Gli esperti non sono del tutto sicuri del perché alcune persone presentino più probabilità di altre di sviluppare un Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), ma genetica e stress sono due fattori che risultano essere fortemente implicati.

Anche un’attività innocente come la pratica di uno sport può scatenare alcuni sintomi propri del DOC o peggiorarne quelli esistenti, soprattutto se l’attività sportiva viene praticata ad un livello agonistico altamente competitivo. Questo però, non interessa necessariamente tutti coloro che praticano sport e soffrono di DOC, anche se molti proprio a causa di questo disturbo decidono di rinunciare all’ attività sportiva.

Come può lo Sport influenzare il  DOC?

Dato che il DOC è una forma di disturbo d’ansia, non è particolarmente sorprendente che la sintomatologia presente tenda a peggiorare durante i periodi di stress. Per molti sportivi coinvolti  a livello agonistico, lo stress è inevitabile soprattutto in quei periodi in cui, le competizioni sportive si accumulano.

Mentre molte persone sono, probabilmente, in grado di mettere da parte o perlomeno di affrontare lo stress e le tensioni di queste situazioni, chi soffre di DOC si trova spesso, durante questi periodi, a veder sempre più esacerbati i propri sintomi. Per alcuni, si tratta  solo una questione temporanea ma, per altri è comune che questa situazione diventi permanente al punto da influenzarne negativamente le capacità e abilità sportive.  Invariabilmente ciò crea sia disagio sia ansia, tanto da  innescare un circolo vizioso.

Conseguentemente, molti sportivi affetti da Disturbo Ossessivo Compulsivo smettono di prendere parte alle competizioni, nel tentativo di riprendere il controllo della propria vita.

Compulsioni

Come è comune per chi soffre di DOC, ossessioni e compulsioni possono venir fuori dal nulla. Ad esempio i giocatori di tennis, tendono ad essere abbastanza superstiziosi, e molti hanno degli specifici rituali che, mettono in pratica prima, durante o dopo le partite. Ad esempio, lo stesso Rafael Nadal, è noto per il  tempo che impiega, prima che inizi una partita,  a mettere perfettamente in fila le sue bottiglie d’acqua sul lato della sua sedia.

In molti casi, sembra che vi sia una linea sottile tra superstizioni e compulsioni DOC in piena regola, ma la differenza principale tra i due, in termini sportivi, è il fatto che la maggior parte dei giocatori di tennis non sperimentano un’ansia significativa mentre svolgono i loro rituali.

Per i giocatori di tennis con Disturbo Ossessivo Compulsivo invece, si va ben oltre la semplice superstizione. Infatti, se i giocatori non completano con successo i loro rituali  prima dell’inizio della partita, possono facilmente convincersi, attraverso pensieri intrusivi o immagini, che non saranno in grado di giocare bene e di affrontare positivamente il match. Tutto ciò a causa dell’ ansia provocata dal “mancato” completamento della routine pre-partita.

Superstizioni

Molti giocatori di tennis sono attenti a non camminare sulle linee dipinte del campo, come parte delle loro superstizioni, ma un giocatore di tennis con DOC può portare questo all’estremo. Lui o lei infatti, spesso passano così tanto tempo evitando le linee che ciò colpisce la loro attenzione e la concentrazione. Questo è particolarmente vero se lui o lei capita accidentalmente su una delle linee nel mezzo del gioco, e va a perdere la partita.

Gli atleti inoltre, hanno spesso paura di diventare vittima di bullismo se i loro compagni di squadra o i  rivali scoprissero i loro sintomi DOC, e questo può, comprensibilmente, incrementare il loro disagio.

Rituali

Sono invece, molti gli sportivi che utilizzano questi rituali, costruiti ad hoc, per focalizzare l’attenzione e la concentrazione, così da poter gestire al meglio la propria attivazione psicofisica. Queste routine vengono spesso utilizzate dagli atleti per gestire l’ansia pre-gara o nei casi di calo della motivazione, cosicché attraverso tali rituali, composti da gesti e pensieri, lo sportivo riesca a collocarsi nel “qui ed ora”, e dunque a concentrarsi sulla partita. E’ molto importante che le routine siano sempre le stesse e, soprattutto che non siano legate ad oggetti esterni, così da poter essere replicate in qualunque situazione. Infine, è necessario sottolineare che questi rituali non possono essere ricondotti a gesti scaramantici o ad aiuti divini, ma che vengono utilizzati per gestire il livello di attivazione.

 

FONTE:

www.ocdsymptoms.co.uk