Frida Kahlo è stata una donna estremamente resiliente per tutto il corso della propria vita.

 

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

Frida kahlo è una pittrice che ha trasformato il dolore in bellezza. L’opera di Kahlo è interessante non solo sul piano pittorico ma anche su quello psicologico, è notevole come questa piccola, fragile donna sia riuscita a trasformare in arte la rappresentazione di un corpo traumatizzato e ferito. Quadri famosi hanno come soggetto eventi come l’aborto, la nutrizione forzata, la rappresentazione di un corpo con cicatrici, busti, lacrime, chiodi che lo trafiggono, eppure lo sguardo osservante non fugge via per la drammaticità del soggetto ma al contrario ne è attratto.

Ma per conoscere Frida non si può prescindere dalla sua storia di dolore, di sofferenza e amore, ma soprattutto di resilienza.

Frida Kahlo nasce a Coyoacàn, una delegazione di Città del Messico nel 1907, ma sceglie di utilizzare come data di nascita il 1910, anno della rivoluzione messicana, di cui si sentiva profondamente figlia.

Già alla nascita compaiono le prime criticità: Frida è affetta da spina bifida, una patologia ancora sconosciuta e che verrà curata come poliomielite. La sua malattia non la blocca, anzi sembra forgiarne il carattere: sin dall’adolescenza emerge il suo spirito indomito e passionale e inizia a fare capolino il suo talento artistico. La sua aspirazione è inizialmente quella di fare il medico ma inizia ben presto a dipingere per divertimento i ritratti dei suoi compagni di studio.

A 18 anni Frida subisce il terribile incidente che segnerà la sua vita: l’autobus sul quale viaggiava si scontra con un tram e finisce schiacciato contro un muro.  La sua colonna vertebrale si spezza in tre punti nella regione lombare, si frattura il collo del femore, le costole e la gamba sinistra in 11 punti diversi, si sloga il piede destro, subisce una lussazione alla spalla sinistra e la rottura dell’osso pelvico. Un corrimano dell’autobus le penetra su un fianco e fuoriesce dalla vagina, impedendole per sempre di diventare madre.

Una volta dimessa dall’ospedale trascorre anni a riposo, nel suo letto di casa, con un busto di gesso che l’accompagnerà per molto tempo.

Frida è un’artista che ha reso opera d’arte condivisibile e fruibile dagli altri, il suo stesso dolore e fragilità umana. Lo ha fatto raccontando il suo corpo martoriato come un oggetto reale ma anche simbolico, la sua fisicità si eleva da esperienza individuale, a valore universale che ogni persona può riconoscere e comprendere empaticamente.
Frida è un esempio di come l’arte possa rendere condivisibile un’esperienza molto personale ed intima, difficilmente raccontabile con le parole. Le sue opere non hanno lo scopo di renderla famosa, ma piuttosto quello di esprimere e di raccontare l’indicibile, rendere possibile sopportare eventi e traumi che altrimenti avrebbero rischiato di rompere l’unità dell’Io. Frida ha la capacità di trasformare il trauma in altro, l’osservatore sente palpitare la vita sottostante che non si piega e non si rompe al dolore, ma anzi rimanda un autoritratto spesso altero che non rinuncia alla bellezza e ai colori degli abiti e delle ambientazioni.
I quadri di Kahlo sembrano essere una forma di autocura, di autosostegno, nella ricerca di quella unità che gli eventi traumatici mettono in serio pericolo. Opere che potrebbero essere sovrapposte al processo del sogno, tele dipinte secondo il processo primario che seguono le modalità dei sogni, anche se la pittrice né è inconsapevole, così come il sognatore può ricordare il sogno e coglierne il valore senza per questo comprenderne consapevolmente il significato simbolico.

FONTE:

http://psyblog.blog.tiscali.it/

https://it.wikipedia.org/

http://www.psicologi-italia.it/