La Terapia Cognitivo Comportamentale è una forma di psicoterapia pratica, orientata ad obiettivi e a breve termine, che mira a trasferire abilità cognitive e comportamentali utili a modificare pensieri e comportamenti fonte di disagio.

Centinaia di accurati studi e ricerche  hanno dimostrano l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale, che è stata quindi riconosciuta come terapia preferenziale per la maggior parte dei disturbi emozionali e comportamentali dalla comunità scientifica internazionale e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il servizio di terapia offerto dall’Istituto Watson è indirizzato a bambini, adolescenti e adulti con problemi di Attacchi di panico, Agorafobia, Fobie specifiche, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Ansia Generalizzata, Ansia Sociale, Disturbo Post Traumatico da Stress, Depressione, Insonnia, ADHD, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, Disturbi alimentari, Disturbi sessuali e problemi di coppia.

I servizi di Psicoterapia vengono offerti nelle sedi di Torino e Chivasso.

L’ Istituto Watson offre diverse opzioni di trattamento:

  1. terapia individuale
  2. terapia di gruppo
  3. terapia domiciliare
  4. programmi di trattamento intensivo
  5. programmi di Terapia Online
Data la crescente attenzione, nazionale e internazionale, a sprechi e corretto impiego del denaro pubblico, da alcuni anni si cerca di intervenire efficacemente per ridurre le spese causate dai disturbi di ordine psicologico secondo strategie basate sull’ efficacia degli interventi.
Lord Richard Layard, nominato barone d’Inghilterra dalla regina Elisabetta per i suoi alti meriti scientifici, è Professore universitario di economia ed è noto in particolare per i suoi studi sulla felicità umana (che secondo le sue ricerche non può essere ridotta ad aspetti esclusivamente economici).
Determinante è stato il contributo di Lord Layard nel convincere il Governo britannico della opportunità di migliorare l’accesso dei cittadini alla psicoterapia evidence based, che è essenzialmente Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, approvando il programma Improved Access to Psychological Therapies (IAPT), che ha come obiettivo l’assunzione di circa 10.000 psicoterapeuti e l’apertura di 250 centri di psicoterapia nel Regno Unito.
L’ideazione di un programma di questa portata deriva dalle osservazioni di autorevoli consulenti del governo (provenienti dalla prestigiosa London School of Economics) che hanno delineato un’analisi (in termini costi-benefici) degli interventi possibili per affrontare le difficoltà che il sistema sanitario e quello economico inglese incontrano nel contrastare la depressione e i disturbi d’ansia, traendone conclusioni molto interessanti ed in gran parte applicabili anche al panorama italiano.
Intanto, per lo Stato inglese la perdita di ricchezza dovuta a depressione e ansia cronica è annualmente di circa 12 miliardi di sterline (l’1% del Prodotto Interno Lordo di quel Paese) e il costo per i contribuenti e di circa 7 miliardi di sterline. Ogni persona con un disturbo d’ansia o depressione costa ai contribuenti inglesi circa 750 sterline al mese (tra pensioni, sussidi, assenze o abbandoni del lavoro, cure farmacologiche, ricoveri, mancate tasse sul reddito, assistenza, eccetera), senza considerare i costi umani e sociali che ricadono sulle famiglie e la sofferenza delle persone.
A fronte di ciò un intero ciclo di trattamento di psicoterapia, mediamente di 10 incontri, valutano i ricercatori inglesi, costerebbe complessivamente le stesse 750 sterline che si spendono in un solo mese.
Per questo motivo e sulla base di numerose evidenze empiriche, che hanno dimostrato un risparmio del 20% a livello dell’assistenza sanitaria, in Inghilterra è stata promossa l’attuazione di un servizio volto a fornire sostegno psicologico, fondato per il 60% dalle prestazioni sulla Terapia Cognitivo Comportamentale. Servizio che ha reso la terapia psicologica accessibile a tutti e che viene utilizzato oggi da milioni di persone.
Si tratta di un modello, come affermato da Lord Layard, facilmente replicabile in paesi come l’Italia che hanno un Servizio Sanitario Nazionale, e dove la possibilità di risparmiare può arrivare ad avere una certa risonanza all’interno del sistema.
Nella video intervista girata in occasione del XVII Congresso dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento: “TCC e psicoterapia scientifica. Nuove prospettive”, Lord Layard spiega come politica, economia e psicoterapia evidence based possano creare una sinergia utile al benessere psicologico, fisico socio-economico di un paese.

Lord Layard – contributo x congresso AIAMC2015 from Istituto Watson su Vimeo.

La richiesta di aiuto delle persone per disturbi d’ansia quali fobie, panico, agorafobia, ossessioni, ansia sociale, ansia generalizzata e depressione sono in costante aumento.
Dal 1975 al 1984 la vendita di benzodiazepine (tranquillanti minori), di antidepressivi e di neurolettici (tranquillanti maggiori) è aumentata rispettivamente dell’80%, del 119% e del 29%.
Dati ISTAT, 1994 ci informano che in Italia sono stati venduti ed ingeriti qualcosa come un miliardo in pastiglie di tranquillanti minori
Secondo l’ultima analisi sullo stato di salute della popolazione Italiana del Rapporto Osservasalute (2009), si rileva una vera e propria overdose di psicofarmaci. Gli antidepressivi sono aumentati del 310% dal 2000 al 2008.
In Italia il costo sociale valutato soltanto per le spese dirette, risonanze magnetiche, tac, visite specialistiche etc.. è di 4 miliardi.
Chi soffre di disturbi d’ansia e depressione paga un inoltre costo “indiretto”elevatissimo: perdita del lavoro, riduzione delle capacità lavorative.
Spesso le persone, prima di venire a conoscenza dei programmi specifici di trattamento, hanno fatto un lungo percorso,  hanno assunto costantemente farmaci e, non vedendo risultati, sono demotivati e spesso depressi. Non credono più che sia possibile uscire dalla loro situazione, si rassegnano.