distinguere accuratamente tra comportamenti che indicano problemi emotivi e comportamenti di normale espressione emotiva.
  • Nella gestione della rabbia infantile, le nostre azioni dovrebbero avere come obiettivo “contenere e comprendere” e non “punire”. Genitori e insegnanti dovrebbero mostrare ai bambini che comprendono i loro sentimenti e desiderano trasferire modalità espressive più sane e funzionali. Un adulto per esempio potrebbe dire “Ti faccio vedere come farebbero altri bambini in questa situazione”. Non è certamente sufficiente comunicare ad un bambino che ha un comportamento inadeguato o dirgli cosa dovrebbe fare in alternativa. Questa è una inutile quanto improduttiva modalità prescrittiva che non cambierà il risultato finale. Dobbiamo fare da modello, fare esercizi e allenamenti tramite role playing e giochi interattivi. Inoltre dovrebbe essere chiaro ai bambini cosa ci si aspetta da loro e avere costanza e coerenza nelle reazioni e nelle richieste: non si può gridare ad un bambino di calmarsi e non urlare, così come non si possono usare la sculacciate per insegnare a non picchiare gli altri !

Contrariamente a quanto si crede, la punizione non è lo strumento più efficace per modificare comportamenti e trasferire nuove abilità.

Tecniche di trattamento del bambino aggressivo

Fritz Redl e David Wineman hanno scritto un libro molto interessante e utile: “Tecniche di trattamento del bambino aggressivo”. Ecco alcuni spunti tratti dal testo allo scopo di suggerire strategie alternative.
“Bravo, sei stato proprio bravo !” Spiegate al bambino quali comportamenti sono apprezzati, notate e gratificate i suoi sforzi per mettere in atto questi nuovi comportamenti. Usate frasi incoraggianti come “Mi piace quando metti a posto i tuoi giochi”, “Sei stata gentile a dividere la tua merendina con la compagna”, “Grazie per aver detto la verità sul litigio con il tuo compagno”, “So che è difficile aspettare il proprio turno, ma tu ci sei riuscita, brava !” eccetera.
Ignorate attivamente i comportamenti inappropriati che possono essere tollerati. Questo non significa che dovete ignorare il bambino, ma solo il comportamento che ritenete non troppo grave. Questo “ignorare” deve essere ben pianificato e costante. Non commettete l’errore di alternare attenzione e rimproveri con il tentativo di ignorare questi comportamenti fastidiosi. I bambini potrebbero continuare apposta per provocare una reazione sapendo che sono facilmente in grado di portarvi all’esasperazione se continuano per un tempo sufficiente.

L’importanza dell’attività fisica e svaghi all’aria aperta.

I bambini hanno bisogno di fare esercizio fisico e movimento sia a scuola, sia a casa. Dopo un po’ di tempo trascorso fuori a giocare e correre è molto più semplice mettere in atto strategie di autocontrollo che noi avremo provveduto ad insegnare loro.
Modificate l’ambiente circostante. I comportamenti aggressivi sono facilitati da ambienti in cui il bambino viene spesso sollecitato e provocato. Conoscete il detto “L’occasione fa l’uomo ladro” ? Dovremmo fare in modo che l’ambiente sia adeguato a rendere certi avvenimenti meno probabili. Interrompete subito una discussione, un piccolo litigio o situazioni di antagonismo che potrebbero degenerare e introducete un gioco, una battuta spiritosa o altro. A volte le regole troppo ferree o lo spazio ristretto possono avere un effetto scatenante.

Usate il contatto fisico e affettivo.

