Vi siete mai posti alcune di queste domande?
- Perchè tra tanti approcci dovrei scegliere quello cognitivo comportamentale ?
- Tanti dicono che non è facile trovare lavoro come psicoterapeuta, questa scuola mi servirà ?
- A cosa mi serve la teoria se poi non la so applicare?
- Potrò acquisire competenze utili a lavorare anche in altri campi, come lo sport, le aziende, l'handicap, la scuola?
- Ci sono tante scuole, perchè proprio il Watson?
Queste domande e altre ancora sono molto frequenti per chi vuole scegliere la professione del terapeuta. Forse non tutti sanno che la Terapia Cognitivo Comportamentale e l'analisi e modificazione del comportamento possono offrire le risposte.
La terapia cognitivo comportamentale è pratica, il terapeuta e il cliente indviduano gli obiettivi della terapia e collaborano al loro raggiungimento.
Il lavoro terapeutico è centrato da un lato sulla comprensione delle modalità con cui il cliente attribuisce il significato alle sue esperienze, dall’altro sul trasferimento di nuove abilità. Il cliente impara a monitorare le proprie esperienze, a reinterpretarle secondo diverse chiavi di lettura, a modificare il suo comportamento e a esprimere o gestire le proprie emozioni.
La terapia cognitivo comportamentale è flessibile, negli anni si è arricchita di nuovi approcci e strategie che hanno permesso di superare le limitazioni del modello classico: la mindfulness, che aiuta il paziente a sganciarsi dai propri pensieri e a vivere la vita nel presente; la terapia dialettica cognitivo comportamentale, che ha rivoluzionato il trattamento del disturbo borderline e la Schema Therapy, che ha integrato i contributi di diversi approcci terapeutici per il trattamento dei disturbi di personalità
La terapia cognitivo comportamentale dà spazio alla relazione con la persona: il terapeuta cognitivo comportamentale crea un confronto sincero e diretto tra terapeuta e cliente. La relazione è impostata su principi democratici: i temi che si prenderanno in considerazione nel corso della seduta sono suggeriti sia dal paziente, sia dal terapeuta. Al paziente viene spiegato chiaramente quali strategie si stanno utilizzando e per quale motivo.
La terapia cognitivo comportamentale permette la costante verifica dei risultati raggiunti: da un lato le strategie che il terapeuta utilizza sono state validate da molteplici ricerche internazionali, dall’altro il terapeuta ha un approccio sperimentale alla terapia, è cioè in grado di valutare quali risultati sono stati raggiunti e quanto lavoro manca per raggiungere gli obiettivi stabiliti.
La TCC trova applicazione in ambito clinico, educativo scolastico, riabilitazione handicap, organizzativo aziendale e nella psicologia dello sport.
Qualsiasi professione è difficile da avviare se non si conoscono le strategie efficaci. Nelle lezioni di formazione personale sono previste anche sezioni orientate a trasferire le abilità necessarie per cominciare l'attività di liberi professionisti.
L'Istituto Watson fin dal 1° anno di specializzazione trasferisce competenze pratiche presentando durante le lezioni casi videoregistrati, fornendo strumenti di intervento per il trattamento dei vari disturbi, permettendo di assistere alle sedute attraverso telecamera in presa diretta, consigliando strategie di self marketing per avviare la professione privata.
Per saperne di più sulla terapia cognitivo comportamentale potete consultare
Public Health Agency of Canada
www.phac-aspc.gc.ca/mh-sm/index-eng.php
Linee guida ufficiali sui vari disturbi dal National Institute for Clinical Excellence www.nice.org.uk/guidance/index.jsp?action=byTopic&o=7281&set=true
National Institute of Mental Health USA
www.nimh.nih.gov/health/topics/index.shtml
Empowerment personale. Capire, prevenire e risolvere le sfide della vita
http://www.helpguide.org/