Talvolta le persone pensano che gli attacchi d’ansia e gli attacchi di panico siano la stessa cosa. Tuttavia, da una prospettiva clinica, il panico e l’ansia hanno caratteristiche diverse e sintomi specifici. Per questo motivo è bene distinguerli e conoscere in che modo vengono sperimentati dalle persone.

Differenze cliniche tra disturbo di panico e ansia

Gli psicologi basano le loro diagnosi sulle definizioni del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Quest’ultimo usa il termine “attacco di panico” per i sintomi associati al Disturbo di Panico. Ma le crisi possono presentarsi anche in associazione ad altri disturbi psicologici.

Il termine “attacco di ansia” non è presente nel DSM-5. Piuttosto, l’ansia viene usata per descrivere una caratteristica fondamentale di molte condizioni comprese nella macro categoria di “Disturbi d’ansia”, ossia:

– Disturbo d’ansia di separazione
– Mutismo selettivo
Fobia specifica
Disturbo d’ansia sociale (Fobia sociale)
Disturbo da attachi di panico
Agorafobia
Disturbo d’ansia generalizzata
– Disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci
– Disturbo d’ansia dovuto ad altra condizione medica

La stessa componente ansiosa è presente in modo preponderante anche nel Disturbo ossessivo-compulsivo, nel Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e nel Disturbo da ansia di malattia (Ipocondria).

Gli attacchi di panico e i momenti d’ansia intensa presentano differenze in termini quantitativi e qualitativi:

L’attacco di panico

La caratteristica essenziale di un attacco di panico è la comparsa improvvisa di paura o disagio che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro e più di 13 sintomi fisici o cognitivi come: palpitazioni o tachicardia, sudorazione eccessiva, tremori o scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o dolori addominali, sensazioni di respiro corto, difficoltà a respirare o disturbare, sensazione di vertigine o svenimento, brividi o vampate di calore, sensazioni di torpore o formicolio, sentimenti di irrealtà (derealizzazione) o di distaccarsi da sé (depersonalizzazione), paura di perdere il controllo o di impazzire e paura di morire.

Solitamente l’attacco di panico si distingue da momenti di ansia intensa per il tempo che impiega ad arrivare al picco d’intensità che, solitamente, si verifica nel giro di pochi minuti e per la maggiore gravità dei sintomi. Durante un attacco di panico, quest’ultimi sono improvvisi ed estremamente intensi, si presentano entro 10 minuti e poi la loro intensità si abbassa. Tuttavia, alcuni attacchi possono durare più a lungo o verificarsi in successione, rendendo difficile determinare quando un attacco termina e un altro inizia. Infine, dopo un attacco, non è insolito sentirsi preoccupato o turbato per il resto della giornata. Alcuni pazienti descrivono sensazioni di spossatezza e strascico anche molte ore dopo.

Gli “attacchi d’ansia”

“L’attacco di ansia” non è un termine clinico, ma è usato da molte persone per descrivere una sensazione di malessere intenso in cui ci si preoccupa per un evento imminente o si sperimentano sentimenti di terrore o di paura che non soddisfano i criteri diagnostici per un attacco di panico. L’ansia è altamente correlata a una preoccupazione eccessiva di qualche potenziale “pericolo” o minaccia futura e i sintomi possono essere simili a quelli dell’attacco di panico, anche se d’intensità inferiore. Oltre a questa caratteristica, un’ altra importante distinzione tra i due tipi di attacco è la durata: a differenza del panico, i cui sintomi sono immediati, quelli dell’ansia possono essere persistenti e durare giorni, settimane o addirittura mesi.

Sia che si tratti di attacchi panico, di ansia persistente od entrambi, il trattamento efficace è sempre quello Cognitivo Comportamentale. Le linee guide internazionali per il trattamento dei disturbi d’ansia raccomandano le Tecniche Cognitivo Comportamentali per apprendere le strategie a gestire i momenti d’ansia o di panico.

 

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