Cercate di essere vicino fisicamente ed emotivamente ai bambini più aggressivi e fragili. Spesso avere un adulto di fianco che esprime interesse e calore è già di per se un agente calmante e rassicurante che abbassa le probabilità di mettere in atto aggressioni o scoppi di rabbia. I bambini cercano naturalmente di coinvolgere nelle loro attività gli adulti presenti, spesso però gli adulti reagiscono stancamente come se fosse un disturbo o un fastidio. L’attenzione e l’interesse sono invece armi potenti per combattere la rabbia e la frustrazione nei bambini, ovviamente se indirizzate ai comportamenti adeguati e non a quelli indesiderati. Quando un bambino sta per usare in modo inadeguato e pericoloso un gioco o un attrezzo, la vicinanza di un adulto che mostri interesse verso il gioco o l’attrezzo basta da sola a stoppare il comportamento negativo. Anche il calore e il contenimento delle emozioni ha una valenza importante: basta una frase tipo “Dimmi cosa ti ha fatto arrabbiare, cosa ti ha offeso” e il bambino si sente subito considerato e capito e non ha bisogno di picchiare e distruggere oggetti per avere attenzione.
Usate il contenimento fisico. In rari casi i bambini più instabili possono perdere talmente  il controllo da avere bisogno che qualcuno li allontani fisicamente dal luogo o dalla situazione per evitare che si facciano o facciamo del male a qualcuno. Questo allontanamento non deve essere considerato o attuato come una punizione, ma accompagnato da frasi tipo “Non accetto che tu faccia questo, non ti è permesso, ti dò il tempo e lo spazio per calmarti. Poi penseremo insieme ad un modo di comportarsi diverso”. In queste situazioni è di fondamentale importanza che l’adulto stesso non perda le staffe gridando o strattonando il bambino. Ci vuole calma e allenamento da parte di genitori e insegnanti, altrimenti che modello saremmo ?

Incoraggiate i bambini a vedere i loro punti di forza e di debolezza.

Sottolineate sempre le loro abilità e come queste possono essere usate per colmare difetti e migliorare. Ricordate i risultati e le conquiste già raggiunte, usatele come esempio per comunicare “Ce la puoi fare anche stavolta”.
Usate premi e gratificazioni. Sapere che se ci impegniamo ci attende una ricompensa o un’attività piacevole è alla base della vita quotidiana di ogni persona. Ci attiviamo o ci tratteniamo dal compiere un’azione anche perchè abbiamo imparato quali conseguenze negative o positive ne derivano. Anche i bambini devono progressivamente comprendere questo nesso causa – effetto. Ricordate sempre però che per un bambino ogni promessa è debito, quindi mantenete ciò che dite e vedrete risultati tangibili.
L’importanza di dire “NO”. I limiti dovrebbero essere chiari e stabili. I bambini saranno liberi di muoversi in questi confini precisi senza venire soffocati da continui rimproveri e limitazioni a volte privi di senso, ma altrettanto comuni in chi non sa farsi ubbidire e finisce per impedire tutto nel tentativo di ottenere qualcosa.
Usate conseguenze negative e punizioni adeguate. C’è un confine sottile tra la punizione usata contro un bambino e la messa in atto di una conseguenza negativa a scopo educativo. Non usate punizioni fisiche. Utilizzate tecniche come il time out o il costo della risposta abitualmente insegnate nella terapia cognitivo comportamentale e di efficacia verificata.
Siate un buon modello. Gli adulti ignorano quanto poco servano le loro parole con i bambini e quanto invece siano i loro comportamenti a insegnare ai bambini come agire. I bambini sono dei mimi eccezionali e tendono a copiare ciò vedono fare agli adulti nelle varie situazioni, più che basarsi su ciò che sentono dire.
Allenate i bambini ad esprimere le loro emozioni verbalmente. Parlare aiuta il bambino a controllarsi e questo riduce la messa in atto di comportamenti incontrollati. Incoraggiate i bambini a dire frasi del tipo “Non mi va che prendi la mia penna”, “Non voglio che tocchi le mie cose”, eccetera.

L’obiettivo più importante per un adulto è aiutare i bambini a sviluppare rispetto per se stessi e per gli altri. Educatori e genitori hanno un ruolo cruciale nella formazione di questa caratteristica personale e per raggiungere questo risultato i bambini devono essere considerati esseri umani di valore con cui instaurare un rapporto basato sulla considerazione e l’onestà.

FONTE: The Aggressive Child” by Luleen S. Anderson, PhD published by the Children’s Bureau, ACYF, DHEW. (Reprinting permission unnecessary.)

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