Enrico Rolla

enrico-rolla-01Enrico ROLLA è nato a Viù (TO) il 6 luglio 1948

L’INTERESSE PER LA  TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE E LA LAUREA IN PSICOLOGIA
Ho sempre avuto una mentalità sperimentale e orientata al raggiungimento di obiettivi.
Inizio ad insegnare, presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Torino dopo essermi diplomato nel 1971. La materia: «Minorati psico-fisici e sensoriali».
Inizio intanto a lavorare presso la Clinica Pinna Pintor di Torino con bambini portatori di handicap.
Successivamente intraprendo gli studi presso la facoltà di Psicologia di Padova per migliorare le mie conoscenze sui programmi efficaci per la riabilitazione dei soggetti portatori di handicap.
La risposta la trovo nei programmi comportamentali che studio durante alcuni esami.
Da quel momento leggo molti altri libri sulla psicologia del comportamento. Capisco che può essere applicata in molte aree. Nel trattamento di disturbi d’ansia, disturbi alimentari e nell’ handicap grave. Nell’ ambito scolastico con i trattamenti per dislessia e iperattività. Nel settore aziendale con programmi di modificazione del comportamento. Tutti programmi  orientati al raggiungimento di obiettivi verificabili.
Mi laureo con una tesi sperimentale sulla “Ipermnesia in stato ipnotico” con relatore il Professor Cesare Cornoldi e decido di dedicarmi al trattamento dei disturbi d’ansia.
Nel 1979 apro l’Istituto Watson con l’amico Roberto Anchisi . La missione del nostro istituto è sempre stata «Educare».
Lavoro per il comune di Torino con Walter Ferrarotti, che dirige le scuole comunali e i centri riabilitativi per portatori di disabilità gravi.
Con Ferrarotti decidiamo di  programmare dei curricoli educativi da fornire agli inse­gnanti per meglio lavorare con i bambini. Decido così di andare a Boston per vedere come lavora Martin Kozloff (esperto di handicap), e imparo ad apprezzare la sua accurata programmazione. Per anni abbiamo formato ottimi insegnanti in grado di lavorare con casi gravi.
Apprezzo la lettura del libro di Victor Meyer “La terapia del comportamento” e per questo decido di raggiungerlo a Londra nell’ ospedale in cui lavora. Ho capito da loro che la cultura e l’informazione devono essere sempre condivise. A Londra seguo il trattamento di persone affette da disturbo ossessivo compulsivo grave e da comportamenti fobici.
Nel 1981 organizzo in collaborazione con Anchisi il congresso AIAMC “Psicologo Clinico: come?”, dove ho l’opportunità di incontrare Joseph Wolpe.
Wolpe è stato uno dei fondatori della terapia comportamentale. Avevo letto i suoi libri e avevo già applicato con i miei primi clienti fobici la Desensibilizzazione Sistema­tica (D.S.) e il Training Assertivo.
A quel tempo, Wolpe insegna alla Temple University e lì ho l’opportunità di vedere come tratta i clienti. Assisto alle supervisioni con gli studenti che lavorano da lui.
Trascorro ore a vedere i video dei suoi trattamenti. Imparo meglio ad utilizzare la D.S. e il rilassamento muscolare.
Tornato a Torino continuo assiduamente a vedere clienti, che soddisfatti dei risultati mi inviavano altri clienti. Il passa parola è molto potente.
Da quei tempi la terapia comportamentale si è arricchita con l’impiego della terapia cognitiva e attualmente è meglio conosciuta come Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC). La TCC è in con­tinuo sviluppo. Assorbe tutto ciò che può essere utile per migliorare i trattamenti e renderli sempre più efficaci. Ora, ad esempio utilizza la Psicologia Positiva, la Mindfulness, la Schema Therapy e l’A.C.T «Accep­tance and Commitment Therapy».
Nel 1979 inizio l’attività di formazione per psicoterapeuti. La Terapia Cognitivo Comportamentale si sta finalmente sviluppando in Italia.
Ho sempre ritenuto che la formazione dovesse essere molto pratica. Si è tutti consapevoli che si impara facendo. Personalmente ho imparato molto vedendo al lavoro ottimi terapeuti.
Ho sempre dato la possibilità ai miei studenti di vedere come lavoriamo nel nostro Istituto. Ho registrato innumerevoli sedute. Ho fatto vedere ai miei studenti come si attua un’esposizione o come si fa un primo colloquio. Ritengo che sia importante insegnare agli studenti come mettersi sul mercato. È importante che conoscano le strategie di marketing e imparino a individuare le aree di possibile sviluppo.
Il mio interesse per il Training Assertivo risale al 1980 mentre in Italia  era ancora agli albori.
Vedendo molti clienti che tendono a subire gli altri, decido di scrivere un libro divulgativo sull’assertività. Il libro “Piacersi non piacere”, viene pubblicato nel 1987 dalla SEI di Torino e continua a essere stampato dopo oltre 20 anni.
Nel 1989 presento “Piacersi non piacere” al Costanzo Show.
In quegli anni ho molti clienti a cui insegno il rilassamento muscolare e penso di scrivere un manuale allegando la registrazione audio di dodici lezioni. In questo libro spiego la tecnica di rilassamento sviluppata negli anni ’30 dal medico Ed­mond Jacobson. Pubblico nel 1989 il Kit “Rilassamento e autocontrollo”.
