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Come incrementare la nostra assertività verbale? Stampa E-mail

A chi rivolgersi | Che cos'è | Le giustificazioni | 52 pensieri | Diritti personali | Capacità verbali | Comunicazione non verbale | Il pensiero | Il pensiero creativo | Il pensiero insoddisfatto | Il pensiero positivo | Il problema non è mio è tuo | Le abilità assertive | Lo sviluppo del comportamento affermativo | Piacersi non piacere | Sblocchiamoci | Tre tipi di comportamento

  • Apprendere a discriminare gli stili di comportamento altrui osservando le caratteristiche non verbali della com. (emozioni, ruolo, status sociale);
  1. Individuare le aree del nostro comp. non verbale in cui siamo deficitari e addestrarci (dalle situazioni neutrali a quelle meno ansiogene fino alle più ansiogene).

Le componenti verbali del comportamento assertivo.

Abbiamo tenuto per ultima questa ovvia dimensione dell'assertività al fine di enfatizzare che, sebbene ciò che si dice è chiaramente importante, è spesso meno importante di quanto la maggioranza di noi crede. Noi incoraggiamo una fondamentale onestà nella comunicazione interpersonale, e spontaneità di espressione.
A nostro avviso questo significa dire con decisione: "Sono esasperato dal tuo modo di fare!" piuttosto che: "Sei un gran figlio di ….". Le persone che hanno esitato per anni perché non sapevano cosa dire hanno scoperto che la pratica nel dire qualche cosa, nell'esprimere i propri sentimenti sul momento, è un apprezzabile gradino verso una maggiore affermatività spontanea.
Ancora una parola sul contenuto. Noi incoraggiamo ad esprimere i vostri sentimenti e ad assumervene la responsabilità. Notate la differenza nell'esempio dato sopra fra "io sono esasperato" e " tu sei un figlio di …". Non è necessario degradare l'altra persona (aggressività) al fine di esprimere i vostri sentimenti (affermatività).
La vostra immaginazione può suggerirvi una vasta gamma di situazioni che dimostrano l'importanza del modo in cui esprimete la vostra affermazione. E' sufficiente dire qui che il tempo che potete passare a pensare sulle "parole che vanno veramente bene" sarebbe speso meglio eseguendo quelle affermazioni! La meta finale è esprimere voi stessi onestamente e spontaneamente, nella maniera giusta per voi.

1. tecniche assertive nella comunicazione:

  • domande aperte (Cosa, Dove, Quando, Perché, come, Con chi?);
    ponendo delle domande chiuse alle quali l’interlocutore può rispondere solo con un “sì” o con un “no” hanno lo scopo di far terminare presto la conversazione; benché utili all’inizio di un discorso è necessario far seguire delle domande aperte; il saper fare delle domande è una prioritaria abilità assertiva, per creare rapporto, verificare idee, chiedere notizie, dimostrare e suscitare interesse.
  • dare e ricevere “Libere Informazioni” non richieste nella domanda;
    cogliere gli indizi forniti dall’interlocutore, cosa è importante e interessante per lui e prestargli attenzione permette di non rendere la conversazione un’intervista e la comunicazione può procedere in u modo più fluido.
  • autoapertura
    comunicare il modo di pensare, di vivere, in maniera non invadente, informazioni sulla nostra vita, i nostri interessi, senza monopolizzare la comunicazione o col desiderio di mettersi “in mostra” è un’altra abilità per rendere più dinamico e coinvolgente la comunicazione;

2. espressione positiva
esprimere simpatia, complimenti e attenzione ai comportamenti positivi e alle persone dalle quali siamo attratti, sono esempi di espressioni positive che diverse persone non sono in grado di emettere;

3. fare e rifiutare richieste
per esprimere e far conoscere se stessi; chi non è in grado di accettare un rifiuto, o chi pensa che chiedere non sia educato, o non sia il caso di disturbare gli altri difficilmente fanno o rifiutano richieste. Vi può essere l’errata opinione che gli altri dovrebbero capire cosa noi volgiamo, e allora commettiamo di errori, questo, e quello di non fare delle domande e continueremo a meravigliarci e/o a stare male quando le cose non vanno come ci si aspettava.
Fare richieste rafforza i rapporti e ci consente di esprimere i nostri bisogni, allo stesso modo dell’altra faccia della medaglia, il saper rifiutare richieste e porre un limite o dare la nostra disponibilità.

4. tecnica del “Disco Rotto”
per rimanere concentrati sull’obiettivo dell’interazione, a volte è necessario ripetere con calma il proprio punto di vista, usando sempre le stesse parole, senza farsi coinvolgere dalle strategie manipolative dell’altro. Allo stesso modo, è utile usare questa tecnica allorché facciamo una richiesta che è in nostro diritto esigere.

5. “Annebbiamento”
accettare la critica ammettendo che ci può essere del vero, senza giustificarsi: “Capisco il tuo punto di vista”, “Probabilmente hai ragione”, o utilizzare nell’interazione la parafrasi, la riformulazione; la risposta alla richiesta è “confondere”, accettando la critica che ci viene mossa e ammettendo che ci possa essere del vero. L’obiettivo è calmare chi ci rivolge le critiche, “spiazzandolo”, per poi aprire un dialogo chiarificatore. Si ascolta ciò che la persona dice e usando le parole dell’altra persona o simili, si riconosce il suo bisogno ma si dichiara il proprio punto di vista. E si può procedere con:

6. “Inchiesta Negativa”
per trasformare le informazioni manipolative generiche in specifiche e costruttive critiche: “Per piacere, mi può indicare dove ho sbagliato?”

7. ‘Asserzione Negativa”
Con questa formula ammettiamo il nostro errore e ci scusiamo. L’asserzione negativa riduce l’ostilità e tende a estinguere la manipolazione.

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