Alcuni neuroscienziati della UC Davis, in California hanno dimostrato come l’esercizio fisico sia in grado di avere effetti positivi sul corpo, ma anche sulla salute mentale riducendo i sintomi associati alla depressione.

I ricercatori hanno scoperto che attraverso un esercizio fisico intenso, aumentano  i livelli di due tra i  neurotrasmettitori più comuni: il glutammato e l’acido gamma-aminobutirrico (GABA), implicati nella trasmissione chimica tra i neuroni all’interno del cervello umano.

Il GABA è un neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. Il suo ruolo principale è quello di ridurre l’eccitabilità dei neuroni. Negli esseri umani, il GABA è anche responsabile della regolazione del tono muscolare. Il glutammato invece, è un importante neurotrasmettitore, eccitatorio, che svolge un ruolo fondamentale nell’ attivazione neurale. I ricercatori della Davis hanno rilevato un incremento nei livelli di questi due neurotrasmettitori, nei partecipanti alla ricerca che si sono esercitati con costanza a differenza di coloro che non hanno praticato nessun tipo di esercizio fisico.

Nel Febbraio del 2016 il seguente studio “Acute Modulation of Cortical Glutamate and GABA Content by Physical Activity” è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience. Si tratta di una ricerca che ci ha permesso di migliorare la comprensione dei meccanismi metabolici cerebrali sottostanti  l’attività fisica. Ed anche, di comprendere meglio  come l’esercizio aerobico abbia numerosi  benefici per quanto riguarda la depressione, disturbi neuropsichiatrici, neuro riabilitazione, l’invecchiamento e le funzioni cognitive.

L’esercizio ottimizza le strutture cerebrali e la connettività funzionale

L’ esercizio fisico è in grado, ad esempio, di incrementare la produzione di GABA, riducendo così al minimo lo stress e l’ansia.  In particolare, numerosi studi, si sono occupati di analizzare gli effetti prodotti dallo svolgere dell’ attività fisica, ponendo attenzione sugli effetti prodotti nel cervello a livello strutturale, chimico ed elettrico.

Dal punto di vista elettrico, svariate ricerche hanno dimostrato che l’attività fisica porta ad un aumento generalizzato dell’ elettroencefalogramma (EEG). Strutturalmente invece, l’esercizio aerobico è noto per favorire l’aumento del volume della materia grigia ed ottimizzare la connettività della sostanza bianca.

“Le sostanze neurochimiche rilasciate durante l’esercizio sono così potenti che vi potreste considerare dei farmacisti, auto-medicandovi. Vi è una forte correlazione tra la quantità di alcuni neurotrasmettitori nel cervello e il vostro stato d’animo. Infatti, come è stato più volte dimostrato l’esercizio migliora l’ambiente chimico cerebrale, sia lungo che a breve termine. Per le persone che invece, non sono clinicamente depresse, recenti studi hanno dimostrato come l’esercizio fisico sia uno dei più affidabili “booster” dell’ umore.

Le ricerche sui processi chimici e sugli effetti a lungo termine dell’ esercizio sulla salute mentale, l’apprendimento e la memoria sono ancora in corso. Gli studi di sostanze chimiche, come gli antidepressivi aiutano a svelare le proprietà chimiche della depressione e dell’umore. Il potere psicofarmacologico dell’esercizio fisico non deve essere sottovalutato, ma non è una panacea per tutte le malattie mentali. “

In questo ultimo studio della UC Davis, i ricercatori hanno condotto diverse risonanze magnetiche su soggetti volontari, sia prima sia dopo aver svolto un intenso esercizio fisico, per misurare i livelli di GABA e quelli di glutammato.

L’esercizio incrementa la produzione di GABA e Glutammato

Questo esperimento si prefiggeva di misurare la produzione di glutammato e di GABA in due diverse parti del cervello, immediatamente prima e dopo tre sessioni di esercizio fisico di durata compresa tra gli otto e i venti minuti. Contemporaneamente misurazioni simili venivano condotte anche attraverso un gruppo di controllo.

In particolare, sono stati rilevati incrementi significativi sia di GABA, sia di glutammato nella corteccia visiva, deputata all’ elaborazione delle informazioni visive. Questi risultati confermano l’incremento indotto dall’esercizio nella produzione a livello corticale di glutammato e GABA, ed espande la nostra comprensione dei diversi stati cerebrali innescati dall’ attività fisica.

Lo studio ha permesso di identificare anche un aumento del glutammato, conseguentemente all’ attività fisica, nella corteccia cingolata anteriore, implicata nella regolazione della frequenza cardiaca, così come in alcune funzioni cognitive e nell’elaborazione emotiva. Anche se gli effetti benefici che l’esercizio fisico ha sul nostro cervello si dissipano, una volta che si smette di praticare un’attività sportiva gli effetti sembrano permanere.

Le nuove intuizioni sul legame tra metabolismo cerebrale ed esercizio fisico, contribuiscono ad una migliore comprensione del motivo per cui l’esercizio aerobico aiuti milioni di persone in tutto il mondo a  combattere la depressione. I ricercatori infatti, ritengono che questi risultati dimostrino pienamente come l’esercizio fisico può essere una terapia efficace per molte persone che soffrono di depressione. In particolare, sostengono che l’esercizio potrebbe essere particolarmente utile per i pazienti sotto i 25 anni, spesso più sensibili agli effetti collaterali degli antidepressivi, come gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).

In un comunicato stampa, l’autore Richard Maddock, professore della UC Davis presso il Dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali, ha detto:

“Il Disturbo Depressivo Maggiore è spesso caratterizzato da un impoverimento del glutammato e del GABA, che tornano nella norma, una volta ripristinata la salute mentale. Il nostro studio dimostra che l’esercizio fisico, è in grado di attivare le vie metaboliche deputate al ripristino di questi neurotrasmettitori. Dal punto di vista metabolico, l’esercizio fisico è un’attività assai impegnativa per il cervello, molto più intensa del calcolo o degli scacchi, ma nessuno sa cosa succede a tutta quella energia. A quanto pare, una delle cose che sta facendo è produrre più neurotrasmettitori “.

I nuovi risultati di Maddock e dei suoi colleghi sono un passo importante verso una migliore comprensione della complessità del metabolismo cerebrale. Questa ricerca inoltre, suggerisce anche l’impatto negativo che stili di vita sedentari potrebbero avere sulle funzioni cerebrali e sulla produzione di neurotrasmettitori”.

Dopo aver verificato gli effetti positivi che l’esercizio fisico intenso è in grado di esercitare sulla depressione Maddock e colleghi, si sono orientati ad approfondire le loro ricerche, verificando se ulteriori attività aerobiche intense, sono in grado produrre i medesimi vantaggi per il nostro cervello.

“Stiamo offrendo un altro motivo per cui una regolare attività fisica può essere importante per prevenire o trattare la depressione“, ha concluso Maddock. “Non è detto che ogni persona depressa che si eserciterà otterrà dei miglioramenti, ma molti si. È poi possibile che saremo in grado di identificare i pazienti che potrebbero trarre un maggior vantaggio dalla prescrizione di un esercizio.”

 

FONTE:

-psychologytoday.com