La casa editrice SEI mi chiede di scrivere un altro libro. Decido di scrivere un libro paradossale, in cui insegno alle persone come sia pos­sibile stare male e sviluppare paure, ansie, ossessioni e fobie. Il libro è “Lo scomportamento” (1994) con il sottotitolo “Come imparare a stare male e come uscirne”. Presento anche questo libro al Co­stanzo Show.
Successivamente il libro viene ceduto a un’altra casa editrice.
La nuova versione prende il titolo “Così non mi piaccio” e viene pubblicata nel 2005 dalla casa editrice Gribaudo di Milano.
Nel 1998 scrivo il libro per la SEI “Il problema non è mio è tuo”. Anche in questo libro impiego l’ironia e propongo modelli alternativi di «buon comportamento».
Al termine del libro inserisco i “52 pensieri per volersi bene” utili per modificare il nostro «dialogo interno» e renderlo più positivo e propositivo.
“Ricomincia da te” è il titolo del libro che pubblico nel 2003 con la casa editrice Gribaudo di Mi­lano. È un libro un po’ autobiografico. Racconto di quando sedicenne sentii per la prima volta il termine: «agorafobia». Mio padre era agorafobico.
Il mio interesse per il trattamento dei soggetti in sovrappeso mi porta a scrivere un libro in collabora­zione con Maria Vittoria Bossolasco dal titolo “Perdo peso”, pubblicato nel 2006 dalla Gribaudo di Milano.
Successivamente metto a punto una tecnica cognitivo comportamentale che chiamo Work&Burn (Lavora e Brucia). Scrivo un nuovo libro per spiegare questi concetti. Il titolo del libro è “Voglio perdere peso”, pubblicato nel 2008 con la casa editrice Giunti di Firenze.
Ho  sempre amato i cani e, consapevole  di come spesso diventino simili ai loro padroni, de­cido di scrivere un libro che li abbia come protagonisti: “Mollo L’osso. Come liberarsi dai guinzagli interiori”, per Istituto Watson Edizioni.
È il 1988 i responsabili della formazione del Sanpaolo banca leggono un mio libro Piacersi non piacere”e ritengono utile divulgare i principi assertivi nell’ azienda.
Iniziamo quindi a tenere corsi sia per gli impiegati che per i quadri e dirigenti.
Anche altre banche mostrano interesse per le tecniche assertive e così iniziamo a lavorare con la Cassa di Risparmio di Bolzano, il Mediocredito piemontese e tanti altri.
Con i miei collaboratori ho iniziato a insegnare tutte le strategie per gestire al meglio il rapporto interpersonale,  per  superare le obiezioni e per proporre in modo efficace i prodotti bancari. La fase successiva della formazione aziendale mi vede interessato a insegnare come motivarci e come motivare collaboratori, strategie di comunicazione, e abilità sociali. Abbiamo tenuto corsi per molte aziende sia private che pubbliche.
In questi ultimi anni, l’interesse delle banche e delle assicurazioni è rivolto alle strategie per lavorare su se stessi,  per sviluppare un atteggiamento positivo, propositivo e una maggiore resilienza.
Il mio interesse per l’ipnosi inizia quando a 18 anni lessi il libro di Emile Coué “Il metodo Coué. L’autosuggestione cosciente”  provando ad applicarlo su me stesso.
Durante gli studi di psicologia  mi ero già interessato all’ ipnosi ritenendo che potesse essere una tecnica utile da inserire nei programmi terapeutici. Ho l’opportunità di fare una tesi con il professor Cesare Cornoldi sull’ ipnosi e la memoria. Dopo la laurea ho continuato a utilizzare l’ipnosi in combinazione con le tecniche cognitivo comportamentali per aiutare soprattutto i pazienti con problemi di ansia e depressione.
Negli ultimi anni sempre più ricerche hanno evidenziato che la combinazione tra  ipnosi e terapia cognitivo comportamentale è estremamente potente. L’utilizzo dell’ipnosi può infatti migliorare e potenziare gli effetti delle tecniche cognitivo comportamentali.  Ho conosciuto negli ultimi anni validi psicologi e terapeuti che utilizzano abitualmente l’ipnoterapia cognitivo comportamentale. Tra di loro, Mark Davis direttore della UK College of Hypnosis and Hypnotherapy, e Irving Kirsch uno dei maggiori esperti sull’effetto placebo e autore del libro “Essentials of Clinical Hypnosis: An Evidence-based Approach”.
 Canale 5. Trasmissione “IN-Forma”
Rete4. Programma “Gente che Parla”
Rai 3. Programma “Leonardo” 
Canale 4. Trasmissione “Forum”
Rai 3. Programma “Tortuga”
Canale 5. Trasmissione “Maurizio Costanzo Show”
Rai Radio 2. “Ben Fatto”
“The Fear Doctor”: la prima WEBSERIE sul trattamento Cognitivo Comportamentale sulle Fobie prodotta in Italia trasmesso in anteprima su Rai Val d’Aosta.

Dall’inizio della sua carriera professionale il dott. Rolla ha spesso filmato i pazienti in trattamento con un duplice scopo:
1. Fare vedere ai pazienti i loro miglioramenti
2. Come strumento didattico per la scuola di specializzazione che dirigo
La terapia cognitivo comportamentale è caratterizzata dalla sua praticità ed efficacia. I video si sono rivelati ottimi strumenti educativi per trasmettere agli studenti il sapere “cosa fare” ma soprattutto “come farlo”.

Negli ultimi anni abbiamo constatato un notevole interesse per le WebSerie e intrapreso il progetto “The Fear Doctor”, una serie di puntate sul trattamento delle fobie.
Cinque episodi sono andati in onda nel 2014 su Rai Val D’Aosta ottenendo uno share del 13,6%, percentuale doppia rispetto alla media del 6%. Questo ha confermato l’interesse delle persone per un problema spesso sottovalutato.

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