Effetto nocebo: pensare negativo fa male alla salute. La maggior parte delle persone ha sentito parlare dell’ “effetto placebo”, ovvero l’effetto “curativo” sperimentato da  individui che coinvolti in un trial clinico, credono di assumere un nuovo farmaco o trattamento, ma in realtà usufruiscono di un fake. L’effetto placebo è reale e può funzionare in percentuali che variano tra il 18 e l’80%.

Non è solo fantasia – è in grado di dilatare i bronchi, riparare le ulcere, far scomparire le verruche, abbassare la pressione sanguigna  e persino far ricrescere i capelli.

Effetti indesiderati

Ma l’effetto placebo ha un lato oscuro. La stessa forza che lega mente e corpo ed è in grado di guarire, può anche fare del male. Quando i pazienti coinvolti in un trial clinico doppio-cieco vengono allertati sui possibili effetti collaterali di un farmaco che devono assumere, approssimativamente il 25% di loro li sperimenta anche intensamente, persino nei casi in cui stiano assumendo solo una pillola zuccherina.

I soggetti trattati con un placebo riportano spesso un senso di fatica, nausea, debolezza muscolare, brividi di freddo, ronzii nelle orecchie, disturbi nel senso del gusto, nella memoria e altri sintomi che non possono essere collegati a una pillola zuccherina.

La cosa interessante è che questi disturbi legati all’effetto nocebo non sono casuali; corrispondono agli effetti collaterali segnalati in relazione al farmaco reale che le persone credono di prendere.  Quindi, suggerire semplicemente al paziente che potrebbe sperimentare effetti indesiderati in risposta a un farmaco (o una pillola zuccherina) può diventare una profezia che si auto avvera.  Per esempio, dire a un paziente, trattato con placebo, che potrebbe sperimentare nausea, renderà probabile che accada.  Così come un mal di testa. Pazienti a cui è stata somministrata una soluzione salina, invece di quella che credevano essere una chemioterapia, hanno persino perso i capelli.

Quando credi che la morte sia vicina… 

In uno studio, un gruppo di pazienti che stava per essere sottoposto a un intervento chirurgico ed era “convinto di morte imminente”, è stato  messo a confronto con un altro gruppo di pazienti che si definiva “semplicemente preoccupato”. I pazienti “apprensivi” hanno superato l’intervento più che bene, mentre i componenti del gruppo,” convinti” della prognosi infausta,  fecero la fine che temevano.

In modo simile, donne che credevano di essere inclini all’infarto,  morivano con una probabilità quattro volte maggiore. E non perché seguivano un’alimentazione peggiore o avevano una pressione più elevata,  maggiori livelli di colesterolo o una maggiore predisposizione familiare rispetto alle altre. La sola differenza tra i due gruppi risiedeva nelle loro credenze.

L’effetto nocebo appare anche più ovvio in relazione alle morti “voodoo”: le persone vengono maledette, condannate a morte… e poi muoiono davvero. Il concetto di morte voodoo non è applicabile solo agli stregoni delle culture tribali. La letteratura mostra che i pazienti convinti di essere terminali in quanto erroneamente informati di avere pochi mesi di vita, sono morti in quel dato periodo, nonostante l’autopsia non avesse successivamente potuto trovare una spiegazione fisiologica adeguata.

La maledizione medica

Tutte le volte che il medico comunica a un paziente che è affetto da una malattia “incurabile”, che dovrà assumere farmaci  per sempre, o che gli rimangono solo cinque anni di vita,  sta involontariamente gettando una sorta di “maledizione” ..  senza saperlo.

Normalmente i dottori credono di essere diretti, che sia importante sapere a cosa si va incontro, che sia necessario essere realistici e prepararsi, se necessario. Ma quando lo fanno, instillano nella mente (conscia e subconscia) del paziente, l’idea che non staranno mai meglio. E quando la mente abbraccia tale credenza negativa, questa diventa una profezia  che si auto avvera. Se credi che non guarirai mai,  non accadrà.

La morale di questa storia

Leggendo  a proposito dei 3500+ casi documentati in letteratura medica  nell’ambito del “ Progetto Remissione Spontanea” redatto dall’Istituto di Scienza Noetica , il concetto di malattia incurabile appare più relativo.  Indipendentemente dal grado di scetticismo, è importante ripulire le menti dai pensieri negativi che possono sabotare le nostre forze di auto guarigione.

Se vi interessa l’argomento … da dove iniziare?

Se siete motivati a mettere alla prova il meccanismo di auto guarigione innato  del vostro corpo,  nel libro “La mente supera la Medicina: la prova scientifica che si può guarire da soli” vengono presentati i passi per cominciare a modificare le credenze negative e aumentare le probabilità di stare meglio.

Fonte: Psychologytoday