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A chi rivolgersi | Introduzione | Problemi correlati | Vestibular training | Efficacia

A seguito di una accurata valutazione fatta dal medico specialista e successivamente dal terapeuta, le persone con disturbi dell’equilibrio, vertigine e giramenti di testa vengono introdotte in un programma personalizzato da svolgere in singolo o a gruppi. Il programma prevede una serie di esercizi che tendono a sollecitare i tre principali fattori a cui è affidato il nostro equilibrio: visivo, somatosensoriale e vestibolare.
La gamma di esercizi viene svolta in un’ottica di Desensibilizzazione Sistematica, quindi la persona si allena gradualmente ad affrontare e gestire tutte le situazioni abitualmente evitate per timore di scatenare una crisi di vertigine o perdita di equilibrio.
Il protocollo prevede circa 12-16 sedute di 50 – 60 minuti da svolgere nell’arco di 3 – 4 mesi. Durante le sedute i pazienti insieme al terapeuta provano esercizi via, via più complicati che dovranno poi essere ripetuti a casa tutti i giorni.
Altri esercizi sono previsti per gestire panico e/o agorafobia da cui i pazienti con disturbi vestibolari spesso sono affetti. Le tecniche applicate rispondono ai protocolli validati scientificamente e applicati dall’approccio cognitivo comportamentale.

A chi è rivolto

Ci sono 5 indicazioni cliniche per applicare la riabilitazione vestibolare: 

  • Interventi specifici per la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna
  • Interventi generici per perdita vestibolare
    • Perdita unilaterale come neuriti vestibolari o neuroma acustico
    • Perdita bilaterale, come tossicità da gentamicina e condizioni correlate
  • Persone con problemi vestibolari oscillanti, non necessariamente in vertigine al momento della terapia. L’obiettivo in questi casi è preparare la persona a reagire in anticipo alla vertigine piuttosto che  produrre cambiamenti permanenti nella situazione vestibolare.
    • Sindrome di Meniere
    • Fistola perilinfatica
  • Trattamento empirico in casi di diagnosi non chiara
    • Vertigine post traumatica
    • Disequilibrio multifattoriale dell’anziano
  • Vertigine psicogena per desensibilizzazione
    • Altre situazioni in cui si presenta paura irrazionale di situazioni in cui sia possibile perdere l’equilibrio

Ci sono alcune condizioni in cui non è chiaro se la riabilitazione sia utile, ma sembra secondo alcuni autori che i benefici siano minimi.

  • Bassa pressione sanguigna
  • Reazioni ai farmaci (diverse dall’ototossicità)
  • Emicrania con vertigine associata (sebbene si sia riscontrato un certo beneficio, e.g. Whitney et al, 2000)
  • Attacco ischemico transitorio  - TIA
  • Mal di terra (Mal de debarquement MDD)
  • Degenerazione cerebellare
  • Sindrome dei gangli basali come PSP (esistono prove che la riabilitazione sia utile per il Parkinsonismo)
  • Intolleranza idiomatica al movimento (eccetto i casi psicogenici)

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