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QUALI SONO I SINTOMI DEL ADHD ? Stampa E-mail

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Tutte e tre le persone che abbiamo descritto, Marco, Lisa e Enrico, hanno una forma di ADHD – Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività. Soffrire di ADHD non è come avere di un braccio rotto o il mal di gola. A differenza di questi due disturbi, l’ADHD non ha chiari segni fisici che possono essere visti ai raggi x o tramite analisi di laboratorio. L’ADHD può essere identificato solo osservando certe caratteristiche comportamentali e, come in Marco, Lisa e Enrico, questi comportamenti variano da persona a persona. Gli scienziati non hanno ancora identificato una singola causa comune sottostante a tutti questi comportamenti e potrebbero non trovarne mai una sola. Oppure, un giorno, potrebbero scoprire che l’ADHD è in realtà una parola usata per descrivere e riconoscere una categoria all’interno della quale sono compresi molti disturbi differenti.

Al giorno d’oggi, l’ADHD viene diagnosticato ai bambini e agli adulti che mostrano costantemente certe caratteristiche comportamentali per un certo periodo di tempo. I più comuni comportamenti sono inclusi in tre categorie base: disattenzione, iperattività e impulsività.

Disattenzione. Le persone che soffrono di disattenzione hanno serie difficoltà a rimanere concentrati su qualsiasi cosa e possono annoiarsi di un’attività intrapresa, dopo solo pochi minuti. Possono prestare attenzione alle attività e alle cose che piacciono spontaneamente, senza sforzo e in modo automatico. Ma risulta loro molto difficile focalizzare l’attenzione deliberatamente per organizzare e finire un lavoro o imparare qualcosa di nuovo.

Per esempio, Lisa trovava straziante fare i compiti a casa. Spesso, dimenticava di pianificare in anticipo le attività, prendendo nota dei compiti o portando a casa i libri giusti sui quali studiare. Quando provava a lavorare, tempo pochi minuti e i suoi pensieri, spontaneamente, si spostavano su qualcosa d’altro. Risultato: raramente finiva ciò che aveva da fare e il suo lavoro era pieno di errori.


Iperattività. Le persone iperattive sembrano sempre in movimento. Non riescono a rimanere seduti tranquilli. Come Marco, possono parlare ininterrottamente o buttare le cose all’aria. Rimanere seduti al banco durante una lezione può essere un compito impossibile. I bambini iperattivi si dimenano nei loro banchi o vagano per la classe. Oppure possono muovere i piedi, toccare ogni cosa o tambureggiare noiosamente con la penna. Adolescenti e adulti iperattivi possono sentirsi fortemente irrequieti. Possono essere agitati o come Enrico, possono fare diverse cose contemporaneamente, saltando da un’attività all’altra.

Impulsività. Le persone che sono eccessivamente impulsive sembrano incapaci di tenere a freno reazioni immediate o di pensare prima di agire. Il risultato, come per Lisa, è lasciarsi scappare di bocca commenti inappropriati. O come Marco, possono correre per la strada senza guardare se ci sono macchine che stanno passando. L’impulsività può rendere loro difficile aspettare per avere qualcosa che vogliono o attendere pazienti il loro turno durante alcuni giochi. Possono strappare di mano un giocattolo ad un altro bambino o picchiare quando sono arrabbiati o frustrati.

Non tutti coloro che sono eccessivamente iperattivi, disattenti o impulsivi hanno un disturbo dell’attenzione. Dal momento che la maggior parte delle persone alcune volte si lascia sfuggire di bocca qualcosa che non aveva intenzione di dire, salta da un’attività all’altra o diventa disorganizzata e smemorata, come può riuscire uno specialista a dire se il problema è l'ADHD?

Per valutare se una persona ha l’ADHD, gli specialisti considerano diverse domande critiche cui dare una risposta: questi comportamenti sono eccessivi, pervasivi e si manifestano continuamente nel tempo? Ovvero, si manifestano più spesso rispetto alle altre persone della stessa età? Sono un problema continuo, non esclusivamente una risposta ad una situazione temporanea? Questi comportamenti avvengono in diverse situazioni e circostanze o solo in specifici luoghi, come in ufficio o nel cortile durante la ricreazione?
L’insieme dei comportamenti della persona è comparabile con un serie di criteri e caratteristiche del disturbo. Questi criteri appaiono all’interno di un libro di consultazione per la diagnosi chiamato DSM (acronimo che sta per Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali).

In accordo con il manuale diagnostico, ci sono tre insiemi o modelli di comportamento che indicano l’ADHD; uno per ogni categoria del disturbo: disattenzione, iperattività e impulsività. Le persone con ADHD possono mostrare diversi comportamenti interpretabili come segni caratteristici dell’essere costantemente disattenti. Così come possono avere dei modelli comportamentali tipici dell’iperattività e dell’impulsività. Oppure possono mostrare contemporaneamente tutti e tre i modelli di comportamento.

In accordo con il DSM, tra i segni di disattenzione sono inclusi:

  • venire facilmente distratti da suoni e stimoli visivi irrilevanti;
  • non riuscire a prestare attenzione ai dettagli e commettere errori di distrazione;
  • seguire attentamente e completamente le istruzioni solo di rado;
  • perdere o dimenticare cose, come giocattoli, matite, libri e strumenti specifici e necessari per determinate attività.

Alcuni segni di iperattività e impulsività sono:

  • sentirsi irrequieti, agitando e dimenando spesso le mani o i piedi;
  • correre, arrampicarsi o alzarsi in pedi, incapaci di rimanere seduti nelle situazioni nelle quali è richiesto di rimanere tranquilli;
  • lasciarsi scappare di bocca le risposte prima di ascoltare per intero le domande;
  • avere difficoltà a stare in coda o ad aspettare il proprio turno.

Siccome certe volte ognuno di noi mostra alcuni di questi comportamenti, il DSM include linea guida molto specifiche per determinare quando questi indicano la presenza di un ADHD. I comportamenti devono manifestarsi precocemente nell’arco della vita, prima dei 7 anni e devono manifestarsi con continuità per almeno 6 mesi. Nei bambini, devono essere più frequenti e più gravi rispetto ad analoghi comportamenti manifestati da altri bambini della stessa età. Cosa fondamentale, i comportamenti devono creare un reale handicap in almeno 2 aree di vita della persona, per esempio a scuola, a casa, al lavoro o nell’ambiente sociale. Quindi, l'ADHD non viene diagnosticato a chi nel lavoro e nelle amicizie non è seriamente limitato o ostacolato da questi comportamenti. Allo stesso modo, ciò non succede per un bambino che sembra troppo attivo a scuola, ma non ha problemi comportamentali in altri luoghi e in altre situazioni.

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